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San Gennaro Vesuviano, all’Istituto Comprensivo “Cozzolino-D’Avino” un interessante seminario dedicato a cultura della legalità e devianza minorile

San Gennaro Vesuviano, 8 Marzo – Un pubblico attento e numeroso di docenti, personale Ata e genitori ha assistito, questo pomeriggio, al seminario dedicato alla tematica della “Cultura della Legalità in alternativa alla Devianza Minorile”, promosso presso l’aula magna dell’Istituto Comprensivo “Cozzolino-D’Avino” di San Gennaro Vesuviano.

Un argomento attuale e significativo, per il quale s’è scelto di promuovere un pubblico incontro a scuola proprio nel giorno in cui si celebra la donna, i suoi diritti e le continue battaglie per difenderli e conquistarli.

La dottoressa Stefania Leo, dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo sangennarese, ha introdotto i lavori con un saluto di benvenuto alla dottoressa Maria Landolfo, che ha relazionato sulle tematiche discusse in qualità di referente dell’ufficio scolastico regionale della Campania per D.S.A. e Disabilità, nonché giudice onorario della Corte di Appello presso il Tribunale dei Minori di Napoli.

«La cultura della legalità è un argomento che non può essere affrontato in maniera esauriente in pochi passaggi. – ha affermato il dirigente scolastico Leo – Noi, come istituzione scolastica, abbiamo provato ad offrire in maniera singolare la testimonianza del nostro impegno nel contenere il fenomeno della devianza minorile. La presenza della dottoressa Landolfo ci onora e ci riempie di gioia, perché ha affrontato in maniera pratica e decisa tematiche che richiedono l’operatività e la buona volontà di tutte le componenti in gioco, dalla famiglia alla scuola, fino ad arrivare alle istituzioni civili, perché i nostri ragazzi e ragazze abbiano dei punti di riferimento importanti lungo il loro percorso di crescita sociale ed educativa».

Giovanni Miranda, un alunno speciale della scuola “Cozzolino-D’Avino” ha poi preso la parola presentando uno spettacolo preparato per l’occasione da parte degli studenti del Comprensivo: coordinati dalle docenti Michela Nappo ed Anna Nunziata, si sono cimentati in un’accorata recitazione quattro giovani – Aurora, Lorenzo, Martina e Pietro – che hanno rappresentato l’insofferenza che si patisce allorquando si diventa mira di atti di bullismo, concludendo comunque con l’ottimistico slogan ‘Io credo nell’Amicizia’, che può rappresentare un momento di speranza e di riscatto per combattere questa triste piaga che talvolta si manifesta tra i banchi di classe. E’ seguita una performance di ballo che ha marcato ancora di più l’attenzione sullo stato di disagio che soffrono le vittime di bullismo, concludendo anche in questo caso con uno spiraglio di luce, grazie ad un gruppo che si stringe in un abbraccio e abbatte ogni negatività.

E’ toccato poi ai professori della materia musicale contribuire a tingere di emozioni in melodia l’incontro: i docenti Massimo Santaniello (al clarinetto), Pasqualina Casillo (al piano), Pasquale Carbone (alla chitarra) e Luigi Tufano (al violino) si sono esibiti in due brani di Astor Piazzolla, che hanno appassionato la platea in uno scrosciante applauso finale.

Terminata la fase introduttiva, si è quindi entrati nel merito dell’appuntamento: ha preso la parola la dottoressa Landolfo, che ha tracciato un’analisi accurata e lineare della tematica proposta, partendo dalle basi su cui si fonda la cultura della legalità, dalle azioni di prevenzione necessarie da adottare ad ogni livello per contrastare il fenomeno della devianza minorile, che talvolta può sfociare in comportamenti che violano la legge, finendo inghiottiti nell’oscuro vortice della criminalità. La dottoressa Landolfo ha poi discusso delle varie forme di ‘devianza’, scaturenti da situazioni di disagio che portano l’adolescente ad assumere comportamenti anticonformistici e condotte antisociali, fino ad arrivare ad atti di deliberata ribellione. Una condizione che non vuol dire necessariamente sfociare in atti criminali, ma che può portare un giovane in difficoltà a trasgredire fino ad avvicinarsi ai confini della delinquenza.

«Viviamo in una società nella quale sono le stesse istituzioni ad essere portatrici di esperienze altamente conflittuali e violente. – ha sottolineato la dottoressa Landolfo – Basta leggere i giornali e quasi una notizia al giorno è dedicata alla corruzione del nostro Paese, politici corrotti, scandali, tangenti, lo stesso sport, come il calcio, che è seguito da molti giovani, si manifesta corrotto. Ci preoccupiamo dei videogiochi e dell’uso dei social network e non ci domandiamo che influenza possa avere lo spaccato di vita a cui sottoponiamo i nostri ragazzi tutti i giorni. Questa è realtà, non virtuale, ed influenza molto di più rispetto alle attività che i giovani praticano connettendosi on line».

Il seminario è proseguito affrontando le varie tipologie di devianza minorile ed i fattori di rischio (sia individuali che familiari) che li determinano, fino a sfociare in condotte rischiose, come l’essere spericolati e alla continua ricerca di sfide da superare, per dimostrarsi capaci in qualcosa ed essere così accettati da un gruppo di pari. La famiglia e la scuola, i due contesti nei quali gli adolescenti trascorrono la maggior parte del loro tempo, hanno quindi l’obbligo di rappresentare delle identità differenti, con ruoli separati e fermi, partecipando insieme – ciascuno in base alle proprie competenze e responsabilità – all’attuazione di fattori di protezione che concedano a ragazzi e ragazze di sfuggire alla morsa della devianza minorile.

«Essere dei punti di riferimento, costituire degli esempi positivi, dare delle opportunità per responsabilizzare i giovani come persone è la strada da intraprendere per riuscire a dare un futuro non ai nostri figli, ma ai figli dei nostri figli. Purtroppo – ha così concluso la dottoressa Landolfo – per i ragazzi di oggi non ci stiamo dimostrando capaci di costruire delle prospettive valide per sfuggire alle piaghe sociali come la devianza minorile, è bene instaurare un dialogo aperto con loro per riuscire, dove possibile, a prevenire situazioni che possono degenerare in atti di delinquenza».

Al termine del seminario, la scuola “Cozzolino-D’Avino” ha consegnato una pergamena di ringraziamento ed un omaggio floreale alla dottoressa Landolfo, prima di concludere l’incontro con un gustoso quanto apprezzato buffet.

FRANCESCO IERVOLINO

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