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Palma Campania saluta l’arrivo di Pasquale Trabucco a Capo Passero

Palma Campania, 8 Luglio – In viaggio a piedi da Bolzano alla Sicilia, Pasquale Trabucco è arrivato oggi alla meta: Portopalo di Capo Passero (Siracusa), accolto e festeggiato da quanto lo attendevano. Il 22 giugno scorso, in transito per la nostra regione, Pasquale aveva fatto tappa a Palma Campania, dove era rimasto a dormire per una sera. Pasquale Trabucco è l’uomo che ha attraversato l’Italia a piedi da Nord a Sud in meno di due mesi. Cinquantotto anni, romano, fisico asciutto, 1,67 di altezza, zaino in spalla, il tenace camminatore è un militare in congedo che il 22 maggio è partito da Bolzano alla volta di Portopalo. Dall’estremo Nord all’estremo Sud della Penisola, un lungo cammino.

La sua impresa è perfettamente riuscita: Pasquale ha camminato dal Trentino alla Sicilia, percorrendo circa 1750 chilometri e sostando in quarantatré comuni. Ma non chiamatelo eroe perché Pasquale desidera essere considerato semplicemente un militare, un soldato immaginario che con questa iniziativa ha reso omaggio alla fatica e ai sacrifici degli avi di tutti noi italiani, di quegli antenati semidimenticati che parteciparono alla Grande Guerra lasciando le loro famiglie e le loro case per servire la Patria.

Quello di Pasquale non è stato un viaggio di piacere, anche se è stato un cammino denso di emozioni, e non è stato nemmeno un’impresa sportiva, bensì la realizzazione di un sogno fatto sette anni fa, di un ideale in cui credere: percorrere l’Italia a piedi, nel 2018, a cento anni dalla conclusione della Grande Guerra. Dopo un’accurata preparazione fisica (Pasquale non si è allenato soltanto a camminare fino a venti chilometri ogni giorno, ma ha anche fatto scendere il suo peso al di sotto dei sessanta chili, seguendo una tabella compilata in base a studi scientifici e osservando una dieta), il sogno è finalmente diventato realtà. La partenza a fine maggio, poi un paese dopo l’altro. Le tappe sono state rappresentate dal monumento ai caduti presente in ciascun paese di arrivo, da Bolzano a Capo Passero. Ogni giorno Pasquale ha percorso circa quaranta chilometri, senza scoraggiarsi, il doppio dei chilometri dell’allenamento, volutamente. Ogni volta ha indossato una maglietta diversa, verde, bianca, o rossa, come i colori della bandiera italiana che il soldato Trabucco ha portato con sé, “il Tricolore” dove i sindaci dei paesi ospitanti hanno apposto la loro firma e a data.

Abbiamo parlato con Pasquale Trabucco al telefono, qualche giorno fa, quando, lasciate ormai la Campania e attraversate anche la Basilicata e gran parte della Calabria, si apprestava a raggiungere a Sicilia. Si trovava a Vibo Valentia, in Calabria, lungo la strada provinciale. Ci ha chiesto di pensare a lui come a un soldato e non un atleta, anche se è un abile paracadutista e un bravo nuotatore. Ci ha raccontato diversi aneddoti del suo viaggio. Mentre parlava al telefono ha dovuto evitare un’auto in corsa: ricorderà il suo cammino anche per questo, per i chilometri di asfalto caldo, per i pericoli scampati, ma anche per la simpatia delle persone incontrate e per la disponibilità di tutti, soprattutto di coloro che l’hanno accolto e ospitato. A una signora che gli ha chiesto indicazioni stradali ha risposto con un sorprendente “Non sono di qui, sono partito da Bolzano”. Pasquale non ha mai perso il suo entusiasmo, nonostante qualche momento di stanchezza e un problema al piede e nonostante i capricci del clima di giugno, che ha alternato i temporali alla canicola estiva.

Pasquale ci ha raccontato che prima di iniziare il suo cammino ha preso il treno a Roma, salutando familiari e amici, ripetendo il gesto delle migliaia di soldati in partenza per il fronte all’epoca della Prima Guerra Mondiale. Ogni giornata di cammino è stata all’insegna della novità, della scoperta dei paesaggi che cambiano, delle differenze ambientali e culturali dell’Italia, una Patria capace di riunire sotto il suo nome luoghi, genti e stili di vita diversi dal Nord al Sud. Il viaggio di Trabucco era stato pianificato segnando i paesi dove sostare, in base alle distanze giornaliere da percorrere e stilando una lista di luoghi possibili dove fermarsi a mangiare e riposare. “Ovunque io sia giunto ho trovato amici e simpatizzanti. Purtroppo è difficile ricordare con precisione nomi e volti, ma ho scattato e ricevuto tante fotografie in questo mio cammino, per cui dopo, con calma, riordinerò tutto e ricorderò anche dettagli”, ci ha detto durante la nostra intervista. “Ricorderò sempre che ho potuto contare su tante persone, tra cui amici e colleghi militari, con i quali ho condiviso anche alcuni tratti di percorso oltre all’accoglienza”.

La Campania ha avuto l’onore di ospitare Pasquale nei comuni di Mignano Monte Lungo, Capua, Palma Campania, Pontecagnano Faiano, Postiglione, Sala Consilina. A Palma Campania la meta è stata il monumento al Milite Ignoto sito in via Municipio, realizzato dallo scultore Gaspare Bisceglia nel 1923 e collocato nel giardino che si trova nei pressi del palazzo municipale. Ad aspettare il soldato Trabucco c’era il sindaco Nello Donnarumma con la neoeletta amministrazione comunale. La firma del Tricolore è avvenuta nella stanza del sindaco. Presente anche il prof. Filippo Rainone, professionista esperto, che ha aiutato il soldato Pasquale a curare con successo un problema al piede.

La marcia di Trabucco è poi ripresa alla volta della Basilicata e della Calabria, infine della Sicilia. Per prudenza Pasquale non ha voluto attraversare a nuoto lo Stretto di Messina, anche se gli sarebbe piaciuto farlo; l’impresa in realtà era stata già tentata in passato, durante un evento sportivo, ma quella volta Pasquale aveva dovuto rinunciare a causa di un problema fisico causato dalla bassa temperatura dell’acqua sulla sua muscolatura in movimento. Stavolta l’importante era portare il Tricolore da Bolzano a Capo Passero e non era il caso di rischiare di rallentare o di fermarsi. E così è stato, con la costanza e la tenacia, ma anche con il sostegno dei fans che l’hanno seguito su facebook e grazie alla stampa, l’obiettivo è stato raggiunto, tra l’emozione e la nostalgia immediata di un’impresa indimenticabile.

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Nata a Napoli, lavora nel settore dei beni culturali e della comunicazione. Ha scelto di non lasciare il Sud perché ritiene che esso abbia ancora tante cose belle da raccontare”.