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Saviano, Rassegna Festival Città di Saviano XIII Edizione

Saviano, 15 Dic. –  –Progetto “ Un libro in musica “ con il lavoro scenico “ Il vecchio e il mare” per la regia di Felice Falco, un lavoro teatrale tratto appunto da “Il vecchio e il mare” che  è un romanzo dello scrittore statunitense Ernest Hemingway pubblicato per la prima volta nel 1952. Per questo libro Hemingway ricevette il premio Pulitzer nel 1953 e il premio Nobel  l’anno dopo. Un lavoro teatrale che ripercorre  una storia ambientata a Cuba. Consenso di pubblico per questa forma artistica, ormai non più, sperimentale di spettacolo. Si tratta di un genere assolutamente nuovo, separato tanto dalla commedia teatrale quanto dal musical. Un genere nel quale teatro e musica si fondono e dove nessuna di queste due entità prevale ma sono da sostegno, in perfetta armonia fra le parti.

Lo spettacolo è un vero e proprio percorso finalizzato all’interpretazione in chiave teatrale e musicale di un’opera letteraria; nel caso particolare “Il vecchio e il mare” di H. Hemingway. Il romanzo è raccontato attraverso la voce narrante degli attori che interpretano estratti del testo ed il potere affascinante, suggestivo della musica. Il Quartetto musicale, in scena per tutta la durata dello spettacolo, ha eseguito  brani scelti per ogni significativo passaggio. Le musiche dei Buena Vista Social Club la fanno da protagonista  in questo romanzo ambientato a Cuba.  Sulla scena un gruppo di musicisti, un leggio e una riproduzione di una barca con accanto, in ordine sparso, una autentica rete da pesca.

In scena canzoni in lingua spagnola, i suoni della Campana Bongo, delle percussioni, delle Maracas; il tutto per creare una magica atmosfera di spettacolo. Meritano citazione i musicisti: Alexsandra Ida Mauro “Voce”, Roberto Petrella alla “Chitarra”, Corrado Cirillo “Contrabbasso” e infine Nello Vitiello “Percussioni”; per la parte recitativa gli attori : Giovanni Aliperti, Maria Teresa De Stefano. Il romanzo inizia  descrivendo il personaggio di Santiago, un vecchio pescatore solitario. È  su una barca a vela nella corrente del golfo; da ottantaquattro giorni non riesce a prendere nulla; a pescare secondo i propri intenti. Nei primi quaranta giorni lo aveva accompagnato un ragazzo di nome Manolin.  Dopo così tanto tempo passato, i genitori del ragazzo avevano sentenziato che il vecchio era decisamente e definitivamente inefficace per quel lavoro e obbligato il ragazzo ad imbarcarsi su altra barca.  Per Manolin era triste veder arrivare ogni giorno il vecchio con la barca vuota e così scendeva ad aiutarlo.

La vela della barca di Santiago rammentava la sconfitta, e quando era dispiegata si constatava che era rattoppata. Nonostante ciò Manolin continuava comunque ad avere affidamento nel vecchio che considerava come suo maestro. Un giorno Santiago decide di prendere il mare da solo, e quel giorno ebbe  fortuna riuscendo a far abboccare all’esca un gigantesco pesce che lo trascinò per tre giorni e tre notti.  Dopo numerosi sacrifici il Vecchio riuscì infine ad uccidere e legare il pesce tenendolo in acqua ma nel suo rientro al porto gli squali gli divorarono il bottino, lasciandolo sconfortato. Giunto alla sua capanna, Manolin corse subito a offrire soccorso; il ragazzo gli promette inoltre che d’ora in avanti torneranno a pescare insieme; un modo come un altro di  risollevare il morale al un vecchio pescatore non più  solitario. Santiago: un personaggio che  viene descritto come il vecchio  magro e che  aveva rughe profonde. Le mani avevano cicatrici, che gli erano venute trattenendo con le lenze i pesci. Si vedono, erano ben noti, i segni di una vita dura. L’autore dice che tutto in lui era vecchio, ad eccezione dei suoi occhi; erano del colore del mare.

La sua lotta con il pesce, rappresenta l’affermazione del suo orgoglio, del suo coraggio, che sembravano già persi. Al ritorno della sua preda rimane quasi nulla, una sconfitta sul piano economico, su quello morale. Per il personaggio verosimilmente lo scrittore s’ispirò al marinaio  Gregorio Fuentes.  I temi affrontati sono i temi privilegiati dall’autore: il coraggio e la tenacia dell’uomo di fronte alla natura. In questa storia di un vecchio che lotta con un pesce c’è tutta la logica  di Hemingway: alcuni critici lo hanno definito il suo Moby Dick; celebre romanzo di Herman Melville.

È presente anche il tema della combinazione dell’uomo con la natura: durante tutto il racconto il vecchio è animato da un rispetto profondo  nella sua lotta. La storia appassionò anche il mondo cinematografico: Nel 1958 il  John Sturges girò un film ispirato dal libro di Hemingway. Il film vinse un Oscar  per le musiche. Esiste una breve versione d’animazione, di Aleksandr Petrov realizzata in un particolare stile pittorico.

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