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Primo Maggio a Marigliano con varie Tribù Metropolitane

A Marigliano è stato vissuto un colorato, suonato, cantato, ballato e dibattuto Primo Maggio a distesa fra la Ballata dei Gigli a Lausdomini e l’evento del Collettivo Utopia “1° Maggio Occhio all’Ingranaggio” con il Patrocinio del Comune di Marigliano presso l’ex Stazione Circumvesuviana trasformata da un gruppo di cultura alternativa giovanile in uno spazio pubblico recuperato all’uso comunitario con numerose iniziative culturali e di impegno civile.

Il Collettivo Utopia che a dicembre compie tre anni di attività ha ospitato nel Primo Maggio lo scrittore e filosofo, figlio del ’77 Bolognese, Franco Berardi detto Bifo,  ospite a Radio Plaza, con la presentazione del suo libro intitolato “Dopo il futuro – Dal futurismo al cyberpunk. L’esaurimento della modernità”, edito nel 2013 da DeriveApprodi. Il fondatore della rivista A/traverso espressione dell’ala “creativa” del movimento bolognese del 1977, autore di decine di libri sui movimenti e le trasformazioni del capitalismo. in quest’ultimo, scritto nel centenario del Manifesto futurista, e già pubblicato in inglese nel 2011, “racconta come si è evoluta la percezione del futuro nel corso del Ventesimo secolo. Come abbiamo immaginato il futuro, come l’hanno immaginato gli artisti, i poeti, i filosofi? E come lo immaginiamo oggi? Oggi possiamo vedere gli spazi lontani, ma il tempo lontano nessuno lo vede più. Qualcuno a un certo punto annunciò che il futuro era finito. Ma il futuro non finisce mai. Semplicemente non siamo più capaci di immaginarlo”.

Con il writer Walter Molli, già autore del grande murale che identifica la Stazione Utopia, con il felino migrante attraverso la sua arte fra mostre in gallerie italiane e street art a Lione in Francia. Nei suoi lavori si coglie “un’attenzione spasmodica per il dettaglio lascia lo spazio ad una pittura istintiva e materica, libera da schemi prefissati, legata sì romanticamente all’anatomia felina ma stravolta, dilaniata da un gesto che spazza via (quasi) tutto” come si legge dal suo sito web meritevole di visita http://www.waltermolli.com/portfolio/spectrvm/.

E nel fare il passeggio pendolare tra i due momenti festivi, quello centrale del Collettivo Utopia e quello periferico dei due Comitati dei Gigli “Vespucci” e “Magnifica” alimentati dall’apporto creativo della vicina realtà bruscianese, si costeggia il centro Culturale Islamico di Via Nicotera ed il Ponte di San Sebastiano con la statua del Martire, del 1913 ad opera dello scultore Domenico Di Pinto su commissione di un comitato cittadino, su uno tratti dei borbonici Regi Lagni oggi ricoperti.

Il sociologo Antonio Castaldo ha colto l’articolazione dell’evento mariglianese come “un esempio di storie e culture che si ricorrono, si confrontano e provano a  sperimentare una pacifica convivenza. Come nel sincretismo canoro espresso dal rap del debuttante duo “J Carletto e Abdellatif” Carlo Filippone di anni 18 e Abdellatif El Madkori 34 anni del laboratorio creativo dell’Associazione Nova Koinè, per una nuova musica, in doppia voce e tre lingue, italiano, napoletano e arabo, inneggiante all’integrazione fra le culture ed alla fraternità fra i popoli invocante libertà e reciproco rispetto delle diverse realtà umane, in apertura del lungo concerto del Primo Maggio a Marigliano concluso da Sandro Joyeux. E come nella Ballata dei Gigli dove un’antica tradizione veicola significati religiosi e di coesione sociale”.

  1. Carletto ha affermato: “Noi occidentali non dobbiamo essere di mentalità chiusa, ristretta nei loro confronti, Medio Oriente, Nord Africa. Siamo tutti esseri umani nati sulla stessa Terra, siamo una sola cultura una sola razza. No alle discriminazioni”.
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Sociologo e giornalista

“Pensare, Scrivere, Partecipare nella Libertà con Responsabilità”