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Salerno, al Teatro Municipale Giuseppe Verdi Festival dell’Essere per discutere su bene e il male

Salerno, 3 Novembre – Il Teatro Municipale Giuseppe Verdi di Salerno ha ospitato il quarto appuntamento del Festival dell’Essere. Come da comunicato; “Una manifestazione diretta da Vittorio Sgarbi che riunisce personalità provenienti da vari mondi e discipline, chiamati nei luoghi della Magna Grecia per confrontarsi e “elaborare pensieri”. Per questo incontro il cui tema è “Il bene e il male”, Vittorio Sgarbi ha invitato a partecipare il cantautore Roberto Vecchioni, il pilota motociclistico Max Biaggi, l’attore Alessandro Preziosi, le attrici Cristiana Capotondi e Serena Autieri, la regista teatrale Andrée Ruth Shammah, il Mons. Giulio Della Vite, Alessio Feniello e il conduttore TV Andrea Pezzi. Il Festival è progettato da Sabrina Colle, prodotto da Angelo Tumminelli, finanziato dalla Regione Campania e realizzato in collaborazione con la SCABEC. Essere cristiani, essere mussulmani, essere atei, essere poeti, essere attori, essere politici, essere precari, essere cantanti, attori, cuochi, architetti, sportivi, viaggiatori, esploratori, antropologi.

Un tema universale che definisce ciò che è da ciò che non è, attraverso il pensiero. Dopo Velia, Paestum, Padula, il quarto e ultimo appuntamento di questa prima edizione del Festival si è tenuto, a Salerno; una città patria della più antica scuola medica europea, antesignana delle più moderne Università, diede una svolta epocale nello studio della medicina durante l’Alto Medioevo”. Una tematica molto delicata che richiede grande riflessione; sul palco del teatro è andato in scena uno spettacolo straordinario che ha posto quesiti, anche inquietanti e profondi dell’umana esistenza; non sono mancati momenti di cordialità e altri lasciati alla più classica ironia!

 La serata è stata condotta da Greta Mauro. Si era predisposta una scaletta dei vari ospiti ma è subito saltata verso spazi d’improvvisazione molto apprezzati. Non sono mancati momenti di grande commozione quando un padre, nell’epilogo della serata, ha raccontato la vicenda di suo figlio che non è più; perì, si ricorderà, nella tragedia; la valanga di Rigopiano; era il 18 gennaio 2017.  Un padre che nel suo dolore ha affermato il non sono più niente!” In riferimento e osservando, un libro di Andrea Pezzi dal titolo “ Io sono”; c’è ne erano alcune copie all’ingresso; ha proseguito; io non sono più “ io sono”; adesso sono “ io ero!”. Alla domanda rivolta a Cristiana Capotondi se esistono gli uomini cattivi ha risposto nel modo seguente: “In senso assoluto esistono uomini che non hanno una completa capacità di comprendere la realtà. Allora il cattivo è incolpevole? No! Chiunque faccia del male verso se stesso e verso gli altri è colpevole. Non credo esista l’essere umano cattivo. Dobbiamo parlare anche di donne cattive; esistono donne cattive e uomini cattivi; credo che ci siano persone colpevoli nei confronti di se stesse, perché non corrispondono alla natura; un naturale dell’essere umano che è andare verso la luce e camminare per un’evoluzione; nulla a che fare con la sopraffazione; nulla a che vedere con gli stermini, i totalitarismi che hanno portato alla morte di migliaia di persone.  Credo che l’essere umano sia, molto spesso, incapace di leggere se stesso; incapace di comprendere le motivazioni, le cause che lo spingono a determinate azioni. Da questo punto di vista quando accade qualcosa di molto doloroso è come se ci fosse un sincronismo! Pensiamo ai totalitarismi del 900; per i primi 60 anni, fino alla caduta del muro di Berlino, che si respirava qualcosa di malvagio. C’è un sincronismo che non dipende più dalla persona singola; così anche nelle relazioni individuali. Quando ho una discussione con una persona, quando penso che mi abbia fatto del male; prima di capire cerco dove ho sbagliato io all’interno della relazione. Se ho capito la dinamica di quella relazione in base all’esperienza negativa che magari ha comportato un mio errore ne esco cresciuta.

 Cerco di vedere sempre il positivo. Parlavamo prima dell’intelligenza artificiale; andiamo verso un’epoca che cancella l’errore umano perché con gli algoritmi si sostituisce il libero arbitrio. Tutto questo è devastante; ciò che ci ha portato alla nostra età sono soprattutto gli errori l’aver appreso da quel dolore.  Io come donna amo il dolore. Strano a dirsi, quando un’amica viene da me e dice: io sto male! Io non voglio soffrire!  Allora gli dico è il momento migliore della tua vita. Quell’emozione lì non la devi allontanare dalla tua esistenza; cercare di affidarla in maniera inconsapevole all’inconscio. Quando ti capita a che ti provoca il dolore quello è il momento in cui l’essere umano può imparare. Quindi quando ci si vuole essere perfetti la risposta è essere umani. Una celebre frase: “ Sarebbe bello esser di fronte agli altri  ciò che si è di fronte a Dio. Per Dio s’intende il rapporto con se stessi”.

Di grande intensità anche gli interventi, in un improvvisato salotto sul palcoscenico, degli altri protagonisti tra esistenza di Dio e laicità, tra diversificate visioni della nostra umanità. Roberto Vecchioni, tra molto altro, in un passaggio del suo intervento: “Sinceramente non m’interessa se Dio esiste o no; perché in ogni caso è sempre, in questo caso sono molto illuminista, sono io che faccio la mia vita! Ho il vago sospetto che ci sia perché il mondo oggi è un casino. Se il mondo fosse perfetto, ogni causa risponderebbe a un effetto preciso, il mondo sarebbe meccanicistico; nato dal nulla probabilmente ma senza interventi di esseri superiori. Invece il mondo è un continuo susseguirsi di errori. Credo che questa sia l’interpretazione divina del mondo perché Dio ci permette questa capacità di errori sia a noi sia al mondo proprio per la risposta a questo errore ovverossia il ribaltamento dell’errore la ricerca della verità. Il credo più assurdo ma quasi giusto come situazione; siamo posti di fronte al tema essere e divenire che sono due punti di vista assolutamente validi. Il mondo è binario non esiste una cosa unica al mondo. Tutto il mondo è un sistema binario in tutte le concezioni religiose c’è sempre la dualità essere e divenire e diventa poi cultura popolare, cultura colta, pensiero e azione. Ci provano gli idealisti a trovare una sintesi ma è complicatissima. Una sintesi che è quasi sempreun compromesso; ma c’è differenza tra compromesso e sintesi…..”.

Antonio Romano

 

 

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