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Rassegna Festival Città di Saviano, In scena il gruppo teatrale locale, Teatr@arci. “Na santarella”: santarella sì ma non troppo!

Saviano 10 Aprile – Teatro Auditorium; consenso di pubblico e di critica. Secondo cartellone teatrale, in scena “Na santarella” di E. Scarpetta per la regia di Felice Falco; una proposta del gruppo teatrale locale, Teatr@arci. L’iniziativa della Rassegna, si deve al Comune di Saviano, Assessorato alla Cultura – Sport- Turismo – Teatro in collaborazione con l’Auditorium Teatro Saviano nell’ambito delle attività sociali. In platea era presente il Sindaco di Saviano, Carmine Sommese.

In scena un’opera datata 1889.Della  medesima c’è stata una trasposizione televisiva nel 1975. L’opera deriva dall’operetta di Meilhac e Millaud Mam’zelle Nitouche. L’autore, Scarpetta, con gli incassi realizzò un suo proposito; la costruzione di una villa al Vomero.  Il nome di questa villa: ovviamente è intuitivo: “La santarella. Con questa commedia, è da precisare, Scarpetta raggiunse il vertice della parabola di successo. La trama parte da un concetto scenico: Felice Sciosciammocca, personaggio, una maschera tipica di numerose commedie di Scarpetta, ha una doppia identità. Felice, suona musiche sacre come organista del convento delle Rondinelle; questo alla luce del sole; di notte, di nascosto, si reca a Napoli, sotto la falsa identità di “Arturo Maletti”.  Lì è conosciuto come autore di operette. L’ultima ha il titolo di “La figlia dell’imperatore”.

Il suo inconfessato segreto viene però scoperto da un’educanda troppo vivace di nome Nannina, la protagonista della vicenda detta santarella. Un soprannome non causale! La santarella, di indole adolescenziale, esibisce, specie con la superiora, Donna Rachele, un comportamento semplice e innocente ma caratterialmente è, certamente, tutt’altro! A dare una svolta al racconto scenico è la decisione dello zio di darla in sposa al tenente Eugenio Poretti. Di questa decisione l’educanda è tenuta per ragioni ovvie, quasi educative di opportunismo, all’oscuro. Le sarà comunicato solo che dovrà recarsi a Roma con Felice Sciosciammocca. Santarella, appassionata dell’operetta, che conosce a memoria nei più particolari passaggi, pensa di recarsi al Teatro del Fondo, dove è messa in scena “La figlia dell’imperatore”. Circa don Felice l’organista e la sua attività misteriosa, autore di operette: è simbolo di un segreto da tener ben celato; un’attività indecorosa secondo, le condizioni rigide conventuali e in un certo senso, forse, secondo la mentalità dell’epoca.

Nel secondo atto la scena dal luogo sacro del convento si trasforma nello spazio, ben definito, del retro del teatro! La prima donna dello spettacolo di nome Cesira, ingelosita dell’aspetto della santarella, del suo agire, cedendo ad un sospetto e morsa dal demone della gelosia, abbandona la scena nel pieno della rappresentazione! Un momento critico e lo spettacolo dovrebbe pur andare avanti! In un caos scenico, molto imbarazzante, si trova un rimedio! Quasi casualmente sarà sostituita proprio dalla santarella, da Nannina, di cui Eugenio Poretti fortuitamente s’innamora! Il tenente è ignaro, classico colpo di scena, che sia proprio la ragazza che le è stata promessa. Nannina, la santarella, era andata in quel teatro per assistere all’opera! Gli eventi la portano a essere parte integrante dell’opera stessa! Non una parte qualsiasi ma la diretta protagonista!

 Una strana combinazione porta questi due personaggi a sforare i canoni tradizionali; a infrangere le regole di un rapporto combinatorio con il seguire le proprie inclinazioni e sentimenti. Paradossalmente sono antagonisti di se stessi! E in tale contesto un paravento è di troppo; un accorgimento trovato, in precedenza, come rimedio parziale, perché in un luogo sacro come un convento, per alcune situazioni, non si poteva incontrarsi liberamente ma solo ascoltare la voce! Qualsiasi altra condizione sarebbe stata valutata in modo sconveniente specie per un giovane. Un solo personaggio faceva eccezione; un accesso privilegiato essendo il fratello della madre superiore; un ufficiale, di grado Maggiore, nemico giurato, pur senza conoscerlo personalmente, per una serie di coincidenze, di Arturo Maletti e della sua operetta.

 Ad ogni modo la scena termina, con una conclusione felice, in una promessa di matrimonio come già fin dall’inizio predeterminato! Meritano citazioni gli attori in scena: Enzo Mauro, Marieteresa De Stefano, Giovanni Falco, Giuseppe Aliperti, Antonio Romano, Maria Sangiovanni, Diamante Montagna, Giovanni Aliperti, Peppe Tufano, Michele Perretta, Mena Panarelli infine Angelo Riccardo.

 

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