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Somma Vesuviana, viaggio nel mondo della qualità: il ristorante\pizzeria “Villa Rosa, Villa Somma”

Somma Vesuviana, 21 Giugno – “Una scelta per passione”, questo lo slogan adottato come una seconda pelle, quando nel lontano 1951, Raffaele Normale e sua moglie Rosa Catalano, intrapresero la straordinaria avventura: una vita passata tra i fornelli della cucina del ristorante pizzeria “Villa Rosa, Villa Somma” di Somma Vesuviana.

Una gestione a conduzione familiare, insieme ai due figli, che, nel tempo,  hanno acquisito le tecniche di un mestiere, quasi come se fosse un gioco.

Quali sono i principali ingredienti per portare avanti un’attività di ristorazione?

“Gli ingredienti fondamentali sono semplici da interpretare –  ci svela lo chef Raffaele Normale – : la passione e l’amore, condivise con entusiasmo e competenza, insieme alle persone che ne fanno parte. Così si costruisce un team vincente. Con mia moglie Rosa, abbiamo creato un ambiente accogliete, per cui non ci pesa affatto stare in cucina. Anni molto intensi, trascorsi con sacrificio, perché con il matrimonio sono nati i miei due figli, Alfredo e Salvatore, e si sa, accudire e crescere figli, in un ambiente con orari irregolari, non è stato facile, ma alla fine i sacrifici vengono ripagati da grandi soddisfazioni. Abbiamo rischiato e ce l’abbiamo fatta. Con gli anni, hanno assimilato la stessa passione anche Alfredo e Salvatore. Adesso ci dividiamo i compiti così come i ruoli”.

 Quali sono i ruoli e le funzione?

“Seguiamo una struttura gerarchica, a partire dalla “Brigata” il quale consiste in un gruppo variegato, che segue delle regole ben precise. Una perfetta catena umana, e ognuno è consapevole dei compiti da eseguire.  Le mie nuore Carmela Cerciello  e Anella Romano, sono un supporto basilare in cucina. Insieme creiamo una squadra perfetta, ci capiamo senza aver bisogno di parlare. Inoltre c’è il direttore di sala, mio figlio Alfredo, il quale, si occupa della gestione della sala: organizza e mantiene i rapporti con i clienti. Devo dire – prosegue lo chef – bravo anche a cantare e suonare il piano, se si desidera ascoltare musica d’autore. Completano l’organigramma i cosiddetti camerieri di sala, i quali, accolgono i commensali e sono il punto di riferimento per i clienti. L’altro mio figlio, Salvatore, si occupa della pizzeria, organizza la conservazione delle materie prime. Il suo compito è impastare. Prepara le pallotte, si occupa della manipolazione, quindi del condimento e della cottura”.

Qual è il piatto forte del ristorante?  

“Le nostre specialità sono fatte tutte al momento, quello che ordina il cliente, noi prepariamo. Abbiamo una scorta di tutto, per esempio, un piatto molto conosciuto e richiesto dai clienti fissi è il coniglio alla zia Rosa che cucina personalmente mia moglie. Ci sono poi i gustosi Paccheri e l’immancabile stoccafisso, molto richiesto anch’esso”.

Quanti posti a sedere dispone la sala?

“Sono circa duecento posti a sedere”

Quanto è complicato al giorno d’oggi portare avanti quest’attività?

“Nessuna difficoltà particolare. Lavoriamo con uno spiccato spirito di squadra,  la nostra forza è l’ unione e la comprensione reciproca. Fortunatamente lavoriamo sempre, abbiamo clienti fissi e clienti nuovi, non ci possiamo lamentare –  ci confida lo chef Raffaele soddisfatto – . Realizziamo cerimonie di ogni tipo: nuziale, prima comunione, compleanni, anniversari, feste a sorprese. Il sabato sera facciamo karaoke. E’ necessaria, tuttavia, la prenotazione per evitare che qualcuno debba aspettare a lungo prima che si liberi un posto. La Domenica, a pranzo, il menù è possibile degustarlo di mare o di terra”.

Consigliate questa attività?

“Certamente, è necessaria comunque una grande passione, oltre ad uno spiccato spirito di sacrificio e un amore infinito per questo mestiere. I ragazzi d’oggi, la domenica, preferiscono uscire con gli amici o con le fidanzate. Il sacrificio non lo conoscono, e non vogliono saperne di lavorare né di sabato né di domenica. Credo che sia necessario essere invogliati a crescere e formarsi continuamente, altrimenti si rischia il fallimento”.

Il pizzaiolo di famiglia è Salvatore Normale, che ci introduce nel suo mondo straordinario. Possiamo sapere gli ingredienti dell’impasto della pizza?

“Diciamo subito – afferma Salvatore –  che ci sono ingredienti basilari per l’ottima riuscita del prodotto. Acqua, olio extravergine di oliva e farina. In 24 ore è pronto per modellare una pizza, un panuozzo, a dire il vero molto richiesto, oppure anche un ripieno. Tutti prodotti freschi, e di grande qualità. La mozzarella, per esempio, arriva dal caseificio Grasso di S. Gennaro Vesuviano, una vera garanzia”.

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