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Stefano De Clemente, il cabaret nel sangue

Napoli, 4 Aprile – CHI SA RIDERE E’ PADRONE DEL MONDO?

Ce lo siamo chiesti parafrasando una nota frase di Leopardi ed abbiamo incontrato Stefano De Clemente, giovane cabarettista napoletano che ha scoperto la sua vena comica quando si accorge che le sue gags divertono molto i suoi amici. Da lì inizia a partecipare ai festival di cabaret dando l’avvio alla sua carriera artistica.

CIAO STEFANO, TU CHE REGALI SORRISI ALLE PERSONE, HAI UN SOGNO NEL CASSETTO?

No, sogni no. In realtà credo che per realizzare i propri obiettivi bisogna impegnarsi e lavorare sodo. Prima o poi si viene premiati!

CI RACCONTI COME E’ INIZIATA LA PASSIONE PER IL CABARET?

E’ stato un crescendo. Durante la mia partecipazione agli spettacoli di cabaret nei vari festival a cui ho preso parte, mi appassionavo sempre più poiché mi sentivo gratificato dal fatto che il pubblico gradiva le mie performances e questo mi dava la carica per andare avanti e migliorarmi sempre più.

HAI ALTRE PASSIONI OLTRE AL CABARET?

Sì, amo molto le tradizioni popolari e sono molto legato a quella del mio quartiere, Barra, dove si svolge la festa dei Gigli che riprende, a sua volta, la tradizione nolana dove questa festa è nata con la famosa processione degli obelischi di legno. Talvolta questa passione mi ispira qualche trovata divertente.

QUALI SONO LE FONTI DI ISPIRAZIONE DELLE TUE GAGS?

I fatti della vita reale, quello che accade per strada ed in giro. La gente ascolta, si immedesima e si diverte!

DOVE TI ESIBISCI?

Principalmente nei locali di Napoli e dintorni. Qualche volta in giro per l’Italia.

SO CHE STAI LAVORANDO AL PROGETTO CAB E MURO, DI CHE SI TRATTA?

CAB e MURO è un importante progetto, nato in Campania nel 2015, ideato e diretto dall’autore Francesco Burzo

Che segue minuziosamente il lavoro di ogni singolo comico della squadra curando sia l’aspetto autoriale che quello attoriale.

E, PER FINIRE, LASCIACI CON UN SORRISO …

Ciao, mi chiamo Stefano De Clemente e sono un cabarettista. Regalo sorrisi alla gente perché il sorriso aiuta a vivere meglio. Ma pur i sord’, però!

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Questo articolo è stato verificato dall'autore attraverso fatti circostanziati, testate giornalistiche e lanci di Agenzie di Stampa

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