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Saviano, Palazzo Allocca. Mostra di Carmine Ciccone: “ Fotografare è uscire”

Saviano, 19 Aprile  – Una mostra d’arte tenutasi nell’Archivio storico del Palazzo Allocca dal titolo “ Fotografare è uscire”. Consenso per una Mostra fotografica di Carmine Ciccone. Un evento, (in mostra fino al 27 c.m.) che si è svolto col contributo del Comune di Saviano, la Proloco di Saviano “Il Campanile” e Unpli, Unione Nazionale Pro Loco Italiane.  Si legge in un comunicato social: “Fotografare è vedere quello che gli altri rinunciano a vedere”.  È sicuramente il senso di quanto si è voluto esporre. Sono scatti aderenti alla realtà quotidiana; particolari; momenti di vita urbana; dettagli su i quali, alle volte, non ci sofferma più di tanto! Lo scatto fotografico imprigiona, cattura quel momento di realtà lo rende di vita propria.

La locandina della manifestazione, simbolicamente, riporta una finestra in legno di quelle che non si usano più; il muro è fatiscente, erbacce compaiono su di un lato; qualcosa di antico nella stessa finestra che cade a pezzi, anche se una mano di vernice rossa ha tentato di recuperarla. Non si capisce come quella che sembra una vecchia targa di auto sia incastrata tra i battenti. Le foto, in esposizione, sono posizionate su dei supporti, dei pannelli espositivi; molte sono riportate in bianco e nero; una tecnica superata ma che ha il suo fascino; forse la mancanza di colore esprime, nelle sensazioni dell’osservatore, meglio alcuni concetti artistici ne fa cogliere più adeguatamente i dettagli.

Tra le foto, si colgono diversi aspetti: alcuni dettagli di famose chiese di Napoli, particolari di una processione, di panorami, lo sguardo indagatore, che guarda un qualcosa dietro di se, di una bimba, una scala a chiocciola non di recente costruzione. Ancora inoltre: un cane addormentano in un luogo insolito, un manifesto strappato su di un muro dove compaiano delle scritte realizzate con vernice spray; ancora un particolare di un soffione; in botanica nome italiano di Taraxacum officinale, detto anche dente di leone; ingressi di portoni con i loro portali antichi; foto che riguardano la Kermesse della vicina Nola, della macchina da festa dei Gigli; gli obelischi di legno e cartapesta. Si nota altro: la foto di un gatto nero alla base di una sorta d’ingresso che sembra in posa e non conseguenza di una rara casualità; foto ricordevoli antiche di persone care poste su di un mobile d’altri tempi, una banda musicale che suona in piazza per una festa nazionale, persone che camminano per strada seguite dalla loro ombra in una giornata molto soleggiata, una statua posta in un ingresso per un luogo storico e molto altro.

“Uscire da se stessi per ritornare poi nella realtà”.  Non mancano, in particolare in una foto, giochi di lontananza, illusioni ottiche, scherzi della prospettiva quando l’obiettivo ha inquadrato ingressi paralleli e allineati in delle stanze antiche che sembrano da qualche tempo abbandonate dalla vita quotidiana. Afferma lo stesso artista in un video intervista: “È un occhio che guarda cose diverse; carpire dei momenti, situazioni che altre persone forse per noia o per distrazione non guardano. Io cerco di prendere tutto ciò che gli altri non vedono. Un vecchio muro, un terrazzo pieno di panni stesi significa emozionare; quell’estrapolare dalla realtà e farle, queste foto, diventare parte di me stesso!”.

Si legge in un pieghevole informativo: “Fotografare è uscire da se stessi. Incontrare il mondo e gli altri, le cose fuori da noi. Prestare attenzione alla realtà intorno, con occhi nuovi. Anzi no, con gli stessi occhi ma rinnovati. Sguardi che si abbandonano all’umile lusso dell’osservare, che non vogliono capire per forza, ma solo restare incantati. Da un volto, da un muro, da un gesto. Occhi che si concedono agli altri, non dimenticando se stessi. Fotografare è scegliere. Di un intero, una porzione. Quella del nostro sguardo. È decidere cosa includere in quel frammento, e cosa no. Fotografare è rinunciare. A ciò che è troppo, al superfluo, o che non serve. È circoscrivere di tutta la realtà, la nostra parte di realtà….. “.

 

 

Antonio Romano

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