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Saviano, la compagnia teatrale “La Combriccola Reppucci” in scena con “’M’priesteme a mugliereta’“

Saviano, 26 Febbraio  – L’Associazione, “La Combriccola Reppucci”, proveniente da Marigliano, “’M’priesteme a mugliereta’”di Gaetano Di Maio e N. Masiello per la regia di Francesca Mautone. Un testo scenico datato 1973. “Grande consenso di pubblico; Teatro Auditorium da tutto esaurito in ogni ordine di posto! La serata teatrale è stata proposta dopo una canzone introduttiva cantata da Giuseppe D’Angelo.

Quest’ultimo ha proposto, nell’intervallo, una composizione di Carosone datata 1956 e perfettamente inerente, sotto certi aspetti, la storia scenica rappresentata; “Tu vuò fà l’americano”. Presente, tra il pubblico, il Sindaco di Marigliano, Antonio Carpino e altre autorità; inoltre presenti personalità dell’ambiente teatrale; è il caso di Antonio Cerciello noto regista. Un appuntamento culturale atteso nell’ambito della XV edizione, Rassegna Festival Città di Saviano. L’iniziativa si deve al Comune di Saviano, Assessorato alla Cultura – Sport- Turismo – Teatro in collaborazione con l’Auditorium Teatro Saviano nell’ambito delle attività sociali. Il premio relativo alla Rassegna è dedicato a Carmine Mensorio.

Il lavoro portato in scena: è la storia che si svolge in una casa di villeggiatura; panorama del verde di montagna. È qui che soggiorna momentaneamente una coppia per una breve vacanza. Il protagonista di nome Camillo, è lì per un periodo di riposo; ultimamente è molto stressato e come lui stesso ammette: ”Deve curarsi i nervi!”. Quest’ultima è una frase che ripete ormai abitualmente ogni volta che, contrariato, nota qualcosa d’insolito. Al centro palcoscenico una finestra dove s’intravede uno scenario verde di campagna, di oasi ben attrezzata; è il giardino di casa; un rifugio di tranquillità solo apparente visto i fatti che inavvertitamente accadranno!

Capita spesso che non sempre le cose procedano per il verso giusto come si spera; spesso anzi si dirottano dal retto flusso e si presentano al contrario di quello preventivato. È quello che accade al protagonista in una situazione di generale comicità, umorismo, ironia.  Sembra che capiti, misteriosamente, di proposito! La coppia ha due figlie, in vacanza con loro, che s’innamorano, entrambe, di un tipo alquanto originale; è quello che si autodefinisce “ l’uomo del paese”; il suo unico vanto è che ha un fucile e un cane! Come se ciò bastasse alla sua esistenza.  In vacanza con loro è un’altra coppia; il chiedere un prestito in denaro è la prassi dominante e il protagonista della vicenda deve sottostare a tanto.

La sua bontà, o altruismo che sia, è messa a dura prova quando per una serie di circostanze sarà costretto a prestare addirittura sua moglie! Da tale circostanza è tratto il titolo dell’opera. Un prestito particolarissimo; non di certo usuale! Isolando ogni ragionevole equivoco in realtà è per una finzione tutta incentrata su un concatenarsi di circostanze, non eliminabili, di vitale importanza! È in arrivo uno zio del protagonista dall’America, dove si è arricchito facendo loschi affari. Lo zio d’America è di assicurata comicità: il suo stesso accento italo – Inglese americanizzato, è di grande impatto. Lo zio secondo i piani di circospezione messi in atto dovrebbe credere alla realtà sì modificata. Tale è la situazione alla chiusura del primo atto, dove l’arrivo del personaggio “ americano “ e seguito è rilevato da una colonna sonora di un celebre film di Fransis Ford Coppola; “The Godfather” . Sulla scena si forma una situazione di gran dinamicità; un lavoro di regia modellato su tutti gli aspetti caratteriali! Come assicura la stessa regista. Sullo sfondo altri personaggi entrano nel gioco scenico; una vicina, un medico che ha una strana mania professionale.

Nell’epilogo sembra tutto chiarito! È forse il sintomo di una riconquistata tranquillità. Una futile apparenza sbiadita. Alla fine della rappresentazione ecco sopraggiungere l’ennesima inquietudine: le sirene della polizia che inseguono lo zio boss d’America! È troppo! È superato il limite! Per il protagonista che voleva, non molto, solo un periodo di assoluto relax. Gli attori che meritano, sicuramente, citazione: Margherita Monda e Rosanna Palma, in scena sono le due figlie, Rosaria Paone che interpreta Lucia moglie del protagonista, Roberto Rea nel ruolo di Camillo, Carmine Conelli, in scena è l’amico; molto amico nel momento, spesso, che deve chiedere qualche prestito. L’elenco continua con Francesca Mautone, attrice e Regista della compagnia, Francesco Monda, Alfonso Villano, Carmine Monda che sul palcoscenico è lo zio Alfredo proveniente dall’America, Antonio Iannuale, Carmine Marino, Gina Vaia e infine nel ruolo del medico Alessandro Barisano.

 

 

Antonio Romano

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