Cronaca

Omicidio Ciro Esposito, condanna ridotta per Daniele De Santis: 16 anni in appello

Roma, 28 Giugno – E’ stata ridotta da 26 a 16 anni di reclusione la condanna per  Daniele De Santis, accusato dell’omicidio di Ciro Esposito, il giovane tifoso partenopeo ferito con arma da fuoco poco prima della finale di Coppa Italia Fiorentina-Napoli il 3 maggio del 2014 e morto dopo 53 giorni di agonia. La sentenza è stata emessa dai giudici della prima Corte d’assise d’appello di Roma, presieduta dal dott. Andrea Calabria. In primo grado Daniele De Santis era stato condannato a 26 anni di reclusione.

Secondo la prima Corte d’assise d’appello di Roma, la riduzione della condanna è motivata dall’assoluzione dall’ulteriore reato di rissa contestato, nonché dall’esclusione dell’aggravante dei futili motivi e della recidiva.  Assolti gli altri due imputati, Gennaro Fioretti e Alfonso Esposito, tifosi del Napoli che in primo grado erano stati condannati a 8 mesi di reclusione per rissa e lesioni. 

Il procuratore generale Vincenzo Saveriano aveva chiesto per De Santis una riduzione di pena, con condanna a 20 anni.

 “Incredibile… 10 anni di sconto per chi uccide un ragazzo. E’ tutto assurdo anche se, in ogni caso, ha retto l’impostazione della sentenza di primo grado. E’ un minimo di giustizia anche se l’assassino di Ciro Esposito dovrà scontare solo 16 anni di carcere”. Lo ha affermato l’avvocato Angelo Pisani che, assieme al fratello Sergio, tutela gli interessi della famiglia di Ciro.

 

LA REAZIONE DI ANTONELLA LEARDIMa sono in tribunale? Ciro non meritava di morire così. Lo hanno ucciso due volte! Sospettavamo che “Gastone” potesse godere di una certa fortuna, di qualche protezione. Quando Ciro era ancora vivo fu definito da qualche giornale persino un camorrista perché di Scampia.Poi però per sfortuna di De Santis sono spuntati i video dell’assalto agli autobus con donne e bambini ed abbiamo sperato in una sentenza giusta vista tanta ferocia. Ora so che l’unica giustizia è quella di Dio. Eppure tutti quei ragazzini, quei bambini che ho incontrato in questi anni per raccontargli che l’odio non paga, continuerò ad incontrarli, se non altro per impedire che crescano come mostri”. Queste le amare considerazioni della madre di Ciro Esposito, Antonella Leardi subito dopo la lettura della sentenza della prima Corte d’Assise d’Appello di Roma.

 

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