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Vallo della Lucania, Iannuzzi:”Più soldi ai cittadini e meno alla politica. Troppe programmazioni scoordinate”

Vallo della Lucania, 30 Maggio –  Parte l’era del turismo professionale. A tagliare il nastro di partenza il presidente della Comunità del Parco Salvatore Iannuzzi, il presidente provinciale dei distretti turistici Marrazzo e i consiglieri provinciali Stanziola e Imparato.  Sburocratizzazione e fiscalità di vantaggio di settore: questa la novità più importante. Istituiti, grazie ad una lunga ed elaborata concertazione tra imprese, comuni, regione Campania e Ministero dei Beni Culturali, questi importanti organismi decollano anche nel territorio del Parco. “I Distretti turistici mettono insieme enti locali ed imprese nell’ intento di qualificare e far crescere il turismo del territorio – afferma Iannuzzi –  di professionalizzare gli operatori, mettere in rete le imprese, collegare il turismo del mare con quello dei monti, promuovere iniziative di fiscalità di vantaggio di settore, ma anche nell’intento di reperire e investire risorse private per la realizzazione di infrastrutture pubbliche”. 

I lavori dell’assemblea coordinati dal sindaco di Centola – Palinuro, Carmelo Stanziola, in vece del Presidente Canfora, e da Paolo Imperato, hanno fatto registrare il contributo di numerosi amministratori e imprenditori che nella giornata hanno ritrovato interesse e fiducia nel ruolo che la pubblica amministrazione può e deve svolgere per la crescita economica  del territorio. Tasse locali e nazionali, assenza di adeguate infrastrutture viarie e trasporto lacunoso sono stati individuati come le principali criticità nella vita e crescita dell’ impresa turistica dal presidente del locale distretto turistico Iannazzone che ha trasferito all’assise il senso  asfissiante  dei limiti e delle regole dell’area protetta.  Le parole al “vetriolo” di qualche imprenditore sui  limiti e sulle regole dell’area protetta sono state smorzate e rilanciate dall’apprezzato  intervento del presidente della Comunità del Parco Iannuzzi, che ha spiegato in maniera logica e razionale la storia dell’ Area Protetta e le strategie di cambiamento. ” I circa mille milioni di investimenti effettuati negli ultimi dieci anni – ha spiegato  Iannuzzi –  non hanno prodotto l’effetto desiderato a causa di programmazioni troppe volte scoordinate realizzando cattedrali nel deserto che non hanno implementato occupazione e ricchezza”.

Iannuzzi ha rinnovato la ricetta per il rilancio dell’area : cambiamenti strutturali condivisi e coordinati. “Lo sviluppo di un territorio si realizza – ha sottolineato  Iannuzzi – solo se si attenzionano, contemporaneamente, tutti i pezzi del mosaico dello sviluppo : infrastrutture viarie di accesso all’area, banda larga, unico tribunale del Parco, ospedali riuniti del Parco, azienda sociale del Parco, ripresa dell’agricoltura e delle attività produttive attraverso i prodotti di nicchia, mitigazione e compensazione dei limiti dell’area protetta attraverso bonus e deroghe. La comunità nazionale deve compensare le popolazioni del Parco per i limiti e le restrizioni imposte dal “regime protezionistico della natura” in favore del patrimonio dell’ umanità. Vivere nell’ area protetta costa di più che vivere fuori. In un piccolo paese del Cilento, Vallo di Diano o degli Alburni il costo della vita è maggiore che in città capoluogo come Napoli”.

Iannuzzi scende nel dettaglio: “Un’abitazione richiede materiali particolari e costosi; il trasporto ore di automobile e il rischio di “imbattersi” nelle fauna del Parco; coltivare significa condividere il raccolto con cervi e cinghiali; allevare bestiame significa condividere mucche e pecore con i lupi del Parco. Le grandi città possono continuare a vivere soltanto perché i paesi del Parco garantiscono ossigeno, mitigazione climatica e i crediti di carbonio necessari a rispettare le normative nazionali e in particolare gli impegni del protocollo di Kyoto. Lo stato deve garantire dei corrispettivi a coloro che patiscono i vincoli”.

Secondo Iannuzzi “i distretti turistici sono l’occasione per portare in modo diretto  nelle istituzioni del territorio le imprese, soggetti che generano economia, lavoro e ricchezza. Gli imprenditori sono i veri conoscitori dei problemi e depositari delle soluzioni, devono tracciare la strada dello sviluppo e dei programmi istituzionali”. Iannuzzi ha concluso dicendo che “il vero progresso si genera  se conferiamo meno risorse agli enti pubblici e più aiuti ai cittadini e alle imprese. La formula per vincere?: più soldi  ai cittadini  e meno alla politica”.

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