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Omicidio Alessandra Madonna, la Corte d’Appello: “Il fidanzato sapeva che era aggrappata all’auto e poteva farsi male”.

Borrelli e Simioli: “Motivazioni giuste che smentiscono la tesi dell’omicidio stradale”

 

 

Napoli, 24 Settembre – “Riteniamo che le motivazioni della Corte d’Appello a supporto della sentenza di condanna dell’ex fidanzato di Alessandra Madonna siano giuste e condivisibili. Quando il giovane mise in moto l’auto non poteva non sapere che la ragazza era aggrappata e rischiava di farsi male. Tra l’altro, come emerge dalle sue dichiarazioni, era a conoscenza  che la giovane aveva afferrato lo sportello. La sua condotta di fatto ha determinato la morte della giovane.

Quanto sostenuto dai giudici della quinta sezione Corte di Appello di Napoli evidenzia l’insussistenza dell’ipotesi di omicidio stradale, accusa emersa in primo grado. Le motivazioni della pronuncia della Corte d’Appello contribuiscono finalmente a fare giustizia sulla morte di una ragazza strappata troppo presto alla vita da un gesto assurdo e ingiustificabile. In questo periodo siamo sempre rimasti a fianco della famiglia di Alessandra, convinti delle loro ragioni”.

Lo affermano il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli e il conduttore de “La Radiazza” su Radio Marte Gianni Simioli.

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