Attualita'

UN GOAL ALL’IDIOZIA

Napoli, 26 Marzo- Fare politica a suon di slogan, urla e pettegolezzi è diventata una moda cui si sta pian pianino conformando ogni soggetto del mestiere: lo scopo primario è quello di raccogliere il maggior numero possibile di consensi. Affinché ciò possa avvenire quasi di sicuro, cari Lettori, occorre – purtroppo, c’è da dire – operare una modellatura dei propri neuroni, sì che il proprio pensiero si possa uniformare a quello della massa, il che conduce spesso alla sottovalutazione dei problemi effettivi del Paese e, al tempo stesso, a porre l’accento su temi alquanto futili. Orbene, agire in tal maniera è indice di pura idiozia: se si trascura quanto in cui andrebbe realmente identificato il “parassita” della società, si corre il grave rischio di condurre alla deriva quello stato di cui ci si è dichiarati “liberatori” nel corso di un affollato comizio elettorale.
Siamo quasi alle soglie del duemilaventi, anche se c’è da attendere ancora un po’; ma l’idiozia regna ancora sovrana nel cervello di diversi uomini politici del Globo: si pensi, a titolo esemplificativo, a Matteo Salvini – che crede di poter fare ciò che vuole, pur vigendo, grazie a Dio, una Costituzione democratica -, Viktor Orbán – che porta avanti progetti volti a dividere ancora una volta l’Europa – e, non da ultimo, Nicolás Maduro, che ha ridotto alla miseria un’intera popolazione. Gli intenti pazzoidi di questa massa di imbecilli, cari Lettori, sono la potenziale fonte di seri pericoli per l’equilibrio sociale: non va dimenticato, infatti, che la maggior parte dei conflitti armati son scoppiati proprio a causa della fanatica follia di certi individui (tra i quali la figura di spicco è indubbiamente Hitler).
Fortunatamente, però, c’è sempre qualcuno nella cui scatola cranica brilla il lume della ragione; quest’oggi ho intenzione di parlare proprio di lui.
Non si tratta di un professorone con miriadi di pubblicazioni ed anni di rettorato alle spalle, né tantomeno di un politicante che vola qua e là col suo jet personale per sparare panzane: questi è un diciannovenne, nero come la pece ma sicuramente più Italiano dei diecimila deficienti che credono di capire qualcosa di politica. Il suo nome è Moise Kean, di professione calciatore: attualmente è in forze alla Juventus, squadra simbolo della regione in cui ha visto la luce. Recentemente è stato convocato in Nazionale dal Commissario Tecnico Roberto Mancini, il quale lo considera “un predestinato”; lui ha ripagato del tutto la fiducia in lui riposta dal “Mancio“, mettendo il cuore in campo e segnando il goal del definitivo due a zero contro la compagine calcistica Finlandese.
A molti è forse sfuggito che Moise ha segnato un’ulteriore goal; ma….non ai danni di un undici avversario, bensì contro l’idiozia: al termine dell’incontro di sabato sera, quando è stato intervistato, ha rivolto un pensiero a quelle persone che, pur essendo nate in Italia, non hanno diritto alla cittadinanza Italiana: nel nostro paese, infatti, lo ius soli non rende “Italiani” sulla carta. Prima di raggiungere i compagni, il ragazzo ha speso parole di encomio nei confronti del piccolo Ramì, il quale ha tratto in salvo un’intera scolaresca. Nonostante il carattere lodevole di quest’azione, il nostro Ministro dell’Interno ha avuto il coraggio di aprir bocca e provocarlo, suscitando l’ira di quei Concittadini che hanno ancora un briciolo d’umanità nel proprio animo.
Cari Lettori, sappiate che si può essere Italiani-modello anche se si parla un’altra lingua o se si è originari di un altro paese: per questo ritengo che lo ius soli sia una delle tante soluzioni ai problemi che ci tormentano, poiché anche una persona di stirpe “straniera” potrebbe dare un validissimo contributo al progresso della Nazione. Così facendo…..potremo tornare a definirci davvero “Fratelli d’Italia”: non solo quando giocano gli Azzurri, ma nella quotidianità!  
Adriano Spagnuolo Vigorita 
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