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Saviano, la mostra d’arte “ Fiat Lux” di Eleazar Sanchez

Saviano, 19 Giugno  – Una mostra per l’arte. L’archivio storico di Saviano sito nel palazzo Allocca, è divenuto luogo di cultura, di arte. Negli ultimi tempi ci sono state diverse iniziative; l’ultima è la mostra Fiat Lux di Eleazar Sanchez. Si legge su di un manifesto introduttivo: ” Fiat Lux “ è un inno alla vita, alla rinascita a un nuovo inizio.

Fiat Lux è anche il titolo di questa serie di opere che Eleazar Sanchez presenta al pubblico per la prima volta. Alcune opere presenti nella mostra sono state realizzate in collaborazione con Anna Novado la sua attuale compagna, un’artista chiave nella nascita del nuovissimo progetto di Eleazar il quale è il risultato dell’improvvisazione nel tentativo di manipolare i colori armoniosamente per esplorare un modo di rappresentare il corso della vita e l’umanità come l’aspetto dell’esigenza che agisce, valuta e si evolve attraverso la crescita. In qualche modo, si tratta di distillazioni a livello microscopico di ciò che accade nelle opere surrealiste per cui l’artista è conosciuto oltre ché il suo stile sacro.

Il lavoro di Eleazar è presente in collezioni sia private che pubbliche in 19 città tra Europa e America. In Italia, i suoi dipinti possono essere visitati a Milano presso la Basilica di Santo Stefano Maggiore, a Palermo presso villa Niscemi, a Roma presso il Castello Theodoli di Sambuci nonché presso la collezione privata di città del Vaticano per nominare alcune.”. Si tratta di un ultimo appuntamento prima della pausa estiva per il ciclo di mostre. L’iniziativa è promossa presso Palazzo Allocca. “Flat Lux” di Eleazar Sanchez è la mostra che chiude alla prima quota d’incontri promossi dalla Pro Loco il Campanile, con la direzione artistica dell’artista- scenografo Carmine Ciccone. “Manipolare il colore per rappresentare la vita; 24 opere per raccontare il nuovo inizio; 15 esposte a Saviano; le altre sono esposte in una galleria nel New Jersey. Una visione surrealista; l’arte è un modo di comunicare. Io penso che l’arte non ha un significato uguale per tutto il mondo; è l’osservatore che giudica e legge secondo le proprie esperienze di vita”; sì afferma Eleazar Sanchez in una video intervista! Le opere esposte erano affisse su dei pannelli; avevano tutte un supporto particolare realizzato con un tipo di carta bianca denominato di Amalfi.

Un tipo di pagina davvero interessante; abilmente realizzata con accuratezza secondo tecniche molto antiche e di estrema realizzazione pratica. Di questo tipo di carta se ne hanno notizie a partire dal XIII secolo  sebbene le cartiere ad Amalfi  fossero attive già in epoche passate. Fogli antichi di carta Amalfitana, nonostante alcuni divieti, sono tuttora conservati e riportano documenti del ‘400. Questo tipo di carta deve il suo secondo nome, Charta Bambagina, al procedimento di produzione. La fibra, disciolta nell’acqua veniva trasformata in fogli per mezzo di telai formati da fili di ottone e bronzo, recanti per lo più in filigrana, gli stemmi delle antiche famiglie. Nelle opere esposte permangono dei piccoli elementi, quasi impercettibili che danno, in un certo senso, una terza dimensione. Una composizione dell’immagine e una scomposizione della stessa per costruire un mondo surreale dove ognuno ricava le proprie sensazioni. La figura irrazionale di “Fiat Lux” sprigiona dinamicità e ne costituisce la forza visiva.

Antonio Romano

 

 

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