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UNO STATO “LUDOPATICO”…?

Napoli, 25 Settembre – Oltre 1,3 mln italiani malati di ludopatia, in fumo 100 mld, come se ognuno puntasse 1780 euro l’anno. Sono oltre 1,3 milioni gli italiani malati patologici di dipendenza da gioco d’azzardo, ludopatia. Il volume di denaro giocato era secondo gli ultimi dati disponibili di 101,8 miliardi di euro. Ma secondo quanto anticipato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, il numero delle puntate registrate in Italia nel 2018 avrebbe raggiunto i 106,8 miliardi, in aumento di circa il 3% rispetto all’anno precedente. In sostanza, e come se ogni italiano scommettesse un totale di 1.780 euro all’anno.

Dietro questi numeri si celano tantissimi giocatori occasionali (o semplici appassionati), un volume sempre piùconsistente di CASI patologici e uno Stato sempre più scroccone sempre meno accorto alle problematiche sociali interessato solo e soltanto al dio danaro. Le persone affette da ludopatia solitamente stabiliscono con il gioco un rapporto esclusivo e altamente coinvolgente. L’elevato livello di eccitazione li spinge a trascurare famiglia, affetti e lavoro, diventando un moltiplicatore di problemi. Il Decreto legge 87 del 2018 ha introdotto disposizioni di contrasto al gioco d’azzardo tra cui il divieto di qualsiasi forma di pubblicità, MA È REALMENTE COSÌ? Quanti spot pro gioco d’azzardo trasmettono in TV, quanti ne leggiamo sui quotidiani, quanti ne ascoltiamo in radio, quanti sui social…siamo invasi di messaggi di incitamento al gioco d’azzardo anche online!

Provate a fare caso girando per i nostri territori al numero di sale per scommesse e slot machine presenti, sempre più numerose. Vogliamo parlare della maree di cittadini che scommettono 2 euro ogni 10 minuti, in un semplice bar e/o tabacchi, autorizzati da uno Stato complice silenzioso, ad esempio…??? Ne vedo tanti, ma davvero tanti, sin dal mattino attendere con ansia l’ estrazione dei numeri ogni 600 secondi, il tutto legalmente autorizzato da uno Stato che si dichiara contro il gioco d’azzardo ma che contestualmente lucra e succhia come una sanguisuga il sangue della povera gente.

Gli interrogativi sono tanti, tra cui: 1. Perché lo Stato lucra piuttosto che vietare? 2. Perché si permette tutto ciò creando notevoli costi umani e sociali nonché aggravi per la sanità pubblica? 3. Dove prendono i soldi parte degli scommettitori…in evidente difficoltà economica? Probabilmente, qui il vero malato è lo Stato, falso buonista, che “gioca” sulla nostra pelle sempre più bramoso e assetato di danaro per coprire e tappare bilanci, sprechi, debiti e finanziare:  un padre di famiglia che se ne frega dei proprio figli!

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