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SOAVE SIA IL VENTO

Napoli, 9 Luglio – Il garrito incessante dei gabbiani, pronti per la prima migrazione della giornata, mi avvisa che il tempo per poltrire è terminato: la nuova settimana lavorativa è pronta per iniziare, quindi occorre prepararsi in fretta per recarsi in ufficio; ma non senza prima aver sfogliato i quotidiani, perché il non aggiornarsi è, a mio dire, tabù per il giureconsulto.

Passando in rassegna le prime pagine (in realtà, il termine giusto sarebbe “schermate”, dato che mi risulta più comodo leggere i giornali in digitale), ho desunto che, di lì a poche ore, Papa Francesco avrebbe celebrato una Santa Messa per i rifugiati nella Basilica di San Pietro, facendo memoria del suo viaggio apostolico a Lampedusa. Mi avrebbe fatto piacere presenziare a questo evento, giacché ascoltare le riflessioni del Sommo Pontefice costituisce sempre un’occasione per crescere nella Fede, cogliendo taluni particolari della Scrittura che sovente sfuggono ai più; tuttavia, per ragioni lavorative e personali non mi è stato possibile muovermi da Napoli.

Malgrado ciò, non mi lamento: non va dimenticato, cari Lettori, che i richiedenti asilo son costretti a lasciare le proprie terre natie a causa della carestia, della fame o delle guerre scatenate dalla fanatica follia di taluni soggetti coi neuroni fuori posto. Sì, la quasi totalità di quegli esseri umani cui il nostro Ministro dell’Interno trova ogni pretesto per negare lo sbarco è composta da persone oneste, magari altamente qualificate, pronte ad umiliarsi pur di garantire ai propri familiari la certezza di un tozzo di pane a tavola. Diversi individui Italiani, invece, vivono – per dirla con Primo Levi – “sicuri“, nelle loro “tepide case“, con il climatizzatore al massimo ed il televisore d’ultima generazione; eppure….si dolgono del loro quieto vivere, bramando sempre qualcosa in più.

Quel che mi inquieta maggiormente, però, è il comportamento di diversi Cittadini del Bel Paese, i quali sostengono (tanto erroneamente quanto stupidamente) che i rifugiati siano un parassita, pronto a toglier la polpetta dal piatto a chi ha avuto cura di gonfiare in abbondanza il proprio curriculum vitae per scaldare una sedia e grattarsi la testa; la realtà dei fatti, però, è totalmente diversa da come la immaginano questi vanerelli patentati, i quali ultimi non si preoccupano neanche di aprire le pagine di un giornale, né tantomeno di tacere una buona volta ed ascoltare le testimonianze di chi ha deciso di donare il suo tempo libero a chi approda nel Vecchio Continente in cerca di affetto e dignità.

I nostri fratelli Africani – “quelli con lo smartphone“, direbbero gli Italiani imbecilli di cui sopra -, per garantire un avvenire sereno a sé stessi ed alle loro famiglie, son disposti a rinunziare ad ogni cosa, nonché a subire tacitamente angherie e sevizie di ogni tipo, come accade sovente in Libia prima della traversata verso le coste Europee; di questo, però, la maggior parte degli elettori Italiani non ha la minima idea, quindi si lascia infinocchiare dagli slogan menzogneri che escono dalla bocca di colui che qualcheduno ha soprannominato “Capitano” (termine che traduce in Italiano la parola Latina “dux“, da rendersi, a sua volta, in Tedesco con il termine “Führer“) senza comprendere la pericolosità – e la natura palesemente sovversiva – del suo potenziale operato.

Intraprendere un viaggio dalla mèta incerta è fonte di patema per i diretti interessati, i quali si ritrovano a bordo di un barcone alla completa mercé del vento, che raramente si rivela “soave”.

Chi semina vento, però, raccoglie tempesta, signor Ministro: questo, infatti, è stato l’effetto delle Sue politiche improntate all’odio; ma, grazie al Cielo, esistono ancora la Costituzione ed il Sistema Giudiziario: Lei non potrà mai, e sottolineo mai, negare la dignità a degli esseri umani, perché questo significa andar contro le disposizioni costituzionali.

La tempesta c’è, egregio Ministro, ma….presto giungerà qua un “nocchiere” pronto ad impedire che l’Italia diventi ancora una volta “serva“, quindi….. “bordello“: e son sicuro che, a livello politico, il forte vento che Lei sta seminando si placherà, assumendo nuovamente caratteri di soavità.

Chi ama l’Italia, illustri Lettori, non deve cedere alle lusinghe di una persona che cerca consensi, bensì ragionare prima di compiere ogni scelta: agli occhi di Dio – ha detto quest’oggi il Papa – nessuno è straniero; e – certamente non per caso – nemmeno nel pensiero dei Padri Costituenti, di talché ogni strategia politica avente lo scopo di escludere il diverso va assolutamente resa oggetto di ferma condanna.

Adriano Spagnuolo Vigorita
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