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Saviano, XV Edizione della Rassegna Teatrale. “Io, te e boh!”: In scena la compagnia Teatrale “I Saltimbanchi ”

Saviano, 8 Aprile  – Stagione teatrale. L’iniziativa culturale si deve al Comune di Saviano, Assessorato alla Cultura – Sport- Turismo – Teatro in collaborazione con l’Auditorium Teatro Saviano. Sul palcoscenico la proposta della compagnia, proveniente da Afragola, “I Saltimbanchi ”, con una commedia dal titolo particolare “Io, te e boh!” di Giulio Carfora. Consenso ampio di pubblico; il ricavato della serata è stato devoluto in beneficenza. Una commedia, inserita nell’ambito della Rassegna Festival Città di Saviano anche se in sostituzione di un’altra.

La Rassegna è dedicata a Carmine Mensorio, un personaggio di rilievo, di origine savianese, della politica di alcuni anni fa. In platea, la presenza del Sindaco di Saviano Carmine Sommese. Prima dello spettacolo vi è stato un momento di presentazione da parte di Maria Luigia Esposito. La compagnia Teatrale in scena: il lavoro proposto è stato sul tema della clonazione, sul difficile rapporto di coppia, sulla scienza quando potrebbe esser usata in modo sconveniente. Un tema di cui si è discusso molto a proposito del soggetto “Pecora Dolly”. In questo caso teatrale, l’autore, s’immagina una coppia Marito e moglie; quest’ultima è una scienziata più che geniale e a casa ha un laboratorio.

Dopo ripetute crisi coniugali, il verificarsi del paradosso scientifico, decide di clonare il marito per ottenerne, secondo le sue ricerche, uno migliore. Non è semplice come sembra non tanto scientificamente tanto per gli effetti pratici. Alterne vicende conducono il marito in scena a scontrarsi col proprio clone con un se stesso e, a tratti, a farne il proprio complice. Per render visibile tale concetto i due personaggi vestono, in scena, con gli stessi colori; vestiti simili. In scena, su di un tavolo si nota un computer portatile, una stampante, dove attraverso i social media i due, il marito e il suo clone, quello che in certo modo è la sua coscienza critica, comunicano con il mondo esterno generando ironia e comicità.  Quando la moglie esce per sue faccende, a far delle fotocopie, i due, divenuti complici, cercano anche loro occasioni di costruire un clone, per precisione già adulto, della moglie scienziata, riveduta e corretta, anche se non per niente preparati scientificamente; il risultato è del tutto sconveniente, disastroso. Il caos scenico che ne deriva è la logica conseguenza. 

La commedia scritta e diretta da Giulio Carfora rimanda alla memoria a quell’esperimento scientifico che fu “ la Pecora Dolly”. Dolly, questo il nome che fu coniato, come quasi tutti ricorderanno, è stata la prima pecora, il primo mammifero a essere stato clonato; in scena si parla, di ben altro, di clonazione umana! si palesa la problematica di etica professionale, di moralità e la domanda dove può spingersi la scienza. La clonazione di Dolly avvenne da una cellula Somatica. Un esperimento scientifico che è stato prodotto in Scozia nei pressi di Edimburgo.  Il nome “Dolly” le fu dato in onore della cantante Dolly Parton.

Il metodo utilizzato per ottenere la clonazione da una cellula somatica adulta consiste nel trasferimento del nucleo da una cellula somatica. La produzione di Dolly mostrò per la prima volta che i geni nei nuclei di cellule somatiche differenziate sono ancora capaci di agire come se fossero in una cellula allo stato totipotente. La clonazione, in qualche maniera, ha lasciato il luogo della fantascienza per trasferirsi nella realtà pratica. È diventata una possibilità per salvare specie rare. La commedia, il lavoro teatrale realizzato con la base d’ironia e comicità: il testo scritto, in una sua prima stesura, in maniera semplificata, è soggetto ad improvvisazioni, dialoghi col pubblico; ha suscitato ripetuti consensi!  In scena solo tre personaggi per riempire tutta la scena: meritano citazione lo stesso autore Giulio Carfora, Lia Mosca e infine Ettore Cecere.

Antonio Romano

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