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Palma Campania, I Giovani di Vico “In Vico Veritas”

Palma Campania, 23 luglio – A Vico, frazione di Palma Campania, a circa 150 metri sul livello del mare, ridente borgo di 602 anime, distante dal centro cittadino un chilometro, fervono i preparativi per la festa paesana, organizzata dai Giovani di Vico, denominata “In Vico Veritas”. Capeggiati dal presidente dell’associazione, Vittorio Lauri, una moltitudine di persone opera per la realizzazione dell’evento. Il primo settembre 2018 al borgo di Vico di Palma, per la sesta edizione, sarà tutto un pullulare di ospiti di paesi viciniori e non, che ogni anno accorrono sempre più numerosi.

Vico è in festa: i percorsi allestiti da postazioni esporranno sui banchi attrezzati a cucina, a esposizione, a vendita, prodotti appena cotti. Tutto va a ruba. Ad iniziare dalla postazione di “Donna Catarina” co’ ‘ntrattien: o’ cuopp fritt dove le mitiche signore vicaiole Annamaria, Angela, Teresa, Barbara, Rosetta, Rosa, Gerardina e Viola, con mani esperte realizzano fritturine di polpette di melenzane, polpette speziate, pizzette di fiori di zucca.

La passeggiata prosegue con la sosta “Addo’ Sciavone”. Eva, Carmelina, Michelina, Giovanna e Franco fanno deliziare il palato con bruschette di pomodorini e mozzarella. A seguire la fontanella che sgorga attende i buongustai con getti di vino locale per riempire i bicchieri che Mario ed Agostino appagati come Bacco, porgono a ritmo frenetico.

Al vicoletto SopraVico “Addo’ Giuseppina” non può mancare a’ tradizione: O’ suffritt’ di Biagio il macellaio, che si gusta con pane casereccio e un buon bicchiere di vino prelibato da uve saporose dei poggi della borgata.

Si prosegue per via Casciarilla, vicolo stretto ed in pendenza, caratteristico per il panorama che la vista abbraccia in lontananza con la chiesa dei SS. Medici Cosma e Damiano di Carbonara, fino ad arrivare a Liveri con il maestoso santuario della Madonna a Parete (dalla scalinata celebre); le luci della notte rendono la vista sbalorditiva.

Ci si sofferma “Addo’ e Scarpar Acal’ ‘a past: spaghetti co’ a’ nucella ‘e S. Giovanni”. Nessuno passa oltre e Annamaria, Maria, Biondina, Antonietta, Celeste fanno rivivere la degustazione di antichi sapori e l’atmosfera allieta i cuori. Addo’ Scala Rosa ‘o cuopp e patatine nostrane sono la gioia di grandi e piccini. Lo sanno bene Lucia, Autilia, Angelina che hanno un bel da fare per accontentare tutti nell’attesa della fila.

Miezz’ Palmina nessuno va oltre, c’è ‘a Chianca: A’ carn’ arrustut’. Biagino, Assuntina, Giusy arrostiscono salsicce e pancetta di maiale che a gustarne solo l’odore sbornia il palato.

Addo’ ‘a Marinara o dolce co’ a frutt’: torrone, torroncini, fatto nella pentola di rame della nonna per rievocare tradizioni e amore. Le torte di noci, le chiacchiere, i biscotti: quale delizia i dolci di Maria, Lina, Enrica, Angelina, Antonietta! E una fetta di anguria offerta dall’associazione conclude il percorso della passeggiata tra vicoli e vicoletti suggestivi, dove ci si estasia per l’allestimento di ingressi a portoni, cantine, cortili con esposizione di oggetti di arte e antichi mestieri.

Filastrocche e aneddoti dedicati al Dio Bacco, scritti da coloro che hanno voluto partecipare alla richiesta dell’Associazione, si potranno leggere lungo i percorsi, attaccati al muro.

Non mancherà l’esposizione dell’arte di Grallo (al secolo Silvio Gragnaniello), professore in pensione e pittore di Vico, la sua arte è espressione di sentimento agreste.

Vico è magia di antiche tradizioni che i Giovani di Vico in “Vico Veritas” vogliono far rivivere per tenere alta la suggestione dei loro antenati attaccati alla terra, che un tempo erano felici quando tornando dal lavoro si sedevano attorno al desco con l’intera famiglia. Consumavano pasti semplici, genuini, il tutto condito con la freschezza delle chiacchiere e l’aiuto reciproco dei paesani.

Questo i Giovani di Vico promuovono: i valori del vecchio borgo “Suggestioni, colori, suoni, sapori”. Artisti ed artigiani come nelle passate edizioni espongono i loro manufatti lungo il percorso della passeggiata e i vicaioli allestiranno balconi, finestre, portoni con addobbi creativi. I migliori tre saranno premiati a simbolo di vigorosa collaborazione a che l’evento sia eccezionale.

Ad allietare la serata non mancheranno rinomati gruppi musicali che coinvolgeranno i presenti nelle postazioni assegnate con le loro performance di musiche della tradizione popolare.

L’Uomo orchestra interpretato da Michele Rosica, musicista e cantante Blues, animato da viva umanità gira con un armamentario di strumenti che suona contemporaneamente.

Zì Riccardo e le Donne della Tammorra coinvolge con la musica popolare ed è un invito a cantare e ballare insieme sulle tammurrate, pizziche e tarantelle. A’ “Paranza do tramuntan” rappresenta la musica popolare dei tramonti legata alle radici.

Ars Nova di Napoli, è un gruppo convinto dell’importanza dell’arte di strada come nesso di condivisione della cultura popolare di musica e storia.

Gerardo Amarante e Spaccapaese prediligono la tammurriata, una delle più sensuali forme di ballo popolare che per una serata inoltrata insieme al canto rendono la folla della nostra terra veramente affrancata di credere nella libertà di godere. Quant’è bella giovinezza, che si fugge tuttavia! Chi vuol esser lieto sia: di doman non c’è certezza. … Ciascun apra ben gli orecchi, di doman nessuno si paschi; oggi siam, giovani e vecchi, lieti ognun, femmine e maschi; ogni tristo pensier caschi: facciam festa tuttavia. Chi vuol essere lieto, sia: di doman non c’è certezza.

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di Palma Campania. Insegnante. Ama il suo lavoro svisceratamente.
Scrive per diletto.

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