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Saviano calcio, mister Rainone:”Entusiasmo, partecipazione e spirito di sacrificio. Questo il segreto del trionfo”

Saviano – Il trionfo dell’ASC D Saviano 1960 porta un nome e un cognome. Parliamo di Michele Rainone, l’allenatore che ha riportato in alto la bandiera savianese, al primo colpo: vittoria del campionato mancata per un solo punto, e poi la gioia con i playoff. Se la squadra savianese è riuscita a mantenere un profilo alto nel corso dell’intera stagione, gran parte dei meriti vanno a Mister Rainone: uomo di esperienza, profondo conoscitore delle categorie, tatticamente molto preparato e, soprattutto, savianese doc.

 

  • Mister Rainone, grazie per avermi concesso questo momento. La tifoseria del Saviano le deve molto, perché in un solo anno è riuscito a plasmare tanti ragazzi fino a trasformarli in un gruppo vero. Quali sono state le difficoltà nella gestione del gruppo, sia all’inizio che nel corso della stagione.

Come premessa dico che ho avuto sin dall’inizio un gruppo di ragazzi pieni di entusiasmo, con grande voglia di partecipazione e spirito di sacrificio, sempre pronti ad impegnarsi. Però cercavano, molto spesso, di fare bene più sul piano individuale che su quello collettivo, e per questo ho dovuto lavorare molto per abituarli a giocare con i compagni e per i compagni: li ho spronati ad essere funzionali al gioco di squadra. Nel prosieguo della stagione la difficoltà più grande si è avuta nella gestione dei giocatori meno utilizzati: spesso hanno manifestato qualche malumore, proprio per la grande voglia di partecipare. Ma col passare del tempo la loro intelligenza ha permesso di superare questi piccoli inconvenienti.

 

  • Il Saviano è partito molto bene, perché già dalle prime giornate si è trovato nelle posizioni di vertice, fino a mantenere la vetta per diverse settimane. In questa continuità, però, abbiamo visto anche molti cambi di formazione da una giornata all’altra. Una rotazione continua di uomini, dovuta alle situazioni contingenti, o comunque studiata per trovare l’assetto migliore?

Il grande merito dei ragazzi è stato quello di impegnarsi fino in fondo affinchè io potessi avere diverse opzioni a disposizione. E questo mi ha permesso di trovare l’assetto migliore.

 

  • A gennaio avete perso uno dei giocatori più decisivi, il francese Rodas. La scelta di non rimpiazzarlo è scaturita da una sua precisa volontà, o comunque ha chiesto alla società di intervenire sul mercato?

Senza dubbio la perdita di Rodas è stata evidente, e decisiva per lo sviluppo tattico che con la sua presenza riusciva invece a concretizzarsi al meglio. Abbiamo cercato qualche alternativa, ma era molto difficile: o si trovava un giocatore che facesse la differenza, oppure bisognava continuare col gruppo attuale che garantiva comunque certezze.

 

  • Il Saviano si è presentato come capolista, con la miglior difesa, nelle sfide decisive di San Giorgio ed Afragola. Paradossalmente, è stato il punto più difficile della stagione perché avete rimediato due brutte sconfitte. Cosa ha detto ai ragazzi dopo quelle due gare?

Certamente le sconfitte di San Giorgio ed Afragola ci hanno segnato psicologicamente. Però i ragazzi hanno avuto la giusta reazione, hanno avuto una forza morale senza eguali, accompagnata dalla convinzione che ci saremmo risollevati subito. E questo ha permesso di reagire nel modo giusto, e fare bene fino alla fine.

 

  • Domanda scomoda: so che per lei conta il gruppo, e si è visto in ogni gara. Ma chi è stato il giocatore più decisivo nell’intera stagione?

Sì, è vero, il gruppo è la sola possibilità per raggiungere risultati importanti. Sinceramente tutti hanno dato un contributo determinante, e non mi sento di individuare un giocatore in particolare.

 

  • Seconda categoria: ci sarà conferma in blocco, o dobbiamo aspettarci molte variazioni di organico per la prossima stagione?

E’ ancora presto per definire i programmi per la prossima stagione. Tra qualche giorno ci incontreremo, e cercheremo di avviare un discorso per il futuro.

 

  • Chi è stato il giocatore che l’ha fatta arrabbiare di più?

Ho conosciuto bravissimi ragazzi, e posso affermare che raramente mi hanno fatto arrabbiare.

 

  • Ultima domanda: la partita più bella e quella più brutta.

Sono state moltissime le gare in cui i ragazzi mi hanno entusiasmato. Forse quella più esaltante è stata la gara con il Leopardi, in casa, dopo la bruttissima prestazione con l’Impetus a Scisciano, e l’amara sconfitta a San Giorgio.



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