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Palma Campania, museo a cielo aperto: l’opera d’arte di Jorit

Palma Campania, 25 Aprile – Jorit è il nome che affettuosamente pronunciano i palmesi dall’inizio di aprile, è colui che ha realizzato un murale a Palma Campania in via Circumvallazione, la strada che va da Nola a Sarno e viceversa.

Nel viale Giacomo D’Antonio si erge il museo a cielo aperto. Sulla facciata dell’edificio a quattro piani è in mostra l’opera d’arte di Jorit, maestosa, imponente e carezzevole. È un invito a riflettere sulla condizione dei diritti umani, sulla discriminazione e sfruttamento dell’uomo. Non a caso, Jorit ha scelto per la sua Street Art due volti emblematici che toccano il cuore. Lasciato libero per la commissione dal primo cittadino Nello Donnarumma, l’artista iper-realistico ha realizzato con centinaia di bombolette spray, dalla tecnica impeccabile, il volto del carismatico presidente Thomas Isidore Noël Sankara, del Burkina Faso, che si è battuto per gli ideali di uguaglianza e umanità, ucciso nel 1987.

L’altro volto dall’occhio lucido e fiero è Kukaa, il migrante del Mali, morto tra l’indifferenza umana, nelle acque del Mediterraneo con la pagella cucita in tasca e un sogno che non si è mai avverato: avere un’opportunità per la vita. Il ragazzo dal murale parla alla gente: “date dignità a quelli come me che sognano un lavoro, una vita dignitosa, un mondo migliore”. Le due inconfondibili strisce rosse sui volti caratterizzano la sua pittura, retaggio della pratica africana della scarnificazione, e simbolo dell’unità sociale della tribù rispetto egli egoismi del singolo. Tutti i suoi murales presentano sul sottofondo delle frasi o parole che danno un senso all’opera, come quella svelata e poi ricoperta sulla Circumvallazione palmese. Una citazione legata al rivoluzionario martire palmese Vincenzo Russo.

Jorit Agoch, è l’artista napoletano, dall’animo nobile, il ragazzo di periferia che ha vissuto un’adolescenza con compagni d’avventura, imbrattando muri e treni di graffiti con bombolette spray, esprimeva il suo linguaggio dallo spirito libero e di protesta osservando le sopraffazioni dalla vita circostante; trascorreva ore nella sua camera a sognare con i moti del cuore.

Cosa rappresenta l’arte per Jorit? “Preferivo esprimermi per immagini e con libertà di pensiero. Durante il mio percorso artistico sono stato guidato da bravi maestri che hanno compreso la mia indole e ho ripreso a studiare ed è stato importante e utile per la mia formazione artistica. Il pittore realista ha più di chiunque altro un rapporto molto più forte con la realtà visiva, quella che mi accompagna ogni giorno. Mia madre, olandese, è venuta a vivere a Napoli, per amore, ha appoggiato la mia espressione artistica; lei, che come mia zia hanno la vena artistica, quella che sicuramente ho ereditato un po’ da loro”. Gli brillano gli occhi quando parla della madre, c’è una sottile intesa e un legame forte tra i due.

Jorit è una giovane personalità vissuta, frutto delle sue radici, della sua città di origine e dei suoi viaggi mai banali: l’Africa l’ha segnato nel profondo, ci è tornato sette volte per vivere con gli affranti e gli afflitti dalla miseria. Il messaggio delle sue opere gigantografiche dipinte su facciate di edifici comunali o popolari con l’intento di riqualificare esteticamente aree di periferia, trasmettono sentimenti di amore per il prossimo, sono un monito a far del bene, promuovono sentimenti di fratellanza, affermano il diritto a restare nella propria terra. Jorit è il giovane artista sulla scena internazionale, non ancora trentenne, dal viso pulito e cordiale, con un cuore prorompente per un’arte che è messaggio umanitario. C’è stato un pellegrinaggio durante il suo lavoro, tanti i ragazzi che gli facevano compagnia con il naso all’insù, aspettando che il nuovo idolo scendesse dal ponteggio per una stretta di mano, una foto. Bambini, ragazzi, giovani e non, fotografi, tutti sono stati accontentati.

Ha conversato, fatto amicizia, ha risposto alle interviste dei ragazzi delle terze della scuola secondaria di primo grado A. De Curtis; ha dedicato tempo ai tanti docenti, alla prof. Isabella Gaudino, Maria Teresa Parisi, Antonella De Nicola: “la cultura è ciò che più conta” e “vi esorto a coltivare le vostre passioni”, il leitmotiv delle sue risposte. Ha incontrato inoltre i giovani delle associazioni locali, i ragazzi del Centro polifunzionale diurno per minori “Il Casale”, e quelli del Centro per disabili “Peter Pan”, con i rispettivi assistenti. Presente anche l’amministrazione comunale nella persona dell’avvocato Mimmo Rainone, Assessore alle Politiche Sociali.

Tra i tanti, il richiamo di Jorit ha portato nel nostro paese, anche Enzo Allegri, antropologo, docente universitario della Federico II. Questo è Jorit, l’artista che ha incantato Palma Campania, di cui tutti hanno respirato l’odore della sua pittura e quello del suo pensiero. Jorit, che ha impresso nell’occhio sinistro di Sankara il nome dell’amata professoressa Marilena Nappi, che ha sempre difeso il valore dell’amore per la propria terra e la sua comunità, quella stessa comunità che oggi grazie a Jorit le dà il sentito tributo.

Grazie Jorit per la tua felicità nell’aver incontrato Palma, quella Palma che ti ha coccolato e benvoluto.

È già in allestimento un’altra opera sulla facciata di una palazzina a Cava dei Tirreni, con il ritratto di Sabato Martinelli Castaldi, partigiano cavese trucidato alle Fosse Ardeatine… A maggio sarà nella Terra di Giordania. Buon lavoro Jorit.

 

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