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Rassegna Festival Città di Saviano XIV Edizione, sul palcoscenico la compagnia O’ Spassatiempo con “Un libro, un fiore… una magia”

Saviano, 18 Aprile – Consenso di pubblico per l’opera proposta nella stagione teatrale: si tratta dell’associazione teatrale proveniente da Tufino, “O’ Spassatiempo” con la proposizione “Un libro, un fiore… una magia”, commedia scritta da Pietro Nicolangelo Damiano per la regia di Franco Tortora. L’autore era presente in platea ad assistere alla sua opera. Un titolo quasi da fiaba surreale, una proposta teatrale, una riflessione di vita, nell’ambito della XIV edizione, Rassegna Festival Città di Saviano.

L’iniziativa, della Rassegna teatrale, si deve al Comune di Saviano, Assessorato alla Cultura – Sport- Turismo – Teatro in collaborazione con l’Auditorium Teatro Saviano nell’ambito delle attività sociali. La Rassegna è dedicata a Carmine Mensorio, personaggio di rilievo, di primo piano, di origine savianese, della politica italiana. In platea, la presenza del Sindaco di Saviano, Carmine Sommese a far gli onori di casa e del Sindaco del comune di Tufino, Carlo Ferone. Circa la trama si è immaginato, nella concezione scenografica, un elegante appartamento; una fornita libreria, stemmi nobiliari come ci possono essere in un palazzo, in una tenuta; quadri alle pareti, e spade incrociate anch’esse appese alle pareti sullo stile dei quadri. È qui che vive il protagonista della storia, che ha fatto la propria fortuna vivendo di usura e del non farsi troppi scrupoli.

In scena, meritano citazione, Franco Tortora, regista e attore, Saverio Tufano, Sergio Spanpanato, Maria Grazia Russo, Antonella Napolitano, Vladimir Mirabile, Salvo Sentenza, Mimì Manganiello, Carmela De Rosa, Domenico Ercolino, Anna Morgillo e infine Giovanna Acerra. Il protagonista usuraio riceve diversi “ospiti” ai quali presta il suo danaro. In questa sua attività è affiancato da collaboratori e dai suoi due figli. Uno dei sui collaboratori ne subisce le conseguenze imprevedibili; nel finale, nell’epilogo del racconto scenico, ci sarà, per lui, l’occasione di riscatto e mostrare una certa maturità. La vicenda si connotata di un elemento irrazionale quale potrebbe esser la presenza di un fantasma, che si presenta in scena, nella sua invisibilità, con tanto di spada, in costume d’epoca; della sua epoca! Ha uno spiccato accento tedesco e si mostra dopo un momento di buio scenico che accresce il terrore; la rappresentazione è, il caso di precisarlo, improntata alla comicità e ironia.  C’è una spiegazione per quanto assurda che esula dalla tangibilità!

Quel fenomeno, ad di fuori dalla realtà visibile, è frutto di un maleficio, una maledizione per la quale questa figura, non più di questo mondo, è costretto a vagare fino a quando un incantesimo non sia sciolto formalmente. Deve avverarsi che una fanciulla possa porre un fiore su di lui; un gesto non semplice come potrebbe apparire. Un fiore poggiato, in qualche maniera, su di un fantasma! È davvero qualcosa di inusuale. È quello che accade incredibilmente! Il fantasma viene scambiato per un personaggio vestito in modo eccentrico, per l’epoca in cui è ambientata la scena; un vestito carnevalesco o un qualcosa per una recita in costume storico!  Una giovane ragazza quasi casualmente depone una rosa presa da un mazzetto che ha tra le mani, in un asola del vestito del citato fantasma! La liberazione è irreversibilmente compiuta!

L’evento straordinario è servito!  A trarne una lezione di vita è il protagonista usuraio; ha avuto una addottrinamento per la sua esistenza; un monito per riflettere sulla sua condotta futile e per trarne le conseguenze; un insegnamento proveniente da una finestra aperta, momentaneamente, sull’aldilà. È pressappoco l’ultimo pensiero quando il protagonista ha tra le mani un libro particolare che è un tramite misterioso tra mondi paralleli! Un avanzare degli eventi che giustifica il titolo dell’opera! Quel libro ormai non ha più potere! Ma quel qualcosa che tramite esso ha saputo trasmettere e insegnare  è di portata decisamente  notevole! Devia gli eventi e gli animi dei personaggi scenici verso un corso impreveduto.

 

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