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Scenari di Casamarciano VIII edizione, In scena Festa di Piedigrotta. Uno spettacolo che è il trionfo della gioia: sagra popolare in prosa

Casamarciano, 10 Settembre – Consenso di pubblico per Scenari di Casamarciano VIII edizione; Festival Nazionale del teatro – direzione artistica affidata a Giulio Baffi. Un appuntamento culturale atteso preso il complesso di Santa Maria del Plesco. In scena la compagnia del teatro San Nazzaro di Napoli; grande consenso di pubblico. La serata è stata presentata da Autilia Napolitano. In platea al presenza del Sindaco di Casamarciano Andrea Manzie altri componenti amministrativi.

La rappresentazione si è tenuta in uno spazio aperto; le condizioni meteo con un accenno di pioggia, si sono presentate critiche ma non tali, fortunatamente, da non condurre a termine lo spettacolo. Opera proposta in scena “Festa di Piedigrotta” di Raffaele Viviani. La regia è sta affidata a Lara Sansone. Afferma la stessa Lara Sansone; affermazioni tratte da un opuscolo informativo: “ “Festa di Piedigrotta” di Raffale Viviani, sagra popolare in prosa, versi e musica in due atti, in dialetto napoletano è uno dei testi più belli e complessi del grande drammaturgo stabiese. Raffaele Viviani lo scrisse e lo mise in scena per la prima volta al teatro Umberto di Napoli il 19 novembre 1919.

Poi altre tante messe in scena ne hanno alimentato il “ mito” di un grande spettacolo corale. La mia Piedigrotta è nel ricordo dei racconti dei miei nonni, nei suoni che mi sono familiari per una lunga frequentazione dei testi di Viviani, nei giochi antichi, nelle sensazioni che ricevevo dalla lettura del testo. Piedigrotta per me è il trionfo della gioia. La voglia incontenibile dei napoletani di gioire anche senza mezzi, di godere di poco, con la dignità che solo il nostro popolo riesce a manifestare. Cosi vedo questa mia “Festa di Piedigrotta” come una fotografia d’epoca che ci restituisce la memoria di una delle feste sacre della Campania, con i suoni, le abitudini, il lessico popolare, ed allo stesso tempo nobile, i mille colori e molteplici contraddizioni di Napoli.

Classi sociali diverse, unite dal piacere di partecipare ad una grande festa, la sfida delle canzoni, i carri allegorici, il rituale degli abiti di carta, le processioni, gli amori, le delusioni, il perdersi ed il ritrovarsi in un percorso circolare infinito. I temi trattati nello spettacolo risultano ancora oggi di una modernità assoluta. Vicende umane s’intrecciano al ritmo delle indimenticabili musiche del grande Viviani, delle “ tammorriate”, dei versi irriverenti della famosa “ retena degli scugnizzi” e dei “ Bazzerioti” alle prese con provocanti “ maestre” e giovani “lucianelle, la dolcezza del “cafone” Mimì di Montemuro emblema di una drammaticità diversità che si ripete ancora oggi, e del rifiuto e dell’accoglienza. Napoli è ancora oggi palcoscenico globale, dove la vita spesso ruba  spazio alla fantasia.

 L’iconografia diventa reale, il ricordo vivo e fremente. Un grande sforzo produttivo, una grande fatica di costruzione per una compagnia che prevede oltre quaranta attori in affiatassimo lavoro, giovanissimi e veterani, generazioni che si scontrano e si scambiano sapere e intuizioni, ciascuno con grande padronanza di palcoscenico e della lingua vivianea….

 

 

 

Antonio Romano

 

 

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