Attualità

WELFARE UNIVERSALE: Antidoto alle disuguaglianze

Napoli, 25 Agosto – L’agenda dell’uguaglianza dovrebbe essere articolata in un programma di rivendicazione comune supportato dalla maggioranza degli italiani per i quali la politica non fa nulla, gli italiani “invisibili”.

Un programma che dovrebbe configurarsi come il primo tassello di una piattaforma politica di lungo periodo che contempli i diversi gruppi sociali: • I precari, con un disperato bisogno di stabilità; • I disoccupati e i neet (“not (engaged) in education, employment or training”), a cui va data la possibilità di entrare/rientrare nel processo produttivo; • I pensionati poveri, emblema di una previdenza sociale che rafforza le divisioni e la distribuzione iniqua del reddito e della ricchezza socialmente prodotta; • I migranti che, schiacciati dalle dinamiche create dalle leggi sull’immigrazione, si ritrovano a gonfiare le fila della forza lavoro di riserva a basso costo, con una limitatissima capacità di accedere al welfare. Il welfare italiano denota una forte e, potremmo definire, assurda contraddizione: riproduce, e addirittura accresce, alcune forme di disuguaglianza decretate dall’economia di mercato.

Andrebbe ripensato un nuovo welfare atto a: • Garantire una maggiore stabilità e continuità di reddito ai precari; • Accrescere le possibilità di impiego nell’economia formale e nei servizi sociali di neet e disoccupati; • Redistribuire più equamente le risorse e ridurre la dipendenza dal welfare familiare, che pesa sempre più sulle spalle dei pensionati; • Migliorare i percorsi d’inserimento per i migranti, rendendoli più virtuosi e dignitosi. La sfida sarebbe passare da un welfare assistenziale e clientelista (come al solito sfruttato per proteggere i garantiti) ad uno UNIVERSALE capace di incrementare la produttività sociale della maggioranza degli italiani completamente ignorata dalla politica e l’efficienza dell’intero Paese.

Un welfare, quindi, quale strumento al servizio della redistribuzione e dell’incremento della produttività economica e sociale e inteso, inoltre, solo come il primo passo verso la richiesta di nuovi diritti e lo sviluppo di una diversa idea di CITTADINANZA, universale ed inclusiva.

 

 

#NonCapiscoNullaDiNulla

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“Architetto e docente di Tecnologia, vive a Mariglianella, presidente dell’associazione “A.L.T. (Ambiente–Legalità- Territorio) La Fenice”, attivista da anni, impegnato in battaglie sociali, ambientali e politiche a tutela dei cittadini”.

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