Attualità

Scuola al via: cattedre senza prof. e tanti precari

Napoli, 29 Agosto – Alla vigilia dell’inizio dell’anno scolastico, come negli anni passati, c’è ancora tanta poca chiarezza. Mancano gli insegnanti, soprattutto al Nord; la “supplentite” che già l’ex premier Matteo Renzi aveva promesso di cancellare dal dizionario dei docenti quest’anno conterà 80mila precari in cattedra; gli uffici di un quarto dei presidi saranno occupati da un reggente. E 50mila cattedre di insegnante di sostegno saranno “in deroga”, ovvero posti a tempo determinato alla faccia della continuità didattica. A questo si aggiunge il fatto che le università non sfornano specializzati com’è previsto dalla legge per i disabili e a scuola arriva gente che non ha le carte in regola.

E poi c’è il capitolo degli Ata (personale amministrativo, tecnico e ausiliario) che comprendono i cosiddetti bidelli e gli amministrativi di cui nessuno parla: per quest’anno sono stati autorizzati – secondo i dati della Flc Cgil – 8mila posti ma ne servirebbero altri 17mila per far funzionare le scuole. Ultimi ma non per importanza nell’elenco dei “mali” della scuola italiana, i direttori amministrativi: ne mancano 2.100 su 8 mila. A questo pacchetto si aggiunge la situazione dei diplomati magistrali che avranno il posto a tempo determinato fino a giugno ma restano in attesa del concorso.

Il primo anno dell’era Marco Bussetti è tutto in salita. Per l’anno scolastico 2018/2019 ci saranno 57.322 assunzioni a tempo indeterminato ma con queste saranno coperte solo 37mila cattedre, secondo le stime del sindacato. Gli altri posti saranno dati ai supplenti che in totale arriveranno a sfiorare le 80mila unità (10mila in meno rispetto allo scorso anno) sommando quest’ultimi ai 50mila in “deroga” del sostegno e altri 10-15mila posti cosiddetti “comuni”.

 

 

 

 

 

 

Fonte IlFattoQuotidiano.it

image_pdfimage_print

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *