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Sessantesimo anniversario dei Trattati di Roma

Roma, 25 Marzo – I leader dei Ventisette celebrano i 60 anni dei Trattati di Roma, con una cerimonia alle 10 in Campidoglio, firmeranno una dichiarazione congiunta. Alle 13.30 saliranno al Quirinale dal Presidente della Repubblica. Saranno il premier Paolo Gentiloni, il presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk, e il presidente di turno della Ue, il maltese Muscat, i primi ad arrivare nella piazza del Campidoglio e ad accogliere, dopo il saluto con la sindaca Raggi.

Nella Sala dell’Esedra del Marco Aurelio si terra’ il discorso di benvenuto della prima cittadina capitolina e poi tutti gli invitati si sposteranno nella Sala degli Orazi e dei Curiazi dove da un altro ingresso accederanno gli altri ospiti.

Alle 11,45 la firma. A conclusione della cerimonia solo i Capi di Stato e di governo entreranno nel cortile del Palazzo dei Conservatori per la photo opportunity. Al termine e’ in programma la conferenza stampa, alla quale prenderanno parte Gentiloni, Tusk, Tajani, Juncker e Muscat.

Due aree di massima sicurezza in centro, con 39 varchi di accesso e tiratori scelti sui palazzi, stop al transito di auto, camion e pedoni, 5mila agenti delle forze dell’ordine impiegati e 100 telecamere in piu’ per acquisire preventivamente immagini utili in vista delle manifestazioni. E’ “l’imponente” piano di sicurezza messo a punto per le celebrazioni del 60  Anniversario dei Trattati di Roma in programma domani.

Sessant’anni fa, a Roma, sono state gettate le basi dell’Europa così come la conosciamo oggi e ha avuto inizio il più lungo periodo di pace della storia europea. I trattati di Roma hanno istituito un mercato comune nel quale le persone, i beni, i servizi e i capitali possono circolare liberamente e hanno creato presupposti di prosperità e stabilità per i cittadini europei.

In occasione di questo anniversario, l’Europa guarda al passato con orgoglio e al futuro con speranza. Da 60 anni costruiamo un’Unione in grado di promuovere la cooperazione pacifica, il rispetto della dignità umana, la libertà, la democrazia, l’uguaglianza e la solidarietà tra le nazioni e i popoli europei. Ora sta a noi progettare per l’Europa un futuro migliore e condiviso.

“Il Parlamento Europeo, che è stato, tradizionalmente, uno degli acceleratori del processo di integrazione, è ben consapevole che alla costruzione europea mancano pezzi, che essa va completata. Diversamente l’equilibrio instabile, che la caratterizza, non potrà durare”. L’allarme viene dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontrando al Quirinale la Conferenza dei presidenti del Parlamento europeo.

“L’Europa ritrova speranza nella solidarietà, che è anche il più efficace antidoto ai moderni populismi”. Lo ha detto il Papa ai leader d’Europa sottolineando che “i populismi fioriscono dall’egoismo, che chiude in un cerchio ristretto e soffocante e che non consente di superare la limitatezza dei propri pensieri e ‘guardare oltre’. Occorre ricominciare a pensare in modo europeo” e “alla politica spetta tale leadership ideale, che eviti di far leva sulle emozioni per guadagnare consenso”.

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