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PET-THERAPY alla Casa di Cura ‘Santa Maria del Pozzo’: parlano i dottori che hanno ideato l’approccio relazionale con gli animali

Somma Vesuviana, 21 Settembre – Oggi viene sempre più utilizzata, per la cura dei bambini affetti da particolari patologie, la cosiddetta “Pet-Therapy”, che in tempi moderni viene definita come un “intervento assistito con gli animali”. A spiegarci le proprietà e i vantaggi sono il dottor Angelo Esposito e la dottoressa Tiziana D’Onofrio, marito e moglie, entrambi neuropsicomotricisti dell’età evolutiva e in servizio presso la Casa di Cura “Santa Maria del Pozzo” di Somma Vesuviana.

Qui prende forma una vera e propria ‘fiction a puntate’, con il ruolo di attori che viene interpretato dai bambini e da cani addestrati per prendersene cura, che i genitori (e telespettatori) seguono con interesse per poter mettere in pratica anche nelle quattro mura di casa tutto ciò a cui assistono. A Somma Vesuviana, tra i protagonisti di questa fantastica comunione di sentimenti il cane sociale, di razza San Bernardo.

 

Cosa si intende per “Intervento assistito con gli animali”, testimoniandolo attraverso le tecniche acquisite durante gli anni, quali i miglioramenti riscontrati?

«Si tratta – ci spiegano i dottori Esposito e D’Onofrio – di un intervento dolce, che stabilisce armonia tra il bambino e ciò che lo circonda, apportando notevoli benefici mediante il rapporto con un ‘amico speciale’, in questo caso il cane, con un unico obiettivo: migliorare la qualità di vita e, nel contempo, rivalutare il rapporto uomo-animale».

Perché è stato scelto proprio il San Bernardo, come cane sociale?

«Ho scelto il San Bernardo – spiega con orgoglio e soddisfatto il dottor Esposito – perché nell’inconscio collettivo è il cane dei bambini per eccellenza, lo ritroviamo anche nei cartoni animati, come quello di “Heidi” e poi anche perché ha delle forme tondeggianti, ha dei colori molto vivi, cosa molto importante. Ha uno sguardo frontale, rispetto al pastore tedesco – che ha gli occhi spostati lateralmente, perché possiede l’istinto predatorio – per cui il cane San Berbardo si avvicina di più allo sguardo umano, è nobile e dolce. Inoltre, riesce a camminare tra la neve, non chiudendo i suoi occhi romboidali, che servono appunto per sciogliere la neve automaticamente con il suo contatto. Nella pratica terapeutica lavora come supporto nella cura delle patologie psichiatriche, di deficit sul piano sensoriale. Di conseguenza, si ritrova benissimo a contatto con quei bambini che soffrono di problemi sia sul piano comportamentale che su quello motorio. Il bambino può avere degli approcci non adeguati, perché non ha un corretto controllo motorio, per cui abbracciare o toccare il cane in una maniera più intensa, riesce ad essere di maggiore sopporto nella sua cura».

 

Secondo Esposito, tutti i cani vanno bene, anche i meticci, ma devono sottoporsi ad un corso di formazione, dopodiché devono superare un esame, da sostenere dopo aver compiuto un anno di vita ed è allora che si attesta l’idoneità dell’animale. Chiediamo al dottore: ci sono momenti di sconforto, quando il bambino non risponde alla cura? E come si affrontano?

«Quando ti trovi davanti a delle patologie e situazioni, dove non sai cosa fare, per il terapista è una grande frustrazione e una grande sconfitta, quindi trovare strategie alternative e metodiche nuove che possono aiutare quel bambino, è di fondamentale importanza».

 

Ci spiega ancora Esposito: «Avendo avuto da sempre la passione per il mondo rurale, per il mondo degli animali e mondo cinofilo, ho pensato che per oltrepassare il muro delle difficoltà era saggio ricorrere a quello che mi è più caro: il cane. Dai risultati che stiamo ottenendo la gratificazione è tanta quando ti accorgi che ci sei riuscito. Da 12 anni lavoriamo insieme, io e mia moglie, in questo settore. In tutta Italia, siamo riconosciuti come Angelo e Tiziana, come la parte buona e bella del San Bernardo. Sempre presenti per assicurare ai nostri pazienti, al di là del discorso economico, un sorriso. E quello di un bambino vale molto di più, è la ricompensa più bella».

 

Esposito e D’Onofrio investono tanto del loro tempo e dei loro stessi soldi in quest’opera.

«Talvolta andiamo in difficoltà economica perché mantenere otto cani, curarli, gestirli e prepararli al meglio, significa impiegare tanto tempo, ma anche tante risorse finanziarie. Ma proseguiamo il nostro percorso, convinti che quanto fatto e proposto sia di aiuto e possa rappresentare una svolta evolutiva per i più giovani».

Per chi volesse saperne di più, basta recarsi presso la struttura della Casa di Cura “Santa Maria del Pozzo” di Somma Vesuviana, per affrontare un dialogo d’approccio e indirizzare il paziente verso la giusta cura per la sua patologia

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Vivo in un piccolo paese di provincia. Amo la natura, andare a cavallo e adoro suonare il pianoforte. Mi piace mettermi in gioco. Amo la vita e viverla per quanto mi è possibile. Il rispetto, per me, vale più di qualsiasi altra forma di sopravvivenza. La mia citazione preferita?