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Quindici, Radio Star 2000: quando la voce di un territorio giunge Oltreoceano

Quindici, 2 Febbraio – Può una radio “libera” nata negli anni Ottanta conservare ancora oggi una propria cifra stilistica, riuscire a dar voce al territorio da cui irradia la sua musica e, allo stesso tempo, diventare sempre più social e moderna? La domanda nasce spontanea se pensiamo che l’emittente di cui stiamo parlando non solo trasmette da un piccolo paese del Vallo di Lauro, Quindici, ma ha una sua riconoscibilità in un’epoca sempre più global, ha un palinsesto rivolto a un target che va dai giovani ai meno giovani e ha tra i suoi programmi addirittura una rubrica di approfondimento a cura di un sacerdote, don Vito Cucca, parroco della chiesa di Santa Maria delle Grazie.

Naturalmente, se siamo qui a parlarvi di questa peculiare realtà radiofonica che ha salde radici nel passato e snodati rami protesi verso il futuro, la risposta alla nostra domanda iniziale non può che essere affermativa: sì, nel secondo ventennio del XXI secolo una radio locale può ancora essere competitiva e avere una propria identità. Stiamo parlando di Radio Star 2000, che da Quindici, in Irpinia, propaga la sua musica non solo nel Vallo di Lauro e nell’Agro nolano, ma, grazie al sito web, ben oltre le montagne, per la gioia di coloro che da anni, o da generazioni, abitano e lavorano molto lontano portando nel proprio cuore il paese d’origine.

Conversiamo con Michele Santaniello, uno dei fondatori di questa piccola grande star del mondo radiofonico e gli chiediamo di raccontarci quale sia la formula vincente di un team che, a distanza di trenta e più anni dalla prima trasmissione (ormai sono trentuno!), ha permesso a Radio Star 2000 di resistere ai cambiamenti e di evolversi senza perdere le sue caratteristiche. Non era scontato che accadesse, soprattutto se pensiamo che altre emittenti private (o libere, o locali, che dir si voglia) non hanno avuto la forza di competere con i network e che della stragrande maggioranza delle radio degli anni Settanta e Ottanta non resta che il ricordo, accompagnato da qualche bauletto di dischi in vinile conservati come cimeli e alcune fotografie in cui i nostalgici cercano di riconoscere gli elementi del vecchio staff.

“Siamo un gruppo di cinque amici affiatatissimi, quasi fratelli, direi, i quali, grazie all’immutato entusiasmo e alla collaborazione con giovani creativi e motivati, riescono a portare avanti quell’idea nata tanti anni fa -ci racconta Michele. Il gruppo iniziale era formato da più persone, tra cui alcuni imprenditori all’epoca meno giovani di noi, che sostenevano economicamente il progetto. Come spesso accade, a un certo punto le strade si sono divise. Io e gli attuali proprietari della radio non rinunciammo al nostro sogno e decidemmo di rimetterci in gioco. Erano gli anni Novanta e per continuare a trasmettere occorreva adeguarsi alla Legge Mammì, che metteva ordine nell’affollato mondo delle antenne locali. Quella però non era l’unica difficoltà: il percorso era in salita e bisognava capire se la nostra radio poteva farcela. Ci abbiamo creduto: abbiamo investito in attrezzature e siamo riusciti a trovare nuove idee e le necessarie risorse”. Trapela da queste parole la soddisfazione di aver portato avanti un progetto non facile da attuare, anche perché, nel frattempo, fatti di cronaca e calamità naturali hanno messo alla prova l’entusiasmo di chi vive in un territorio interno, che spesso fa parlare di sé più per le ombre che lo oscurano che per i raggi di sole che lo riscaldano.

“Perché Radio Star 2000? Pensavate già all’arrivo del Nuovo Millennio quando avete scelto il nome della radio?”, chiediamo al nostro interlocutore. Michele Santaniello ci rivela che la faccenda è più semplice di quanto crediamo: inizialmente si era pensato di tradurre il nome di Quindici in lingua inglese, ma il rischio sarebbe stato quello di incorrere in ambiguità tra Fifteen e fifty (cinquanta). Risolutiva la scelta finale: Radio Star 2000, un nome che ha portato fortuna. 

La forza del palinsesto dell’emittente sono gli amministratori, che condividono un progetto che amano da sempre, e poi una trentina di validi collaboratori, provenienti dal Vallo ma anche da località più distanti. I programmi live quotidiani sono numerosi, in onda ogni pomeriggio dal lunedì al venerdì e per tutto il giorno durante il weekend; naturalmente vi sono tanta buona musica, intrattenimento culturale e attenzione ai temi sociali. “Non ci chiudiamo nelle nostre quattro mura –spiega Michele- siamo un’associazione culturale oltre che un’emittente e per questo ci teniamo a collaborare con gli altri sodalizi del territorio, tra cui la Pro Loco e la parrocchia di Santa Maria delle Grazie, con l’Azione Cattolica. È così che diamo una mano alla promozione delle iniziative di Quindici e del Vallo di Lauro, come il Presepe Vivente e i Falò artistici in occasione della ricorrenza di Sant’Antonio Abate, manifestazioni che creano aggregazione e richiamano visitatori. Non è facile, considerando che spesso la comunità di Quindici è stata protagonista di fatti di cronaca che l’hanno isolata, ma abbiamo tante cose da raccontare: la nostra risorsa più grande è questa. Narriamo, per esempio la storia di Quindici, che affonda le sue radici in epoca paleocristiana, facciamo conoscere attraverso i social i nostri monumenti pieni di reperti archeologici e di opere d’arte. Abbiamo un “cicerone” d’eccezione, il giovanissimo Giuseppe, molto presente in radio, i cui video online sono stati condivisi dai social e hanno fatto registrare un numero altissimo di visualizzazioni. Parliamo di sport, nel programma di Federico Ferraro, di libri, con Nicola Le Donne, di imprenditoria e di meccanismi virtuosi, grazie a tutti gli altri nostri speakers. Ospitiamo in anteprima personalità del mondo della cultura, com’è accaduto poco tempo fa in occasione della visita del direttore del Conservatorio di San Pietro a Maiella, invitiamo esponenti del mondo politico, ai quali diamo l’opportunità di illustrare i loro programmi, ma anche di rispondere alle domande del pubblico. Nei giorni scorsi abbiamo avuto ai nostri microfoni il sindaco di Quindici, Eduardo Rubinaccio, che ha parlato di problemi attuali e prospettive future. Siamo dunque sempre vigili su quello che accade intorno a noi e alterniamo la musica e l’informazione. Lavoriamo con entusiasmo e passione, guardando al futuro”.

Radio Star 2000 è dunque una realtà genuina e propositiva. È un’emittente che nonostante la posizione geografica del paese da cui trasmette, incuneato nel lembo più interno del Vallo di Lauro, ai piedi del Pizzo d’Alvano, ha fatto del suo limite una peculiarità, riuscendo a poco a poco a superare le barriere geografiche e a raggiungere anche i suoi affezionati ascoltatori in Germania e in America, nelle lontane città dove risiedono migliaia di quindicesi che ancora tengono alle proprie radici. Un modo efficace per raccontare i cambiamenti, per svecchiare l’immagine cristallizzata di un’Italia pizza e mandolino che non sempre giova alla Campania.

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