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Opere nolane a Matera Capitale Europea della Cultura 2019. Domani l’inaugurazione della mostra

Nola 17 Aprile – La Diocesi e il Museo Diocesano di Nola parteciperanno alla mostra Il Rinascimento visto da Sud – Matera, l’Italia meridionale e il Mediterraneo tra ‘400 e ‘500, che sarà inaugurata domani 18 aprile e resterà aperta al pubblico fino al 19 agosto. Ben tre opere quattrocentesche provenienti dalla città di Nola saranno presenti in mostra, corredate da una ricca scheda di catalogo che illustrerà le tavole e il loro contesto di provenienza.

La mostra è stata allestita a Palazzo Lanfranchi, che si trova in Piazzetta Pascoli ed è sede del Museo dell’Arte medievale e Moderna di Matera. Curatori dell’evento sono Marta Ragozzino, Pierluigi Leone de Castris, Matteo Ceriana e Dora Catalano, i quali hanno selezionato i circa duecento pezzi da inserire nel percorso espositivo, scegliendo tra le opere di musei e città italiane ed europee.

L’obiettivo della mostra è di  presentare una rilettura inedita di uno dei periodi più floridi per l’arte e per la cultura europea, il Rinascimento, non più raccontando le grandi città tra cui Firenze, Roma, Milano, né le committenze legate alle grandi famiglie, bensì spiegando il Rinascimento visto dal Sud, attraverso la cronaca dei fatti, gli scambi culturali e le rotte marittime mediterranee e interne che connettevano il Sud con i grandi centri dell’Italia del centro-nord, della Spagna, delle Fiandre, della Provenza.

Il percorso della mostra consentirà di conoscere una mappa inedita della circolazione delle opere e degli artisti; ci saranno ritratti, sculture, mappe e portolani, in una sequenza fatta rimandi e interconnessioni che raccontano una cultura di contatti e contaminazioni, rappresentativa di un’epoca meravigliosa, il Rinascimento, e di un mare, il Mediterraneo, culla di genti e culture.

Matera, capoluogo di una regione bagnata da due mari, è essa stessa emblema di una terra di interconnessioni e lo è anche Nola, città dell’entroterra, ma non lontana dal Golfo di Napoli, tanto vicina a Napoli, capitale del Regno, quanto essa stessa centro vitale di commercio e cultura. Nola partecipa all’evento con tre dipinti su tavola risalenti al XIV secolo: la santa Lucia di Alvaro Pirez, proveniente da Castel Cicala, il Crocifisso del maestro di Ladislao, conservato nella chiesa del Gesù (recentemente attribuita al Maestro di Nola, autore di un interessante corpus di opere d’arte rinascimentali), e l’Annunciazione di Cristoforo Scacco da Verona.

“La Santa Lucia è l’opera che ha riservato le maggiori sorprese”, ci rivela Antonia Solpietro, direttrice del Museo Diocesano di Nola e responsabile dell’Ufficio Beni Culturali della Curia Vescovile. “Il dipinto ha ritrovato il suo aspetto originario grazie al restauro che il prof. Pierluigi Leone de Castris, docente ordinario di Storia dell’Arte presso l’Università Suor Orsola Benincasa, ha fortemente voluto prima della partenza dell’opera per Matera. L’opera è stata restaurata nei laboratori del Suor Orsola, a cura del prof. Giancarlo Fatigati e dei suoi allievi. Un precedente restauro aveva lasciato intuire la presenza di dettagli che adesso sono stati finalmente messi in luce, ma il fondo neutro e scuro, che in parte appiattiva i colori, era stato temporaneamente lasciato sull’opera. L’occasione della mostra ha reso possibile questo nuovo intervento, che ha evidenziato e recuperato lo splendido fondo dorato e punzonato, valorizzando ulteriormente l’arcata gotica in cui è dipinta la santa Lucia. Il recupero ha inoltre dato risalto al prezioso dettaglio dell’aureola dorata e i capelli biondi, raccolti da una fascia e ricadenti morbidi sul collo. La tavola ha riavuto gli antichi colori verde, rosso, blu, distesi sull’oro. L’opera, che è veramente molto bella, in origine doveva essere la cona nella cappella baronale del palatium fortificato di Castel Cicala: per essa si può ipotizzare una committenza illustre, quella di Raimondo Orsini”. La dott.ssa Solpietro ci fa notare che è stata anche rimossa (ma ovviamente documentata) la finta gradinata dipinta negli anni ’20 del XVIII sulla base del dipinto, che fungeva da elemento di connessione tra la tavola e la tela della Madonna con Bambino: la combinazione di queste opere costituiva la pala d’altare nella chiesa di Castel Cicala.

Oltre alla tavola della Santa Lucia, è stato inviato a Palazzo Lanfranchi il Crocifisso dipinto della chiesa del Gesù, da collegare storicamente alla Confraternita dei Fustiganti, presente a Nola dal Medioevo. Anche in questo caso la committenza potrebbe essere orsiniana, dal momento che il conte Raimondo Orsini, personaggio di spicco della casata nella seconda metà del XIV secolo, diede il beneplacito alla confraternita. Il Crocifisso della chiesa del Gesù è stato attribuito dalla recente bibliografia al Maestro di Ladislao; nuove ipotesi, a cura di Emanuele Zappasodi, lo ascrivono al repertorio figurativo del Maestro di Nola, cui si deve un corpus di opere che denotano una conoscenza della cultura dello stesso Alvaro Pirez, autore della Santa Lucia.

L’altra opera in mostra è l’Annunciazione di Cristoforo Scacco del Museo Diocesano di Nola. La tavola proviene dalla chiesa del Collegio dell’Annunziata, fondata da Nicola Orsini all’inizio dell’ultimo decennio del XIV secolo. Anche in questo caso si tratta di una tavola con uno splendido fondo dorato, sul quale si stagliano i personaggi dai tratti somatici delicati e dagli abiti curatissimi. La committenza in questo caso è da ricondurre al legame che fin dalla fondazione il Collegio dell’Annunziata ebbe con gli Orsini, in particolare con i conti Nicola e Gentile. L’opera, già sostituita da una più grande pala d’altare cinquecentesca realizzata dal pittore Girolamo Imparato, è rimasta nella chiesa del Collegio fino agli anni ’90, quando fu rubata da ignoti e successivamente intercettata e recuperata, grazie al Nucleo Tutela Patrimonio Artistico dei Carabinieri.

La mostra Il Rinascimento visto da Sud – Matera, l’Italia meridionale e il Mediterraneo tra ‘400 e ‘500 rappresenta dunque un motivo in più per visitare Matera, città dei Sassi, Patrimonio Mondiale UNESCO, Capitale Europea della Cultura 2019.

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