Cultura

Rocche della provincia di Avellino: un viaggio tra i Castelli irpini

Avellino, 25 Febbraio – Siamo giunti alla terza tappa del nostro lungo viaggio insieme alla scoperta dei Castelli e delle rocche della provincia di Avellino, oltre 70 rocche, fortezze e castelli di epoca longobarda, normanna o risalenti ad altri periodi. Storie, leggende, paesaggi e misteri, caratterizzano questi luoghi d’incredibile incanto e bellezza. Oggi siamo ad Avellino, capoluogo di provincia.

Questa rubrica è realizzata in collaborazione con la pagina facebook del Museo Dei Castelli di Casalbore.

Il castello di Avellino, di epoca Longobarda, fu eretto tra l’884 e l’896 dal gastaldo Adalfiero I e fu dimora dei feudatari che nelle epoche successive governarono la città. Situato nell’omonima piazza e circondato dai fiumi Fenestrelle e Rio San Francesco, a differenza della maggior parte dei castelli, sorge nel punto più basso della città. Nel corso dei secoli la fortificazione ha subito numerosi assedi e ha dato ospitalità a vari personaggi illustri tra cui gli imperatori Lotario ed Enrico VI. Nel 1130, tra le sale del castello, il papa Anacleto II incoronò il normanno Ruggiero, nominandolo re di Sicilia e Puglia.

Nel seicento l’edificio venne trasformato in reggia e divenne dimora dei principi Caracciolo; in questo periodo le torri e le merlature difensive vennero abbattute e fu creato il meraviglioso parco circostante, tutt’ora esistente, dotato di un lago artificiale e di una riserva di caccia che lo rendevano una delle meraviglie del Regno di Napoli. Nel seicento il principe Marino II Caracciolo istituì all’interno del castello l’Accademia dei Dogliosi, ancora oggi esistente. Il castello venne demolito all’inizio del settecento nel corso della guerra di successione spagnola. Attualmente il castello è oggetto di lavori di restauro.

Potete trovare il resto dell’articolo sul sito del Museo dei Castelli

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