Politica

Regione Campania, F. Beneduce (FI): “La spiaggia è un bene comune e l’accesso è un diritto di tutti i cittadini”

Napoli, 22 Agosto – “La spiaggia è di tutti e i cittadini pagano le tasse per usufruire di un bene pubblico. Le strutture balneari concesse ai privati impediscono l’accesso al mare anche nei periodi invernali, nella totale indifferenza delle Amministrazioni comunali a cui spetta il compito di controllare e manutenere le aree di demanio marittimo utilizzate per finalità turistiche – ricreative”– ad intervenire è Flora Beneduce, consigliere regionale di Forza Italia.

A fronte di un giorno di affari stimato nel solo 2016 dall’Osservatorio Nomisma in 15 miliardi di euro annui per i concessionari, Il Demanio ha incassato appena 103 milioni di euro: un dato che impone di rivedere tutto il sistema concessorio”. “Lo scenario in Campania è avvilente. Le strutture balneari sono perennemente allestite nonostante ci sia l’obbligo di legge di smontare dopo la stagione estiva”. “Bene pubblico utilizzato solo ed esclusivamente per fini privati – aggiunge la consigliera – grazie a prassi amministrative che favoriscono clientelismo e corruzione”.

“Ad ogni estate si ripropone la questione dei prezzi per l’accesso ai lidi che marcano una differenziazione per zone che pesa più dell’80%. L’inchiesta di “Repubblica” del 19 agosto scorso evidenzia che l’applicazione delle tariffe è senza controllo. Per un ingresso a Varcaturo bastano 6 euro a lettino mentre per un bagno a Capri o in Penisola Sorrentina il costo per persona varia dai 50 agli 85 euro”. Di spiagge libere attrezzate in Campania manco a parlarne – evidenzia la Beneduce – anzi i pochi spazi liberi sono spesso ingombrati dai rifiuti. “La realtà è che il demanio marittimo viene utilizzato per fini privati, ad esclusivo vantaggio dei gestori delle strutture balneari. Il limite di 5 anni di concessione viene prorogato all’infinito diventando nei fatti un diritto acquisito”.

“La mancata adozione in Campania del Piano di utilizzazione delle aree del demanio marittimo (PUAD) con finalità turistiche-ricreative ha contribuito a determinare una condizione di assenza di regole. Sul PUAD, in particolare, voglio fare chiarezza. Basta con il rimpallo delle competenze e sulla lungaggine burocratica” – conclude la Beneduce.

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