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Saviano, emozioni ed applausi all’Auditorium per l’anteprima del corto “Il mio nome è Martina”

Palma Campania, 24 Settembre – Tutti presenti per Martina, per ricordarla e per dire che la vita, l’amore vincono su tutto, anche sulla leucemia e sulla morte. Pubblico delle grandi occasioni al teatro Auditorium di Saviano, nei giorni scorsi, per la prima del cortometraggio, sceneggiato e diretto da Francesco Maglioccola, “Il mio nome è Martina”. Mai titolo più riuscito. Dire il nome è dare la vita, è con la nominazione che Dio crea, così con quel “Il mio nome è…” sconfigge il silenzio della morte di Martina, giovane studentessa palmese scomparsa anni fa e per la quale è nata l’associazione di volontariato “Sorridi alla Vita – Martina Santella”, che vede in prima linea i suoi familiari e promuove la donazione di sangue e del midollo, sostiene “Dynamo Camp”, un campo di terapia ricreativa, primo in Italia, strutturato per bambini affetti da patologie gravi o croniche in terapia e nel periodo di post ospedalizzazione.

E l’amore per la Vita aleggiava nell’ampia sala gremita, nel calore di quanti l’hanno conosciuta e amata. Onnipresente tra i suoi amici e i suoi cari, negli occhi del papà Francantonio e di mamma Lina, nella forza che ha trasmesso loro per portare avanti una battaglia difficile e impegnativa, quella della solidarietà verso chi la vita mette a dura prova. Come loro. Era nella voce di Giovanna, sua sorella, cresciuta con la determinazione di mettercela tutta per dare una speranza concreta ai tanti piccoli malati di leucemia. È meravigliosa la potenza dell’amore e le strade che sa intraprendere.

Il prof. Gerardo Santella, moderatore della serata e zio di Martina, dopo aver espresso parole di commozione per la folta partecipazione in sala a testimonianza di grande affetto, ha presentato il preside Ammirati, i rappresentanti di due associazioni, Giovanna Gladi di “Dynamo Camp” e Francesca Testoni, Presidente A.G.E.O.P. di Bologna, che ha poi dato la sua testimonianza ricordando Martina durante la permanenza in ospedale, e, infine, Giovanna Santella responsabile di “Sorridi alla Vita”.  

Ha preso la parola il preside Vincenzo Ammirati che ha subito espresso la sua felicità nell’ospitare nel suo paese persone che conosce da sempre: amici, colleghi, professori del Liceo Classico A. Rosmini, del quale è stato dirigente amatissimo. Il preside ha sottolineato che “questo film non è una consolatio, non è una consolazione, questa è una storia, cioè etimologicamente una cosa vista che fa anche da testimonianza di un evento estremamente drammatico dal quale però è venuto fuori un altro evento molto meno drammatico che è un inno alla vita: l’associazione “Sorridi alla Vita”, la quale è sorta nel 2015 con scopi e finalità ben precisi per la raccolta del sangue e sul trapianto del midollo osseo. Il titolo del cortometraggio “Mi chiamo Martina” è un’espressione di vivezza, sto qui fra di voi, sono viva fra di voi non per ricordare la mia storia, ma per dare a tutti voi un insegnamento: quello di non arrendersi di fronte le difficoltà che presenta la vita, di innaffiare sempre l’immenso prato fiorito che è il mondo con la solidarietà e l’amore, per far germogliare fiori freschi ed odorosi e non sciuparne la bellezza. Sentimenti vivissimi nella giovane Martina, come chiariscono i suoi versi, custoditi nel libricino “Un grande prato fiorito: parole ed immagini di e per Martina Santella” della Michelangelo 1915 Editore. 

Martina era un’adolescente quando è venuta a mancare agli affetti dei suoi cari e di tutti, per quel brutto male che decima tante vittime nella Terra dei Fuochi. Ha lottato con forza alla leucemia senza mai sottrarsi alle cure e conducendo una vita il più possibile normale con i suoi coetanei, uscendo a mangiare una pizza, studiando, dedicandosi con la passione di sempre al pianoforte, alla lettura dei suoi libri amatissimi, sognando di viaggiare. La sua mancanza, la tragicità del suo trapasso da questa terra ha lasciato un messaggio fondante della bontà, della magnanimità di spirito e della solidarietà. 

Ed è appunto ciò che traspare dalla visione del delicato corto realizzato con il cuore, con l’emozione della sensibilità che Martina ha trasmesso al regista, agli attori Maria Federica Petrangelo che ha impersonato Martina, Maurizio De Cristofaro nel ruolo del papà di Martina, Simona Capozzi, che ha impersonato la mamma e in tutti i giovani dello staff. La storia vera della ragazza che amava gli aquiloni ha lasciato a tutti il suo sorriso con l’invito ad amare la vita”.

E’ stata una serata straordinaria! Grazie Martina.

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di Palma Campania. Insegnante. Ama il suo lavoro svisceratamente.
Scrive per diletto.

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