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Palma Campania, al via il Premio Corti Cultural Classic: riconoscimento internazionale al cinema corto

Sabato 1 giugno Palazzo Aragonese. La cerimonia di premiazione della IX Edizione prende il via alle ore 19.30

 

Palma Campania, 26 Maggio – Un prestigioso riconoscimento internazionale dedicato al cinema giovane:  sabato primo giugno, nelle affascinanti atmosfere del Palazzo Aragonese, prende il via la IX Edizione del Premio Corti Cultural Classic, promosso dal Comune di Palma Campania e dall’Associazione Napoli Cultural Classic, diretto dal regista Massimo Andrei, con la direzione tecnica dell’evento affidata a Lorenzo Maffia.

A condurre la manifestazione, gli attori Gigliola De Feo, Roberto Olivieri, Glauco Rampone. La prestigiosa kermesse è stata ideata dall’Associazione Napoli Cultural Classic, avvalendosi, inoltre, della partnership delle associazioni culturali del territorio.

Senza dubbio un lavoro di grande qualità, un enorme patrimonio culturale, voluto dall’Assessore alla Cultura Elvira Franzese. “L’amministrazione Donnarumma – afferma l’assessore  Franzese – ripropone questo premio  con una precisa nota aggiuntiva: far crescere una manifestazione di assoluta qualità culturale. Sarà certamente un appuntamento imperdibile per l’intera città di Palma Campania, grazie anche all’aiuto di due eccellenze del settore, come Massimo Andrei e Lorenzo Maffia. A questo va aggiunto la presenza di grandi attori per uno spettacolo di grande importanza. Desideriamo  – conclude la Franzese – far conoscere questo prestigioso premio al di fuori dei confini cittadini, esportandolo anche ad altre realtà territoriali”.

La giuria tecnica diretta da Massimo Andrei, si avvale del supporto dell’attrice Daniela Iola, della giornalista Emma Di Lorenzo e del direttore della fotografia Antonio De Rosa. Infine saranno presenti il presidente onorario Don Lino D’Onofrio e il presidente della Napoli Cultural Classic Carmine Ambrosino.

“La serata del primo giugno – puntualizza il direttore artistico Massimo Andrei –  sarà quella delle premiazioni. Fondamentalmente sono una consegna di premi alle varie categorie che hanno vinto. Nel senso che un corto magari ha vinto il miglior costume, tra tutti gli arredati che sono 102 o 180, e questo dipende se verranno catalogate in un modo o in un altro. Abbiamo poi il premio alla scenografia, il premio alla musica, il premio alla migliore interpretazione maschile e femminile. E’ necessario anche illustrare cosa significa tutto questo e ovviamente lo faremo durante la serata di premiazione. Ci sarà, inoltre qualche ospite musicale, un premio speciale a Lunetta Savino e una conduttrice che è Gigliola De Feo, la quale stabilirà e gestirà la serata. Abbiamo già fatto varie edizioni in quel meraviglioso cortile rinascimentale, e ogni volta ne è scaturita una serata molto emozionante. Alla fine, quando poi il sindaco Donnarumma premierà il miglior corto, il vincitore del concorso per intenderci, ci sarà poi la proiezione dello stesso per dare la possibilità al pubblico di vedere il cortometraggio vincente.

Cosa significa questa manifestazione? Sostanzialmente prendere coscienza che ci sono delle espressioni artistiche, che sono in definitiva quelle che ci fanno migliorare, perché ci insegnano che non è necessario omologarsi in modo virtuale nell’esprimerci, ma esistono invece le opere d’arte… Queste sono opere d’arte piccoline – sottolinea il direttore artistico – nel senso che sono corte ma talvolta sono opere d’arte di estrema importanza. Tali opere hanno dentro i prodromi di cose meravigliose, temi interessanti e quindi per il territorio di Palma Campania, significa, in qualche modo, rendersi partecipe al gusto, alla bellezza. C’è poi la fondamentale presenza dei giovani che vengono attenzionati, accarezzati, vengono dunque, scelti e premiati.

 

Lo stato di salute del cinema italiano? Dipende dai punti di vista. A livello di creatività – prosegue Andrei –  credo che ci sia un po’ di crisi. Si continua a voltare su temi drastici, su temi dolorosi, come per esempio la cronaca. Tanti film che raccontano soprattutto il dolore urbano vanno necessariamente a scapito della fantasia, del sentimento, tipica invece degli anni 70’ e 80’. Dal punto di vista produttivo, invece, ci sono delle realtà molto interessanti, che arrivano a partecipare alle finali degli oscar, mettendosi così all’attenzione di karmesse internazionali.

Certamente viviamo ancora soggiogati dal cinema americano, siamo in piena subordinazione e conquista linguistica di genere e soprattutto economica. Un film americano può permettersi tre milioni di pubblicità, tre milioni per la comunicazione. Al contrario invece un film italiano, quando va benissimo, raggiunge la eccezionale cifra di centomila euro. E’ chiaro, dunque, che tutto parte da un piano di incredibile disparità. Ma – conclude il regista –  a livello di creatività, di fantasia e soprattutto di poesia, il cinema italiano vince sempre”.

 

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