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San Giuseppe Vesuviano, tradizione e innovazione: i dettami dell’azienda “Caffè Cola” interprete della migliore espressione del caffè napoletano [Video]

San Giuseppe Vesuviano, 4 Dicembre – Nasce in Italia, esattamente a Venezia intorno al 1570, l’irrinunciabile abitudine di bere una piacevole e distensiva tazza di caffè; a Napoli poi è un vero e proprio culto che si tramanda negli anni. Il merito di questa ammaliante scoperta è di un medico botanico, Prospero Alpino, il quale, ebbe la brillante idea di portarlo dall’Oriente per farne scoprire le straordinarie virtù, trasformandosi, dunque, in un vero e proprio stile di vita.

E’ stato provato scientificamente che iniziare la giornata gustando una tazza di caffè, migliora i livelli di energia e stimola alcune funzioni cerebrali. Velocizza il metabolismo e brucia i grassi. Abbassa il rischio di diabete di tipo II e aiuta a prevenire Alzheimer e Parkinson. Insomma un rimedio naturale e antidepressivo che diventa un nostro prezioso alleato quotidiano.

La tostatura del caffè è quell’alchimia che trasforma e miscela, restando magica e segreta. Questo incredibile processo, imprime l’inconfondibile aroma e il gusto tipico della bevanda chiamata universalmente caffè.

A descriverci l’indispensabile e affascinante procedimento di tostatura o torrefazione, è un ragazzo di soli 22 anni. Un’eredità conferita dal prozio Camillo Cola, fondatore del marchio Caffè Cola, che parte nel lontano 1960, e nel tempo assume i caratteri di uno straordinario successo. Oggi, Gaetano Silvio Giugliano, nipote dello stimato Cola, rappresenta in pieno l’azienda, e la guida con nuovi criteri manageriali. Ma la passione per il caffe è la stessa che lo unisce al prozio, scorre tra capannoni e macchinari dove Camillo Cola gli ha insegnato tutti i procedimenti e i segreti che si nascondono dietro questa antica arte. Gaetano, sin da piccolo, terminati gli impegni scolastici, andava nell’azienda dello zio, per aiutare ed apprendere la nobile arte del caffè.

Fin da piccolo, dunque, sviluppa la stessa identica passione del prozio Camillo.”Ho seguito e acquisito con attenzione – afferma Gaetano –  tutti i trucchi del mestiere, prima del dovuto. Spontaneo quanto simbolico, mi sembra opportuno scomodare un aforisma di Tomas Steams Eliot, ossia:”Ho misurato la mia vita a cucchiaini di caffè”. “Da dove e come arriva il caffè? Arriva crudo, direttamente da Trieste” , puntualizza Gaetano.

Ci racconta il procedimento dall’inizio?

“In un grande tamburo rotante, – puntualizza l’imprenditore –  i chicchi sono sottoposti a una fonte di calore che aumenta progressivamente fino a temperature oscillanti tra 200°C per circa 20 minuti. Dopodiché c’è il processo di raffreddamento ad aria, importante quanto la tostatura perché blocca la cottura lasciando gli aromi migliori e preservando il caffè”.

Come si stabilisce la temperatura ideale?

“Utilizzando il colore dei chicchi tostati, che vanno da un marrone chiaro ad un marrone molto scuro. Durante la torrefazione, i chicchi di caffè assorbono grandi quantità di calore, influendo sul colore che assumeranno i chicchi. In altri casi, il momento adatto, è individuare quando interrompere il procedimento. In quel caso, estraggo e verifico una serie di campioni dal tamburo mediante un apposito strumento. Il colore del prodotto aiuta a decidere se quest’ultimo deve essere travasato nel setaccio di raffreddamento, dove, nel caso ideale, la temperatura viene rapidamente abbassata con getti di aria fresca.

 

Sei fiero di intraprendere quest’attività, pur sapendo delle innumerevoli responsabilità che si presentano?

“Sono orgoglioso – puntualizza soddisfatto il giovane imprenditore, – di essere a capo dell’azienda di famiglia. Tutto questo mi infonde gioia, mi inorgoglisce, ecco perché sono pronto e determinato ad assumermi le innumerevoli responsabilità che ne derivano . E’ ovvio che dove non c’è impegno non c’è nemmeno sostanza e soddisfazione personale”. 

Una passione senza fine e costante voglia di migliorarsi, con particolare attenzione alla indispensabile evoluzione delle tecnologie e alla tradizione secolare dell’espresso. Queste, in definitiva, le coordinate essenziali del giovane imprenditore che con sguardo acuto sottolinea, “come ripete sempre zio Camillo, noi siamo “artigiani”, interpreti della migliore espressione del caffè napoletano”.

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