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Saviano, Teatro Auditorium. In scena la compagnia “Teatr@arci” con “Quaranta… ma non li dimostra”: una proposizione scenica per la regia di Felice Falco

Saviano, 7 Gennaio – Ennesimo appuntamento della stagione teatrale: in scena “la compagnia, locale, Teatr@arci” con “Quaranta… ma non li dimostra“ di Peppino e Titina De Filippo. Consenso di pubblico per l’evento. Si tratta di una commedia, inserita nell’ambito della Rassegna Festival Città di Saviano.

L’iniziativa culturale si deve al Comune di Saviano, Assessorato alla Cultura – Sport- Turismo – Teatro in collaborazione con l’Auditorium Teatro Saviano. La Rassegna è dedicata a Carmine Mensorio, un personaggio di rilievo, di origine savianese, della politica di alcuni anni fa. In platea, la presenza del Sindaco di Saviano, Carmine Sommese, il Consigliere Metropolitano, Francesco Iovino. Prima dello spettacolo vi è stato un momento di presentazione da parte del Sindaco; tra altro è stata presentata al pubblico una ragazza, un atleta savianese, campionessa olimpica nelle Olimpiadi tenute a Mosca in una disciplina sportiva: il Pancrazio. Afferma uno spettatore in un comunicato: “Portare in scena un classico del teatro Napoletano, che ha per autori dei mostri sacri come i fratelli De Filippo, considerati tra i più grandi commediografi del xx secolo, può far tremare le gambe anche ai più affermati attori professionisti.”.

 La commedia, con questa premessa ben introduce una commedia riflessiva, è piena di situazioni di grande impatto emotivo; al centro è la famiglia con tutti i suoi attimi quotidiani. Un padre di nome Pasquale, interpretato da Giuseppe Tufano, vedovo dopo la dipartita della sua consorte, con le sue figlie e il conseguente, immancabile, conflitto generazionale. È il coprotagonista del racconto scenico insieme alla maggiore delle figlie; quell’ultima rimasta assai vicino al padre per accudirlo, ormai quarantenne, sembra non aver altri obiettivi nella vita in conformità della mentalità, morale, dell’epoca. L’opera teatrale è ambientata negli anni 50.

Una morale che condiziona il vissuto quotidiano! Uno stato d’animo in costante opposizione con le altre sorelle che ostentano la loro condizione e i loro luminosi progetti futuri con i rispettivi compagni di vita. Una moderna cenerentola dove le sorelle non sono cattive come nella favola ma di una diversa mentalità distante dal modo di agire di Sesella, questo il nome della protagonista; la figlia maggiore, ruolo affidato a Mariateresa De Stefano, chiusa nel proprio mondo di rinunce, di faccende domestiche, volontariamente o per necessità familiare. La scena si svolge in piena estate, in una località marina; è poco distante il mare e fa caldo. In quel clima estivo la vicenda si surriscalda ulteriormente e non certo per il clima: è dominate un gioco di equivoci d’illusioni date per certe e disillusioni amare.

Altri personaggi subentrano nel gioco scenico: è il caso; un personaggio, stravagante a dir poco, nominato Bebè; è fidanzato con una delle figlie di Pasquale oppure “padre Pasquale” come osa definirlo; un giornalista che ha un amore impossibile e disperato, date le circostanze, per un’altra delle figlie; una coppia Matteo e Giacinta, che subentrano nell’epilogo del racconto; della signora Amalia del piano di sopra, che si è autoinvitata alla mancata festa finale.

Al tempo della dolce illusione, in merito di un molto improbabile fidanzamento col giovane giornalista, Sesella cambia carattere e mostra un lato negativo di se celato fino a quel momento; in quell’autoesaltazione, in un vistoso cambio di Look nel modo di vestire, già mostra di credere nell’effimero di una vita agiata e in una condizione di modernizzazione personalizzata, di grande estasi brillante e sognatrice, fantastica, patologica.

 Il risveglio della realtà, di sogni infranti, non tarderà ad arrivare mostrante la dura verità in una situazione di grande calma e commozione. Merita citazione il gruppo staff di Teatr@arci per il lavoro svolto di preparazione all’evento: Michele Falco, Gennaro Mauro, Salvatore Tufano, Carmela Cassese, Immacolata Tufano e infine Emma Crimi che si è occupata della fotografia. Completano il quadro degli attori: Michele Perretta, Antonio Romano, Diamante Montagna, Noemi Giugliano, Anna Cavallo, Giusy Rita Aliperti, Angelo Riccardo, Giovanni Aliperti, Enzo Mauro, Giuseppe Aliperti, Maria Sangiovanni, Mena Panarelli e infine Giovanni Falco.

Antonio Romano

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