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Palma Campania, un corso intensivo d’italiano per bambini stranieri

Palma Campania, 29 Giugno –  Si è concluso il primo ciclo di lezioni di potenziamento di lingua italiana che il Movimento Civico VIVA, in collaborazione con l’Istituto Comprensivo Antonio De Curtis, ha organizzato per i bambini di etnia bengalese iscritti alle classi della scuola primaria e secondaria. La ripresa del corso è prevista per l’inizio di settembre, prima dell’avvio del nuovo anno scolastico. Il progetto di alfabetizzazione è stato fortemente voluto dall’associazione VIVA, convinta che quest’iniziativa rappresenti un valido supporto al processo d’integrazione dei bambini stranieri nel tessuto sociale palmese.

Gli alunni bengalesi che frequentano l’Istituto Comprensivo De Curtis sono circa centocinquanta; di essi non tutti riescono a comprendere e a parlare la lingua italiana. Per questo VIVA ha strutturato due cicli di lezioni dedicate esclusivamente a loro, per farli sentire accolti, per fornire loro strumenti utili all’apprendimento e per incoraggiarli nel percorso d’integrazione. Oltre ai volontari di VIVA in aula con gli allievi ci sono stati alcuni insegnanti della De Curtis, che hanno messo a disposizione del gruppo la propria esperienza. Prezioso, inoltre, è stato l’apporto dei volontari della Comunità Missionaria di Villaregia, che da diverso tempo ormai si occupa di percorsi pastorali che migliorano le condizioni di vita di chi versa in condizioni di svantaggio socio-economico, linguistico e culturale.

“Con quest’iniziativa VIVA ha voluto tendere una mano ai bambini bengalesi”, ci ha spiegato il presidente dell’associazione, l’avv. Filippo Carrella. “La convivenza non può prescindere dalla conoscenza e dal rispetto delle regole, che vanno decodificate. Il progetto di VIVA, come immaginavamo, ha diviso l’opinione pubblica palmese, insofferente nei confronti dell’alto numero di immigrati presenti sul territorio, a prescindere dal loro grado di integrazione. Ma la cultura non ha colore e non discrimina; soprattutto non bisogna dimenticare che la legge italiana riconosce ai minori stranieri, anche privi di permesso di soggiorno, il diritto all’istruzione scolastica: per questo VIVA desidera che nei confronti dei bambini prevalga la linea della tutela”.

Il progetto di VIVA si aggiunge a quello per gli adulti, che la Comunità Missionaria di Villaregia cura già dal 2016 presso i locali della parrocchia del Santissimo Rosario e Corpo di Cristo, di cui è parroco don Mimmo Cirillo. In due anni il numero degli iscritti è salito a oltre cento, di cui molti sono nuclei familiari con bambini. Abbiamo chiesto a Maria Rosaria Cirella e Fiore Sepe, volontari della Comunità di Villaregia, di raccontarci qualcosa di questa loro esperienza di insegnanti per stranieri. È un compito impegnativo, ma allo stesso tempo coinvolgente”, ci spiega Fiore. “Siamo partiti con circa sessanta allievi, che sono praticamente raddoppiati dopo un anno. Il dato è significativo e indica che le comunità di indiani e pakistani presenti a Palma hanno compreso quanto sia importante conoscere la nostra lingua, ma anche gli usi e i costumi, per percorrere la via dell’integrazione. È un cammino arduo, richiesto e preteso dagli italiani, dai palmesi nel nostro caso. Ai più, però, sfugge una cosa fondamentale, cioè che la lingua, gli usi e i costumi, se non decodificati, rappresentano un grande ostacolo, che genera diffidenza e anche ostilità”.

Per Maria Rosaria l’esperienza di volontariato è arricchimento interiore reciproco: “Dare una mano agli immigrati significa mettersi in gioco in prima persona, con professionalità, disponibilità, umiltà e umanità.  Basta iniziare, poi si avverte il bisogno di conoscere l’altro, con la sua visione culturale e religiosa. Nei racconti dei migranti ci sono le storie personali, le vicende e le sofferenze patite. C’è lo strazio del viaggio (che spesso include le fatidiche tappe di cui parlano i mass media, ossia il passaggio forzato in terra libica), c’è l’approdo in Italia, che rappresenta la speranza e l’aspettativa di vedersi riconosciuti finalmente nella propria dignità di uomini. C’è la sofferenza per l’indifferenza della popolazione locale, che si trasforma, in molti casi, in disprezzo. C’è infine la solitudine di chi ha lasciato i propri affetti, o un figlio appena venuto alla luce”.

La conoscenza, la condivisione, la comprensione sono dunque alla base della solidarietà. Ed è la solidarietà che ha spinto VIVA a proporre la propria collaborazione all’Istituto Comprensivo Antonio De Curtis, aggiungendo il corso di alfabetizzazione all’offerta formativa della scuola.

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