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PICCOLO GRANDE EROE

Napoli, 22 Marzo – Chi frequenta il liceo classico (o vi si è diplomato) ricorderà a menadito i primi versi dei due celeberrimi poemi omerici, ossia l'”Iliade” e l’ “Odissea”: in questi ultimi sono narrati, rispettivamente, l’ultimo anno di un evento bellico particolarmente crudo  (combattutosi realmente, ma non certo per questioni d’infedeltà coniugale) ed il ritorno in patria di quell’ingegnoso guerriero che permise ai Greci di avere la meglio sull’esercito Troiano, simulando addirittura una resa.
Ma, se l’aedo Omero –  ispirato dalla musa Calliope – ci racconta le gesta di personaggi fantastici, talvolta di natura semidivina, quest’oggi ho intenzione di mettere in luce l’azione eroica compiuta da un fanciullo: costui, armatosi di coraggio e buona volontà, è riuscito a salvare più di cinquanta coetanei da una morte certa, permettendo loro di ricongiungersi sani e salvi alle famiglie. Questi ragazzini, una volta terminata l’attività sportiva, s’erano imbarcati sul bus che avrebbe dovuto riportarli a scuola; ma nessuno era al corrente che alla guida di quel veicolo v’era una bestia, assetata di sangue umano, pronta a toglier loro la vita.
Nel bel mezzo della corsa, il perverso autista di origini Senegalesi ha avuto la brillante idea di dirottare il pullman verso l’aeroporto internazionale “Enrico Forlanini” (o di Linate, dal nome della località in cui sorge), fermandolo nel bel mezzo della via per prendere in ostaggio gli innocenti alunni: questi ultimi, a parer suo, costituivano il prezzo della vendetta per la morte, in mare, di alcuni suoi connazionali. Senza alcun indugio, egli ha tirato fuori alcune taniche di benzina per versarne il contenuto nel corridoio del mezzo; dopodiché, al fine di portare a termine la sua crudele azione, ha legato le vittime ai sedili da esse occupati, avendo cura di requisire il telefono cellulare ad ognuna di esse.
Questo efferato assassino, tuttavia, non è riuscito ad avvedersi tempestivamente che il giovane Ramì, riuscitosi nel frattempo a liberare dalle corde, era stato abile a recuperare il proprio dispositivo mobile per avvertire le Forze dell’Ordine. La vettura, oramai, era in preda alle fiamme: i piccoli passeggeri parevano, ormai, spacciati; ma…..dopo pochi secondi sono accorsi i Carabinieri, che, non senza difficoltà, hanno tratto in arresto il conducente, salvando così Ramì e compagni.
Cari Lettori, questo episodio mi ha insegnato a comprendere ancor di più che aver paura è normalissimo; ma, come già rimarcato in altre riflessioni, il cervello dev’esser sempre attivo, sì da poter mantenere il self control: Ramì ha insegnato a ciascuno di noi che non bisogna mai capitolare, neanche quando ci si trova di fronte ad un individuo intenzionato a farci fuori.
Se Ulisse ha usato il suo ingegno per dare alle fiamme la città di Troia, Ramì se n’è servito per salvare le penne ai propri compagni, dimostrando di avere un carattere da vero eroe: per questo lo ringrazio vivamente, e chiedo alle Istituzioni di accelerare i tempi per concedergli la meritatissima cittadinanza.  Questo sì che è un Italiano vero!
Adriano Spagnuolo Vigorita
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