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Scuola, chi tutela i diritti degli insegnanti?

Fin dai primi anni del Governo Renzi non sono mancate le contestazioni degli insegnanti riguardanti il progetto di riforma della scuola. In questi giorni migliaia di docenti si sono riversati in piazza per protestare contro la Buona Scuola e, soprattutto, per le operazioni di mobilità per l’anno scolastico 2016/2017 poiché sembra ci siano stati molti errori specialmente nei trasferimenti dal Sud al Nord.

Nei giorni scorsi il Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini è intervenuta per difendere l’operato del MIUR, dichiarando che è normale che alcuni insegnanti vengano trasferiti al Nord. E’ un dato di fatto: la maggior parte di coloro che vogliono diventare insegnanti provengono dal Sud, ma il maggior numero di cattedre disponibili si trova al Nord. Questo è un dato storico. Ancora una volta a nutrire speranze e tutela ai docenti sono i sindacati… Ma quante volte dobbiamo sperimentare sulla nostra pelle che questa tutela verso i lavoratori da parte di quei sindacati da cui ci si aspetta tanto viene puntualmente a mancare?

Potrebbe sembrare assurdo quanto appena affermato, eppure come spiegare il fatto che dopo tanto lottare, si fa per dire, per impedire a tutti i costi questo concorso, i sindacati erano già pronti a distanza di almeno un paio di settimane prima dal disastroso e fin troppo ritardatario bando di concorso del 23/02/2016, nel proporre ai classici prezzi convenzionati i loro corsi di preparazione per il concorso scuola…

 Ed ancor prima hanno fatto una guerra tra i poveri, spingendo i precari a investire soldi per effettuare i più svariati corsi di perfezionamento con i vari enti accreditati dal MIUR, allo scopo di poter guadagnare qualche punto in più ai fini del concorso. Per aumentare a dismisura i loro iscritti, hanno sfornato, senza sosta, i loro ricorsi di partecipazione al concorso, per tutti quei docenti precari, privi di abilitazione, mentre altre sigle hanno ben pensato di uscire totalmente dalla questione, chissà magari per non contrastare il governo, visto che si strizzano l’occhiolino a vicenda. Tutto questo, in ogni caso, senza preoccuparsi della tutela di quelle migliaia e migliaia di lavoratori.

Cari docenti, ma quanto vi costa un sindacato per vendervi un’ennesima speranza? Il fatto certo è che mentre loro prendono dal vostro stipendio l’amata quota di adesione con cui si pagano i mega compensi, a voi spetterà lavorare fino a tarda età, rischiando di essere facilmente licenziati. Non so quanto vi costi l’iscrizione al sindacato, magari pochi spiccioli… ma vi pare possibile continuare a pagare chi doveva difendere, garantire i vostri diritti e invece, alla fine della corsa, li ha svenduti?

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