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Siria, Tramp rompe gli indugi e attacca insieme a Francia e Gran Bretagna

Istanbul, 14 Aprile – Oltre cento, a quanto sembra, i missili lanciati da Usa, Francia e Gran Bretagna contro tre siti chimici del regime siriano, ma “un numero considerevole” sarebbe stato “intercettato e abbattuto” dai sistemi di difesa di Damasco. E i jet militari russi “stanno pattugliando lo spazio aereo” siriano.

E’ la versione di Mosca sull’attacco avvenuto nella notte in Siria che presenta ancora numerosi punti oscuri, a partire dalle modalità del coordinamento dell’azione e dal fatto che questa sia stata preventivamente comunicata al Cremlino: una circostanza negata dal capo di Stato maggiore delle forze armate americane, Joseph Dunford, e invece sostenuta dalla ministra della Difesa francese, Florence Parly.

Ma l’ambasciatore americano Jon Huntsman ha riferito che gli Stati Uniti hanno contattato la Russia prima dell’attacco in Siria, per evitare vittime fra i militari russi e la popolazione civile . I raid, ha sottolineato, non rappresentano un conflitto fra superpotenze.

L’attacco è stato ordinato dal presidente americano Trump che ha sciolto le riserve a una settimana dall’attacco chimico alla città siriana di Duma ed ha agito in stretto coordinamento con Londra e Parigi. Trump ha annunciato l’azione in un drammatico discorso alla nazione in diretta tv, in cui ha insistito sulla necessità di agire contro i crimini e la barbarie perpetrati dal regime di Bashar al Assad, definito “un mostro” che massacra il proprio popolo. E i primi missili Tomahawk sono partiti proprio mentre il presidente stava ancora parlando, intorno alle 21 ora di Washington, le tre del mattino in Italia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonte Ansa.

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