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San Gennaro Vesuviano, gli studenti dell’ISIS Caravaggio commemorano le vittime dell’Olocausto [Video]

Gennaro Vesuviano 13 Febbraio – Un momento emozionante e simbolico, la manifestazione della Memoria per commemorare le vittime dell’Olocausto, voluta dal dirigente scolastico dell’ ISIS “Caravaggio” di S. Gennaro Vesuviano Carmine Strocchia. La manifestazione, tenutasi nell’abbazia del Convento Francescano della cittadina vesuviana, fondato nel 1613, semplice costruzione barocca, con stucchi del XVIII secolo e un pregevole coro ligneo intagliato della stessa epoca, è stata inaugurata l’11 febbraio.

Gli alunni del”ISIS” Caravaggio hanno interpretato le scene orribili di persecuzione e genocidio degli ebrei durante la seconda guerra mondiale. Il motivo della messa in scena del toccante monologo, è senza dubbio ricordare perché non accada mai più. Questo il senso della manifestazione della memoria, focalizzato su la scena principale: rivivere la sofferenza di una donna e quella di un uomo.

Durante il percorso troviamo simboli che i ragazzi del “Caravaggio” hanno con grande maestria dipinto, ma anche vere e proprie opere d’arte costruite con le proprie mani che fanno rivivere il dolore subìto. Impressionante è la riproduzione in scala del campo di concentramento, e il percorso completo del viaggio dei deportati.

Abbiamo rivolto qualche domanda ai due straordinari protagonisti della scena svolta all’interno del Convento.

Come ti chiami e cosa hai interpretato?

“Mi chiamo Antonio Rodi. Abbiamo riprodotto la vita quotidiana in un lager. Non ci sono parole per descrivere l’orrore vissuto in quei giorni. Questa è una manifestazione per ricordare la Shoa, e vogliamo educare la generazione futura al rispetto della dignità e della vita umana”.

 

Ai nostri taccuini anche la bravissima interprete femminile.

 

Cosa hai provato nel recitare un ruolo da protagonista

“Immedesimarmi in una donna – spiega Carmen Miranda –  che è stata umiliata e offesa dalle violenze subite, è indescrivibile. Ho pianto nella recitazione, ho provato ad immagine quello che ha provato la donna in quel campo di concentramento. Invito anch’io a non dimenticare, e fare in modo che non debba più accadere un orrore simile”.

 

Presente all’evento la referente della legalità e cittàdinanza attiva Algerina Masecchia , la quale ci spiega l’idea iniziale. ”Abbiamo fatto una piccola richiesta ed è stata subito accettata con grande entusiasmo sia dal preside ma soprattutto dagli allievi. I ragazzi hanno dato il meglio di sé, hanno dimostrato di essere molto preparati e collaborativi. Questo progetto –  dichiara la Masecchia –  ci ripaga un pò dalle tante difficoltà affrontate. E’ stata un’emozione davvero intensa, portiamo nel cuore la speranza di costruire una scuola che non sia solo cultura, ma anche una scuola che insegni sentimenti  e valori fondamentali di cui tanto se ne sente la necessità nella società odierna”

Significativa, infine, la testimonianza della prof.ssa di religione Vincenza Metano, la quale ci spiega l’importanza del ricordo.” I ragazzi sono stati guidati dai docenti dei vari indirizzi, hanno realizzato dei percorsi tematici, spiegando come venivano reclutate migliaia di persone, la categorie dei deportati, il viaggio, le destinazioni, realizzando un plastico che riproduce il campo di concentramento.

Per quanto riguarda il settore moda, sono state realizzate magliette con su scritte frasi per non dimenticare. In più – conclude l’insegnante –  ci sarà un estemporanea: recitare e mettersi nei panni dei deportati che hanno subito umiliazioni atroci, coinvolgendo e rendendo partecipi gli spettatori degli atroci fatti che la storia ci ha tramandato”.

 

             

 

 

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