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Rassegna Festival Città di Saviano, in scena la compagnia “Ricomincio da tre” con “Olimpo Napoletano”: mitologia in chiave comica!

Saviano, 5 Febbraio – Stagione teatrale; in scena una compagnia, proveniente da San Giorgio a Cremano, “Ricomincio da tre” in “Olimpo Napoletano” per la regia di Raffaella Orefice; scenografie della Bottega Tudisco. Consenso ampio di pubblico per l’evento. Si tratta di una commedia, inserita nell’ambito della Rassegna Festival Città di Saviano. In scena ragazzi, diplomati e studenti, in materia teatrale, al teatro Totò di Napoli.

L’iniziativa culturale si deve al Comune di Saviano, Assessorato alla Cultura – Sport- Turismo – Teatro in collaborazione con l’Auditorium Teatro Saviano. La Rassegna è dedicata a Carmine Mensorio, un personaggio di rilievo, di origine savianese, della politica di alcuni anni fa. In platea, la presenza e dell’Assessore alla Cultura, Consigliere della città Metropolitana di Napoli, Francesco Iovino. Prima dello spettacolo vi è stato un momento di presentazione musicale da parte di Maria Luigia Esposito per un’introduzione alla rappresentazione teatrale; Una trama intrecciata da incredibili vicende e paradossali equivoci in famiglia: ogni elemento s’incastra in un impeto di situazioni; non è una famiglia come tante ma composta di antichi dei! “Olimpo Napoletano” è una commedia scritta da Francesco De Cenzo e Antonia Tudisco; in scena personaggi del mondo classico; una storia raccontata che deriva dalla passione per la mitologia; materia per gli appassionati di storia antica per studi e ricerche e, nel caso specifico, per una storia da raccontare scenicamente. Personaggi di grande attualizzazione; resi moderni.

I personaggi in scena rappresentano dei dell’antica Grecia ma lo scenario è partenopeo e i riferimenti alla modernità, che si vuole caratterizzano la nostra epoca, sono evidenti: l’uso della moneta dell’euro e i social, del telefonino cellulare e telefono.  Dei che hanno usi e costumi umani; paure, gioie, dolori, nevrosi.  La città di Napoli come sfondo; gli autori hanno inteso esporre caratteristiche  di alcuni degli dei più famosi della Mitologia Greca. Zeus padre degli dei con tanto di saetta da scagliare, che porta adagiata alla cintura; il fulmine sull’umanità disobbediente è interpretato da Francesco de Cenzo, neo diplomato al teatro Totò di Napoli.

Un personaggio celebre per le sue illecite avventure amorose che si ritroverà in un vortice d’ingombranti equivoci. La moglie, di nome Era, tutt’altro che sprovveduta non va tanto a genio la cosa! È interpretata dalla stessa Raffaella Orefice, Presidentessa della Compagnia, e inoltre regista. Sulla scena si propongono vari personaggi: alcuni sono interpretati da attori piccoli d’età; è il caso del messaggero degli dei e di Pollon, una ragazzina, si ricorderà protagonista del manga giapponese, dai riccioli biodi, da Bacco, dio del vino, in scena con un fisco di vino e vagamente ubbriaco, Eros, dio dell’amore, Ares, dio della guerra, Ade, dio degli inferi, e la Discordia interpretata da un personaggio maschile in abiti femminili, Mario Bracigliano, per meglio indicare la sua bruttezza morale.

In tale situazione assume un ruolo di primo piano Afrodite, dea della bellezza interpretata da Antonia Tudisco; in lei esiste, in genere in tutti i personaggi,  un modo di marcare, con l’ironia, il tema odierno del dilagarsi dei social. Coesiste in tale recitazione l’antico fantasioso di credenze di un mondo misterioso dell’umanità lontano secoli e l’epoca che, temporaneamente, attraversiamo. Il quadro completo degli attori che meritano citazione: Francesco Di Cenzo, Alessio Buonocore, Raffaella Orefice, Daniele Fiorentino, Mario Bracigliano, Carmela Russo, Giovanna Ciaramella, Mariarosaria Buonocore, Antonio Nocerino, Antonia Tudisco, Carmine Camardella, Rita Tramontano.

La trama parte da quando ricorre il diciottesimo compleanno di Eros.  Era scopre del tradimento di Zeus avvenuto in una festa in maschera. La ragazza imperscrutabile è Discordia, amica di Afrodite. Quest’ultima, per ovvi motivi, convince Discordia a mascherarsi di nuovo. In questa situazione è di scena Eros, che usa, in modo opportunistico, due pozioni magiche , quella dell’odio e quella dell’amore. Un puro scherzo, per divertimento senza pensare alle conseguenze eventuali. Quando decide di mescolarle entrambe le pozioni in una brocca d’acqua la vicenda assume connotati tali da deviare in un corso impreveduto la vicenda. Una miscela esplosiva tra due concetti distanti e in netta opposizione. Prende vita, ovviamente, una serie di incomprensibili casi.

Eros, giunge nell’epilogo  alla maturazione in seguito agli eventi; riceverà il noto, il magico celebre, arco con le frecce! Prima della chiusura del sipario una breve riflessione con voce fuori campo. La locandina dell’evento culturale ben introduce l’argomento trattato; si nota il vulcano Vesuvio e il celebre Eros su di un lato con tano d’immancabile arco e sull’altro il vulcano in eruzione; non erutta materiale piroclastico ma delle strane forme; a guardar bene sono delle sagome di cuori; un riferimento all’amore nella sua profonda essenza; Afrodite è il personaggio che assume un ruolo, determinane; è lei la dea della bellezza.

 La Venere quale emblema assoluto; Secondo una leggenda era nata dalla spuma del mare. Questa raffigurazione della divinità femminile è verosimilmente l’immagine pagana più bella tramandataci dall’antichità.

 

Antonio Romano

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