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San Giovanni a Teduccio, agguato all’ingresso di scuola: i killer avevano visto il bambino

Borrelli (Verdi): “Ferocia inumana, e poi sentiamo sedicenti cantanti che la camorra è una scelta di vita. Avanti con i processi, servono pene severissime”

 

Napoli, 26 Novembre – “Resto disgustato dinanzi alla ricostruzione dell’agguato del 9 aprile scorso quando, nei pressi di una scuola a San Giovanni a Teduccio, i killer del clan D’Amico-Mazzarella uccisero Luigi Mignano. Secondo quanto è emerso i sicari aprirono il fuoco nonostante si fossero accorti che era presente anche il nipotino della vittima, che vide il padre colpito ad una gamba. Nonostante il rischio di uccidere un bimbo innocente non esitarono ad aprire il fuoco. La camorra è questo come conferma quando accaduto a Noemi, colpita nello stesso periodo. I camorristi non hanno afflati di umanità, la loro è una barbarie in cui si è pronti ad ammazzare anche i bambini. I dettagli sull’agguato sono emersi a pochi giorni da un intervista a “Non è l’Arena” in cui un sedicente cantante, Anthony Ilardo, ha avuto il coraggio di affermare che fare il camorrista è una scelta di vita da non condannare, ma da rispettare. Parole assurde se si riconosce il male che la malavita organizzata ha fatto, e continua a fare, ai nostri territori”.

Lo afferma il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli. “Auspico che il processo possa andare avanti in maniera spedita e che i responsabili dell’agguato, che non si fermarono neanche dinanzi alla presenza di un bambino, possano essere puniti con pene esemplari”.

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