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Rassegna Teatrale Saviano, il gruppo teatrale Teatr@rci ha presentato “Cafè Chantant”

Saviano, 5 Aprile  – “Cafè Chantant” commedia di Eduardo Scarpetta. È la  proposta scenica del gruppo teatrale Teatr@rci, per la regia di Felice Falco.  Il sipario si apre sulle note della musica di una canzone di Mimmo Di Francia. Un interessante prologo introduttivo!  L’epoca dei “Cafè Chantant” è, in realtà, ben più vasta dal punto di vista storico. Fu un vero e proprio fenomeno ben circostanziato e irripetibile; quello del Café-chantant che nacque a Parigi nel XVIII secolo. Per la precisione  il Café-concert si definiva anche il locale che accoglieva lo spettacolo, più comunemente, in sintesi, Caffè-concerto, una categoria di spettacolo. È il caso di ricordare, un locale, nel quale si eseguivano piccole rappresentazioni teatrali e numeri di arte varia; operette, balletti, numeri di prestigio, canzoni ed altro dove si poteva usufruire di un servizio ristorazione. Si beveva champagne di qualità! Era un qualcosa che allo stesso tempo era una sala da concerto e una da the, che riuniva un pubblico che pagava consumazioni; era l’apprezzare e l’ascoltare brani. Vertice della parabola dei Café-concert fu tra il 18641896. Fu l’età l’apice degli svaghi.

Parigi divenne esemplare del divertimento. Il primo concorrente che s’impose fu il cinema, che determinò un effettiva conversione. La diffusione dei Caffè-concerto e del mercato del lavoro ad esso congiunto favorì la nascita di riviste. Sul finire del XIX secolo i Café-chantant valicarono i confini. L’innovazione s’importò a Napoli, dove l’epoca del Caffè-concerto coincise con quella della canzone. Nel 1890 venne aperto al pubblico il raffinato Salone Margherita, nella parte inferiore della Galleria Umberto I. Questo genere artistico, anche qui, divenne il simbolo della bella vita e la conseguente  spensieratezza, nel pieno della coincidenza con l’era della Belle époque. In quel periodo le invenzioni e i progressi della scienza furono senza paragoni come pure gli standard di vita. L’illuminazione elettrica, e altricomfort, tutto tendente verso  un miglioramento di vita, al diffondersi di un senso di entusiasmo. Il concetto bene esprimeva la contrapposizione fra il momento precedente e l’epoca successiva al primo conflitto mondiale; tra il periodo della libertà e il periodo, in un certo senso, della perdita della stessa. La Belle Époque indicava la vita brillante nelle grandi capitali, le numerose esperienze artistiche, manifestava l’idea che, il Novecento, sarebbe stata un’epoca di prosperità; previsione, come si sa, ampiamente smentita. La scena culturale migliorava e l’arte prendeva nuove forme come e l’Art Nouveau, l’impressionismo.

Il fenomeno dei Café-chantant napoletani fu tale che l’avvenimento cominciò ad espandersi in altre realtà. I due protagonisti, Don Felice Sosciammocca e Peppino interpretati rispettivamente da Giovanni Aliperti e Salvatore Tufano, della vicenda sembrano non voler farne parte, in riferimento dei grandi cambiamenti esposti. I due sono artisti vecchia maniera, attori drammatici vivono nella loro miseria, nel loro mondo, chiusi alla vita vera in vorticosa evoluzione. Rifiutano, tra altro, anche qualche lavoretto, ben remunerato, di un certo numero di recite. Lo scontro con le relative consorti è inevitabile; in un quadro di assicurata comicità, le tensioni familiari giungono al culmine!  Altri personaggi entrano nella storia narrata, un servitore di casa, una coppia di fidanzatini che sembrano voler partecipare ad un corso di recitazione; alcuni cinici uomini d’affari di consumata esperienza, all’epoca doveva esser un mestiere di gran impeto e destrezza, che vengono a proporre la scritturazione circa spettacoli in un noto Cafè Chantant a Pozzuoli di recente apertura. Completano il quadro degli attori Antonio Romano, Mena Panarelli, Mariateresa De Stefano, Giuseppe Aliperti, Giusy Rita Aliperti, Angelo Riccardo, Michele Perretta, Giovanni Falco, Enzo Mauro, Peppe Tufano e Maria Sangiovanni. Quest’ultimi,  in scena, interpretano i proprietari del Cafè Chantat. In conclusione la trama in estrema sintesi: I protagonisti della vicenda spinti dalla fame e dalla disperazione accettano dopo flebili tentennamenti una proposta.

A loro insaputa non sanno che lo loro rispettive consorti sono state scritturate, anche loro,nel medesimo Cafè Chantat. Verso la  chiusura del primo atto memorabile una furibonda lite tra i protagonisti e consorti; i due protagonisti hanno la peggio e rientrano in scena visibilmente malconci e malmenati. Alla riapertura del sipario cambia l’ambiente scenico: i pochi oggetti di una scenografia essenziale vogliono mostrare un ambiente più raffinato; è qui che è di scena,  Don Carlo e sorella, autorevoli  signori del Cafè Chantant. Don Carlo in scena mostrante la sua obesità, con una vistosa pancia sopra le dimensioni standard e che non disdegna l’illusione di qualche avventura amorevole.  Dopo alterne vicende e dopo un notevole lasso di tempo scenico, di suspense, una volta scoperto come stanno realmente le cose, è inevitabile lo scontro dove emerge la verità inaspettata. Prima c’è spazio per la comicità: un cameriere che viene sempre, anche in modo inopportuno, in scena, richiamato a servire tramite il suono di un campanello; una raffinatezza inopportuna e assai grossolana espressa dalla comproprietaria del Cafè Chantant; la coppia di fidanzatini inseguiti dal padre di lei per esprimere il suo non consenso.

Quest’ultimo si fa passare per un artista di Cafè Chantant, per la precisione un Fachiro napoletano. Alla fine il lieto fine; basta con le furibonde  liti e ora di riconciliare le cose; i due protagonisti della vicenda devono, una volta in scena, mostrare il meglio del loro mondo artistico anche se non è proprio il loro genere; in un quadro di rinnovata serenità si deve dar  inizio allo spettacolo; “The Show Must Go On”. Lo spettacolo deve continuare.

 

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Poeta – ha pubblicato 4 libri di poesia. Sue composizioni sono inserite in numerose Antologie e Riviste. Critico letterario e teatrale – è autore della rubrica “Lo Sbarco dei Sogni”, sul sito che opera a scopo benefico: “Arcobalenodeipensieri.it”. Sovente è  inserito in giurie di concorsi letterari e rassegne teatrali. E’ iscritto alla SIAE quale Autore/Paroliere della parte letteraria delle Canzoni e alla Federazione Italiana Gioco calcio da allenatore. Recenti riconoscimenti: alla Carriera (Giffoni Valle Piana (Sa); Premio Cultura (Comune Saviano); Ambasciatore del Sorriso (Napoli); Museo Epicentro (Messina).  E’ laureato in Materie Letterarie. 

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