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Professione Ingegnere Ambientale: il GAL “Vesuvio Verde” ospita il progetto del liceo scientifico di Terzigno

Seminari al Matt, incontri formativi promossi dall’Ente Parco Nazionale del Vesuvio e visita guidata all’impianto di biodigestione dei reflui zootecnici di Altavilla Silentina.

 

Terzigno, 3 Giugno – Dallo scorso anno, il Gal “Vesuvio Verde” ospita il progetto Professione ingegnere ambientale presentato dall’istituto superiore “Striano – Terzigno” nell’ambito dei Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, ex Alternanza Scuola – Lavoro.

Il gruppo di azione locale, di concerto con la responsabile del progetto e la tutor interna, le docenti Elvira Sbarra e Annamaria Franzese, ha contribuito ad arricchire il bagaglio esperienziale dei giovani allievi della IV A del liceo scientifico in materia di ambiente ed energia, proponendo un calendario di incontri formativi curati dall’ingegnere Mauro Simeone di Anea (Agenzia Napoletana Energia e Ambiente), in veste di tutor esterno.

Il progetto Professione ingegnere ambientale prevede il potenziamento della formazione scientifica dei discenti: promuove attività di educazione ambientale, di pianificazione e di ricerca. Favorisce, inoltre, l’applicazione di conoscenze teoriche alla risoluzione di problemi pratici.

L’obiettivo è avvicinare i giovani al territorio di appartenenza, suscitare l’interesse verso temi riguardanti l’ambiente, particolarmente sentiti nell’area vesuviana; sviluppare una mentalità critica e scientifica, nonché valorizzare vocazioni personali e stili di apprendimento individuali.

Il presidente del gruppo di azione locale “Vesuvio Verde”, il sindaco di Terzigno Francesco Ranieri, nel corso di un seminario tenuto al Matt, ha ricordato agli allievi dell’istituto superiore che “la salvaguardia del territorio rappresenta il primo obiettivo da perseguire”. Nel condividere l’atteggiamento propositivo dei liceali, ha intensificato il suo messaggio: “Credo fermamente nelle idee e nelle soluzioni partorite dalle nuove generazioni per un supporto concreto alla risoluzione di problematiche ormai note a tutti. Auguro agli studenti di appassionarsi al percorso accademico che sceglieranno dopo il liceo, soprattutto di trasformare la conoscenza teorica in un valido strumento di miglioramento del territorio. Questo progetto, indubbiamente, li spinge ad avvicinarsi ad una delle professioni attualmente più richieste nel panorama aziendale campano ed italiano, quella dell’ingegnere ambientale. Grazie agli incontri formativi programmati dal nostro Gal, potranno, anche il prossimo anno, continuare ad apprendere nozioni dettagliate dagli esperti del ramo e apprezzare le realtà imprenditoriali che operano nel pieno rispetto dell’ambiente”.

Nella stessa giornata, l’ingegnere Mauro Simeone ha tenuto un discorso efficace e diretto, incentrato sulla diffusione del fotovoltaico, sull’attività dell’Anea (l’ente senza fini di lucro che promuove l’uso razionale dell’energia, la diffusione delle fonti rinnovabili e la mobilità sostenibile), e sul PAES.

In tema di eccellenze imprenditoriali, l’ingegnere Simeone ha ritenuto doveroso fare visita, insieme agli studenti e alla docente Franzese, all’impianto di biodigestione dei reflui zootecnici di Altavilla Silentina, progettato e realizzato per tre allevamenti bufalini. Un impianto che produce energia elettrica (250 Kw/h), energia termica (acqua calda) e ottimo concime, senza alcuna emissione di CO2 nell’ambiente. Si tratta dell’unico tipo di impianto che, al termine del ciclo, grazie all’utilizzo di microorganismi, non produce residui inquinanti, ma un fertilizzante organico da utilizzare in agricoltura anche biologica

Sul posto, Giancarlo Cattaneo, ingegnere e responsabile legale dell’impianto di biodigestione di Altavilla Silentina, ha fornito interessanti informazioni e risposto ai quesiti degli studenti del quarto anno.

“La principale fonte di energia utilizzata dall’uomo è il petrolio: energia chimica che, bruciando, si converte in energia meccanica. Bruciare petrolio significa immettere nell’atmosfera CO2, causa principale del surriscaldamento del pianeta. Un eccesso di CO2 rende irrespirabile l’atmosfera e provoca gravi danni alla salute dell’uomo. Nella nostra azienda agricola abbiamo scelto la linea opposta: produciamo energia, cibo e fertilità salvaguardando l’ambiente e la salute. Coltiviamo i nostri terreni con concimi biologici ed organici evitando l’impiego dell’urea, un derivato del petrolio che, utilizzato sul terreno, evapora e produce protossido di azoto, che ha un effetto cinquanta volte più climalterante della CO2. Questo processo garantisce l’alta qualità dei foraggi cresciuti nell’area della nostra azienda agricola, successivamente colti e distribuiti negli allevamenti, destinati a diventare cibo per le bufale che producono latte biologico.

La nostra attività è di grande supporto agli allevatori della zona: preleviamo quotidianamente il refluo zootecnico, che normalmente fermenterebbe all’aperto e produrrebbe metano, ben trenta volte più climalterante della CO2. Il refluo viene trasportato al vicino digestore ed avviato a digestione anaerobica, quindi al chiuso e senza emissioni. Con la digestione anaerobica si produce biogas, che alimenta un motore a combustione interna, di cui si utilizza anche il gas di scarico e, quindi, senza alcuna immissione dannosa in atmosfera. Il digestato viene sterilizzato e deammonificato diventando un ottimo concime biologico ed organico capace di portare fertilità al suolo. Anche il calore prodotto viene utilizzato in teleriscaldamento sostituendo le caldaie che altrimenti immetterebbero CO2 in atmosfera.”

Maggio è stato un mese impegnativo per gli studenti della IV A: incontro con il presidente del Gal “Vesuvio Verde” e confronto con i tutor presso la sede operativa del gruppo di azione locale; visita all’impianto di biodigestione di Altavilla Silentina, convegno interattivo e visita al Cratere del Vesuvio nella Giornata Europea dei Parchi curata dall’Ente Parco Nazionale del Vesuvio. Tutte tappe essenziali del percorso di formazione di Professione Ingegnere Ambientale. I tutor dovranno valutare l’impegno degli allievi, la loro capacità di relazionarsi con i temi affrontati ed il grado di attenzione e sensibilità alle problematiche ambientali. Insieme alla responsabile del progetto e, sotto l’attenta supervisione del dirigente scolastico Rosario Cozzolino, programmano già nuove attività per l’ultimo anno del progetto.

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