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Politica

Saviano, sei personaggi in cerca di candidatura…

Saviano, 02 Febbraio – “Rilancio del territorio”; “Riduzione delle tasse”; “Viabilità”; “Sicurezza”; “Legalità”; “Trasparenza dell’azione amministrativa”; “Riqualificazione delle periferie”. Una serie di frasi fatte, di espressioni colme di retorica, di parole di circostanza riempie la dialettica dei politici nostrani.

Parlano in politichese, che è il risultato della somma tra il libro “frasi per ogni occasioni” e non so un cazzo. Le campagne elettorali dei paesini di provincia rappresentano un esempio di comicità assoluta. I comizi, nelle varie piazze, sono la manifestazione del vuoto politico che alberga nelle menti dei protagonisti.

A questo punto è doveroso un profilo di almeno 6 stereotipi di candidati.

 

IL BUON SAMARITANO – Uno dei profili più frequenti della politica de noantri: il buon samaritano è il salvatore della patria durante la campagna elettorale. Sempre pronto a pagare le bollette, offre canisti a destra e a manca, tanto per lui non fa distinzione destra e sinistra. Pronto ad aiutare i sostenitori di tutte le liste, lista della spesa alla mano. Fondamentale nelle interviste per sdrammatizzare, ma sconsigliato per i deboli di cuore: il suo congiuntivo sbagliato potrebbe essere fatale. Pericolo! Non va.

 

L’EQUILIBRISTA – Un acrobata nato, fa dell’equilibrio la sua caratteristica principale. Salta da una coalizione all’altra manco fosse un canguro australiano, sempre in cerca di un posto in una delle tante liste che verranno presentate. Come il giornalaio in bicicletta che distribuisce quotidiani lanciandoli lungo la sua corsa, dispensa consigli per ogni occasione. Col dono dell’ubiquità è capace di presenziare agli incontri di quasi tutti i partiti, la pazienza è il suo forte: un posto in qualche lista sempre viene fuori. Onnipresente.

 

IL RIECCOLO – Per lui la politica non è una passione, ma un vero e proprio lavoro. Un mestiere svolto come dopolavoro: in pratica un professionista delle elezioni che non ha mai fatto un cazzo. Ma si ripresenta, puntualmente, ad ogni tornata elettorale. Vincere o perdere, per lui è indifferente: l’importante è vedere il suo nome tra quelli dei candidati, cascasse il mondo. Essere o non essere, questo non è un problema: lui c’è, come Dio sui cartelli autostradali che indicano cocaina. Maniaco della scheda elettorale, dipendente della matita della cabina elettorale. Highlander.

 

IL PIRITO RISAGLIUTO – Uno dei personaggi latenti, quelli che si nascondono dietro il cambio generazionale dei candidati, pronto ad approfittare della sorpresa dei risultati elettorali. Praticamente conquista il seggio al consiglio comunale con pochi voti, la sua fortuna è che si è trovato in un momento storico deludente che si riassume nella frase “vedo la gente scema”. Ma grazie alla poltrona crede di essere capace, e soprattutto meritevole di quel rispetto che si deve agli uomini importanti. Con qualche soldo che si ritrova crede di poter comprare il mondo. Puzzolente.

 

L’AFFARISTA – Hai problemi con lo studio? Non riesci ad arrivare a fine mese? Sei indietro con gli esami? La mattina non riesci ad evacuare? Per ogni evenienza chiama la ditta “mo vec io”, e i tuoi problemi saranno risolti. E’ chi mette le mani ovunque, chi ha le mani in pasta. Grazie alle sue amicizie riesce sempre a trovare una soluzione, basta fidarsi, basta qualche voto. Un voto basta, anche se siete 4 in famiglia. A breve la nuova gestione “nun mo putiv dicere a me?”. Soddisfatti o rimborsati (forse).

 

IL SUCCESSORE SPERANZOSO – Compiti da fare a casa: scrivi la frase “alle prossime elezioni mi candido per la carica di sindaco”. Cinque paginette, per domani. Ripetere l’esercizio all’infinito. Preghiamo per lui.

 

 

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