Cultura

Torre Annunziata, “Ti racconto una foto”: tra immagini vere e storie inventate. Intervista alla scrittrice Vincenza Sannino curatrice della nuova antologia

Torre Annunziata, 9 Novembre – Torre Annunziata è la città che viene raccontata dalla penna di un gruppo di scrittori “di sangue e d’adozione”, come la stessa curatrice annuncia nel la prefazione di “ Ti racconto una Foto”, che ne ha interpretato l’anima, guardandola in uno scatto. Terza collana del format ideato dallo scrittore Pietro Damiano, e foto in bianco e nero di Alfonso Gallinaro.

Vincenza Sannino è la scrittrice che ha curato questa pubblicazione.

Da quanto si dedica alla scrittura creativa?

“Fin dalle scuole superiori ho sempre amato scrivere, ma è stata una passione a cui non ho mai dato seguito. L’incontro decisivo è stato nel 2014. Alla Mondadori di Pompei, ho seguito un corso di scrittura creativa con il maestro Gianluca Calvino. Lì sono entrata a far parte del ‘Gruppo 9’, un collettivo di scrittura, con il quale ho scritto ‘Requiem’. Li ho conosciuto anche Pietro Damiano, che mi ha catapultato nel mondo dei ‘Nanoracconti’ e mi ha stimolato nel credere al progetto ‘Ti racconto una foto’.”

Cosa ha provato nell’immergersi nei racconti ispirati alla sua Città?

È stato naturale. Torre Annunziata è la mia città ed io, come tutti i torresi, l’amo profondamente, ma ne conosco sia i ‘colori’ chiari, che quelli scuri.” Quindi nonostante il bianco e nero delle foto se ne vedono le sfumature a colori, gustando i racconti abilmente accostati. Torre Annunziata – puntualizza la Sannino –  è di una bellezza assoluta, ma spesso sa essere brutale, astiosa. È la città in cui ho deciso di vivere, ha del potenziale enorme, che ancora rimane nascosto.” Interessante constatare come può essere viva una città attraverso gli occhi di coloro che la guardano e la amano.

Ci può parlare del Fotografo Alfonso Gallinaro che è l’autore degli scatti fotografici?

 “Alfonso Gallinaro è mio cognato; non nasce come fotografo, fa tutt’altro nella vita, ma da qualche anno è appassionato di fotografia. Mi è venuto spontaneo coinvolgerlo in questo progetto perché è preciso, sensibile, attento a ciò che guarda. Gli scatti che ha prodotto per il libro sono meravigliosi, Torre Annunziata appare in tutta la sua bellezza e il mare ne è protagonista a tutti gli effetti.”

Quali sono state le difficoltà riscontrate, se ce ne sono state, nel raccogliere tanti scrittori disposti a scrivere per questa antologia?

“Prima di tutto ho dovuto decidere chi coinvolgere. E così ho iniziato a guardare sia nella mia cerchia familiare, che in quella di amici. Molti hanno risposto in modo positivo fin da subito e hanno rispettato data di consegna e lunghezza del racconto. Altri hanno rifiutato fin dal primo momento. Alcuni, invece, mi hanno abbandonato strada facendo, ma non mi sono persa d’animo, anche perché sapevo di avere un asso nella manica: Pietro Damiano. Pietro, ideatore del format, mi è sempre venuto in soccorso, chiedendo ad autori da lui conosciuti di scrivere per il mio libro.”

Quale sarà la prossima opera? Da cosa si farà ispirare?

“In realtà, mi piacerebbe curare un secondo volume sempre su Torre Annunziata. Credo che non sia stato narrato realmente tutto, c’è qualcosa di incompleto che merita compiutezza”.

Come trova questo format di Pietro Damiano?

 “È un ottimo format, funziona, perché va a toccare il sentire comune di una comunità. Non si racconta solo di se stessi, è la collettività che viene narrata. Ricordi, nenie, immagini, suoni, scene, voci… è come se ci si sedesse intorno al fuoco e iniziasse la magia.”

Potrebbe fare una dedica?                                                    

“A mio marito Amedeo… perché ne è valsa la pena”.

Inviti, con una frase, i lettori ad acquistare questo libro.

 “In ogni racconto c’è un po’ di voi pur non avendo vissuto quella storia, in ogni fotografia c’è un posto che avete amato pur non essendoci mai stati”.

 

Il fascino della lettura che ti trasporta con la sua magia, 122 pagine su cui si può trovare… ecco un piccolo assaggio.

<<Era una donna con in braccio il suo bambino. Una Madonna assai strana, scura scura come la sua rena. Rosa Mazzaccara pianse come non aveva mai fatto e poi sorrise per la prima volta e, in quello strano stato, pensò di non essere più sola e che quella statua di terracotta appartenesse alla sua gente.>> (Pag. 11)

<<Rannicchiata sulla fedele sedia, Donna Neve poteva apparire come una perfetta Inciucessa. Forse era l’ampio ventaglio nero intarsiato d’oro a trarre in inganno, o forse erano gli occhietti scuri e vispi della memoria infallibile. Conosceva quasi ogni famiglia di Torre e aveva contatti sparsi in tutta la zona, di cui aveva frequentato sia i granai che i salotti, grazie agli anni dedicati alla nobile arte bianca.>> (Pag. 110)

Gli Autori: Alessandro Lanzieri, Amedeo Vitiello, Angela Sannino, Annamaria Tarallo, Carmen Marotta, Clara Flauto, Espedito Giovanni Buoanagrazia, Geltrude Vollaro, Giuseppe Di Donna, Grazia Caso, Ilia Plista, Margherita Pischedda, Maria Rosaria Di Donna, Mariagiovanna Ferrante, Mario Flauto, Marisa Pesola, Massimiliano Amatucci, Massimo Frenda, Pietro Damiano, Querino Ialongo, Rita Raimondo, Roberta Fogliamanzillo, Rossana Capuano, Simona Verniti, Vincenza Sannino.

Disponibile su Amazon dal 30 ottobre, etichetta Opera Indomita, al costo di 3.58 euro.

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