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Scisciano, revoca dell´incarico all´assessore Ambrosino: le valutazioni di opportunità politico-amministrative

Atto di forza del sindaco: Serpico, “defenestra” l’assessore Ambrosino. Non è atto frequente quello di revocare l’incarico con ampi margini di autorità, rectius autoritarismo.

Scisciano, 2 ago. – Atto di forza. Come il film, ma questo è vero. Il primo cittadino di Scisciano caccia l’assessore Ambrosino dalla giunta. Basta una nota striminzita per annunciarlo. Perché? “Il provvedimento è stato adottato visto il venir meno del rapporto fiduciario che è alla base del conferimento dell’incarico”. Insomma, fuori. Non è dato saperlo, se in piena condivisione con la giunta e i gruppi di maggioranza. Resta il fatto che fino a quando non verrà nominato un sostituto, manterrà l’interim delle deleghe revocate all’assessore Ambrosino.

Il venir meno del “rapporto di fiducia” costituisce – de plano – il portato di una situazione tale da rescindere il legame politico amministrativo tra il sindaco e l’assessore: legame peculiarmente connotato da una condivisione di linee e programmi politici. Quanto al profilo motivazionale, è d’uopo premettere – in linea di principio – che l’obbligo di un referto giustificativo che supporti il provvedimento di revoca di un assessore non sembra fondatamente confutabile. Se così è, nel caso di specie l’obbligo di motivazione deve ritenersi sostanzialmente assolto dall’Autorità comunale, la quale ha sottolineato che è venuto meno il rapporto di fiducia della nomina del dott. Raffaele Ambrosino ad assessore comunale con deleghe all’Urbanistica e Sport, pertanto è da intendersi anche nella valutazione dell’attività svolta e dello stato delle relazioni. Quest’ultima analisi è da scartare, la revoca dell’assessore, il primo cittadino l’avrebbe dovuto fare all’incirca metà mandato, magari per dare maggiore impulso agli obbiettivi fissati dall’amministrazione. Né – va soggiunto – che non si rende necessario specificare i singoli comportamenti addebitabili, non trattandosi di procedimento sanzionatorio, bensì di revoca di “un incarico fiduciario difficilmente sindacabile in sede di legittimità se non sotto i profili formali e l’aspetto dell’evidente arbitrarietà, in relazione all’ampia discrezionalità spettante al capo dell’amministrazione locale”. Per quanto riguarda il rapporto fiduciario, decaduto quello con il suo assessore, il sindaco dovrebbe comunque preoccuparsi di mantenere quello che nel giugno 2013 i cittadini di Scisciano gli avevano riservato, anche grazie ai voti di preferenza che l’ex assessore Ambrosino gli aveva portato in dote.

Il dott. Ambrosino non ci dà una spiegazione rispetto a quanto riportato nel documento di revoca e nella seduta di consiglio:” A seguito del prevedimento inatteso della revoca d’incarico di Assessore Comunale, con deleghe allo Sport e Urbanistica, (ex prot. 3616 del 07 07 2017) a firma del Sindaco Pro Tempore, prof. Edoardo Serpico -atto deliberativo di Consiglio Comunale n. 15 di 31 07 2017- non conoscendo le reali motivazioni di tali scelte – si ribadisce, per atto monocratico del Sindaco Serpico- scelte, peraltro, per quanto di conoscenza, non discusse e non condivise in seno alla maggioranza in carica. Confermo la disponibilità alla continuazione, nelle forme opportune della carica pubblica elettiva di Consigliere Comunale, come da mandato conferito dalla cittadinanza in occasione della tornata elettorale del giugno 2013, sempre col massimo impegno, ed unicamente nell’interesse della Comunità di Scisciano”.

La venuta a mancare del “rapporto di fiducia” non è esaustiva ed alla fine sbottando ci riferisce che «non devo rispondere io, il sindaco deve rispondere sulle vere motivazioni per cui mi ha revocato».

Si spera che la “mancanza di rapporto di fiducia”, non sia dettata fra l’altro, da convenienza e opportunità, da ingerenze di persone vicine al primo cittadino, che niente hanno a che spartire con la nobiltà della politica. E’ che il sindaco non abbia usato il potere di revoca rectius autoritarismo per perseguire, invece, delle finalità squisitamente politiche a discapito degli interessi della comunità sciscianese.

Auspichiamo che il bene della città prevalga sulle lotte intestine del partito di maggioranza e che il sindaco faccia chiarezza sul suo ruolo e su quella dei suoi Assessori.

Quale sarà d’ora in poi il comportamento dell’ex assessore Ambrosino che rimane comunque Consigliere Comunale in carica, rispetto alla maggioranza? Si andrà ad aggiungere al gruppo CGS composto dai consiglieri Tufano e Buonaiuto che sin dall’inizio della legislatura hanno preso le distanze dalla maggioranza? Non ultimo il duro colpo inferto dal Consigliere Tufano sul degrado cittadino definito dallo stesso come “Bosco di capodimonte”. A questo punto non esistendo più una maggioranza, non solo numericamente ma politicamente “tale”, il primo cittadino rassegna le dimissioni? Oppure dovrà concretamente e senza lasciare alcun dubbio, chiedere a tutti i componenti del consesso, le ragioni di una rinnovata fiducia nella sua persona e nell’operato dell’amministrazione da lui guidata. Tale ipotesi trova fondamenta anche nell’approvazione del bilancio 2016, maggioranza sotto in prima seduta di consiglio comunale. Successivamente, in seconda seduta, determinante invece per l’approvazione di bilancio, fu il voto favorevole dell’ex assessore Ambrosino evitando il commissariamento dell’Ente. Dulcis in fundo, per recuperare la maggioranza è uscire da uno stato di impasse, il sindaco potrebbe assegnare al gruppo CGS deleghe che lui stesso detiene. Ad ogni modo, sarebbe una situazione da “poltrona-politica” visto che mancano solo otto mesi dalla prossima tornata elettorale.

A Scisciano si comincia a respirare aria di campagna elettorale. L’appuntamento con le urne è per la primavera del 2018.

 

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