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Somma Vesuviana, l’ultimo saluto a Mario Cerciello Rega

Somma Vesuviana, 6 Luglio – Chiesa di Santa Maria del Pozzo. Di recente una folla commossa ha dato l’estremo saluto a Mario Cerciello Rega; a Somma Vesuviana i funerali del vicebrigadiere. Foltissima la rappresentanza dell’Arma, con il comandante generale Giovanni Nistri. Commozione  e rabbia ai funerali i sentimenti predominanti.  L’autopsia  ha rilevato che sono state 11 le coltellate; 11!. L’inchiesta: Intanto emergono maggior dettagli in merito alle indagini sull’omicidio a Roma del carabiniere Cerciello Rega.  C’è stata una conferenza stampa in programma al Comando provinciale dell’Arma. Nistri ha invitato a fermare le dispute sull’argomento: “Evitiamo la dodicesima coltellata a Mario”, ha affermato il comandante dei Carabinieri.  

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I due giovani americani, Elder Finnegan Lee e Christian Gabriel Natale Hjorth, arrestati per l’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, hanno intanto  ricevuto,  nel carcere di Regina Coeli, la visita di un rappresentante dell’autorità consolare. Notizia proveniente da fonti dell’ambasciata Usa a Roma.  Presenti ai funerali i vicepremier Di Maio e Salvini, i ministri Trenta e Costa, il presidente della Camera Fico, il vicepresidente del Senato La Russa. Presente oltre al sindaco di Somma V.  il  sindaco di Roma, Virginia Raggi; Roma, dove Rega svolgeva il suo lavoro di servizio. La chiesa di Santa Croce è la stessa dove non molto tempo fa, Mario Cerciello Rega aveva sposato Rosa Maria. Sulla bara, la foto del matrimonio e una maglia del Napoli calcio; Mario era tifoso della squadra partenopea.

 La concelebrazione: Ha presieduto l’arcivescovo Santo Marcianò, Ordinario militare per l’Italia. Il feretro è entrato in chiesa salutato da un lungo applauso, portato a spalla da 6 carabinieri. Presenti colleghi in alta uniforme.  l’Ordinario militare Santo Marcianò al rito funebre; sono sue parole: “l’Italia intera è in lutto”. Il feretro è stato portato a spalla fuori della chiesa. Tre squilli di tromba dei carabinieri e palloncini bianchi sono stati liberati in cielo portati via dal vento rapidamente; si è detto in un discorso di addio: Mario, ha detto, è stato un carabiniere “morto per tutelare i diritti di tutti. “

“E se voi e tutti noi sapremo meglio imparare, da uomini come Mario, il senso dello Stato e del bene comune, l’Italia risorgerà”; con queste parole ha si è  concluso un discorso per la circostanza. Così mons.Santo Marcianò ai funerali: “Quanto è accaduto è ingiusto”, “ci spinge, oggi, a levare un grido che si unisce alla tante e diverse voci che in questi giorni hanno formato un unico coro, testimoniando la straordinarietà dell’uomo e del carabiniere Mario, ma anche chiedendo giustizia e che eventi come questo non accadano più”. “Basta! Basta piangere servitori dello Stato, figli di una Nazione che sembra aver smarrito quei valori per i quali essi arrivano a immolare la vita”.

Quando non era in servizio, Mario faceva volontariato: era barelliere per l’Ordine di Malta. Raccontano che tornava spesso a Napoli, città della sua squadra calcistica, per cui tifava. Ma il suo cuore era, ovviamente, Somma Vesuviana, suo paese natale. Un triste episodio, quello d’omicidio, che sembra ed è assenza di umanità e civiltà dove non esistono logiche. Si sprecano, senza entrare in merito alla questione, sicuramente, parole. Il  senso importante delle cose è in un area dove tutti perdono: la cosa certa è che una persona non è più; è fallimento, in tal caso, come casi similari purtroppo accaduti,  per assenza di evoluzione civile. È il cadere verso l’abisso.

Occorre far prevalere la logica della coscienza! Ecco perché al funerale, nella chiesa o nell’area antistante della chiesa stessa, sotto un forte e arroventato sole estivo, c’erano tutti; Carabinieri anche in alta uniforme, Protezione civile, Croce Rossa, Vigili del Fuoco che avevano issato una bandiera tricolore su di un loro mezzo, Guardia di Finanza, Vigili urbani, rappresentanti dell’Associazione Nazionale di Carabinieri, Cavalieri dell’Ordine di Malta, rappresentanti di Osmtj 1804, che sta per ordine sovrano militare del tempio di Gerusalemme, altri ordini istituzionali, amici e semplici cittadini a rendere omaggio e far una sincera preghiera per chi ha perso, drammaticamente, la vita. La Croce Rossa ha avuto il suo da fare nel soccorrere qualcuno colpito da qualche malore per il caldo estivo. Molti i sindaci del territorio presenti alcuni con i gonfaloni dei rispettivi comuni.

Antonio Romano

 

 

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