Comuni

Saviano, il Gruppo Teatrale “Summa Villa” da il via alla XIII Edizione della Rassegna Teatrale di Saviano Città del Carnevale

Saviano,23 nov. – S’apre il sipario sulla pregevole  kermesse Savianese, con l’immancabile presenza del sindaco di Saviano, Carmine Sommese con ospite d’onore il primo cittadino di Somma Vesuviana, Pasquale Piccolo, in rappresentanza della compagnia in scena. Consenso di pubblico per la serata accorso numeroso per una commedia divertente all’insegna del buon umore “Mpriesteme a mugliereta”  di Gaetano Di Maio e Nino Masiello. In scena la Compagnia Summa proveniente da Somma Vesuviana diretta, per quanto concerne  la regia, da Maria Acanfora. All’inizio vi è stata la consueta presentazione coordinata da Maria Grazia Ambrosino, presentatrice ufficiale della manifestazione, che ha invitato le autorità presenti a salire  sul palco a sipario ancora chiuso, per un breve saluto: i sindaci presenti e la presidentessa della Proloco di Saviano, Costanza Aschettino e il direttore del teatro Giovanni Palladoro.

Quest’ultimo si è presentato con un ombrello rigorosamente chiuso, in segno di simpatica critica circa la manutenzione del teatro. L’autore della commedia portata in scena, era discendente da un’importante famiglia napoletana di attori. Figlio d’arte di Oscar Di Maio, attore e commediografo e dell’attrice Margherita Parodi.  Fu uomo di cultura, studioso di filosofialetteratura. Di Maio si cimentò anche nella riscrittura di testi classici; sono di esempio opere  come  “Lisistrata”, rappresentata nel 1983 , “Le donne al parlamento” di Aristofane ed altro. Fu pubblicata tardi, nel 1994, anche la raccolta di poesie. Anche Oscar Di Maio, suo nipote, è, come è noto, un affermato attore. La commedia “Mpriesteme a mugliereta”, titolo di gergo dialettale, che, nella sua ironia, significa letteralmente chieder la moglie in prestito, è datata 1973.  In una bella casa di montagna, con scenari incantevoli, come si nota da tagli scenografici quali aperture e finestre, è ambientata la vicenda scenica. La compagnia di Somma Vesuviana ha impostato tutta la scena in un rivestimento interno di legno; materiale tipico di case, baite di montagna e di case per villeggiatura.  Un ambiente ideale per un periodo di vacanze  e completo relax. Questo soltanto nelle intenzioni, che rimarranno tali; tutto sembra convergere in un corso impreveduto delle cose. Camillo, questo il nome del protagonista, interpretato da Gennaro Sodano, dietro consiglio del medico, si è recato, assieme alla moglie e alle due figlie, per curarsi da una, più o meno grave,  spossatezza nervosa.

Il poveruomo, tra le figlie che litigano di continuo per un improponibile e rozzo fidanzato, un abitante locale che si vanta di aver semplici realtà oggettive come un fucile da caccia e un cane da guardia, una moglie sempre sulle sue, il fratello che ininterrottamente gli chiede prestiti, non riesce minimamente a tranquillizzarsi. Alberto, quello che gli crea più indeterminatezze, è pieno di debiti nel centro del mirino degli usurai che vogliono esser ripagati. Il paradosso è che arriva  a chiedere in prestito  addirittura la moglie del fratello; per finzione s’intende!  La doverosa spiegazione  risiede in tutta una conseguenza dovuta ad una sorta di eredità morale dovuta ad un episodio bellico, ad una promessa in punto di passar a miglior vita! Una condizione che si riverbera nel presente e che il fratello del protagonista ha cercato di renderla a proprio vantaggio. A far da introduzione agli eventi è l’arrivo di una lettera e  c’è un altro dato di fatto a complicare ancor più la narrazione se c’è ne fosse ancor più bisogno. A baluardo di questa condizione si trova un personaggio tipo boss che proviene dall’America, ruolo affidato a Ferdinando Cantone, che sopraggiunge nella storia narrata col suo vago accento inglese. Dovrebbe trattenersi solo tre giorni … C’è l’obiettivo della sua eredità seppur illecita, la sua considerazione; ecco perché dovrebbe credere  quello che non è; ecco spiegato lo scambio di mogli e i nuovi ruoli come quello di una finta cameriera interpretata da Elisabetta Allocca.  La commedia è un susseguirsi di divertenti scambi di battute, equivoci, un preciso dispositivo scenico volto ad una dinamicità al massimo grado, ad un ritmo per forza narrativa di grande espressione.

Di certo un  cercare di dare un “carattere” preciso ad ogni personaggio nella sua identità mutevole; una caratterizzazione molto apprezzata. Nell’epilogo l’arrivo della polizia, il boss arrestato con i suoi guardiani. Non era di certo il posto ideale per far rilassare i nervi al protagonista della vicenda! Quest’ultimo quando si sente chiedere nuovamente un prestito la sua reazione è sconsiderata. E’ davvero troppo! Infatti impugna una sedia quale arma di aggressione per esprimere tutto il suo disappunto; su tale, vistosa e comica trovata nella storia narrata, divertente, esilarante, gestualità, cala il sipario. Completano il quadro degli attori e meritano citazione gli altri interpreti: Teresa Bifulco, Francesca Mele, Marcella Sgambella, Saverio Lo Sapio, Rolando Manzo, Mariano Scotti, Nicola Auriemma, Carmine Peluso, Nunzio Manzo, Aniello Mele e infine Francesco De Cicco.

 

Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a redazione@sciscianonotizie.it
Questo articolo è stato verificato dall'autore attraverso fatti circostanziati, testate giornalistiche e lanci di Agenzie di Stampa

image_pdfimage_print