Attualita'

OLEZZO DI FASCISMO

Napoli, 16 Giugno – Nonostante sia goloso di torrone ed assiduo viaggiatore, non ho mai avuto il piacere di fare un’escursione nella città di Cremona, peraltro facilmente raggiungibile da Milano (dove, invece, faccio tappa almeno una volta al mese); ma quest’oggi, cari Lettori, ho intenzione di soffermarmi su un fatto occorso proprio là lunedì sera, durante il comizio elettorale del candidato sindaco di centrodestra, Carlo Malvezzi, tra i cui sostenitori figura anche Matteo Salvini, che – come al solito – ha lasciato le redini del Viminale per dare man forte al suo compagno di merende.
Tuttavia, i due hostes Rei Publicae non han fatto i conti con la realtà che li circondava, dal momento che in platea c’erano diversi giovani intenzionati a mettere in luce le angherie alla Don Rodrigo che il leader del Carroccio, in nome del “cambiamento” da lui addotto a pretesto per raccogliere consensi, sta ponendo in essere a danno di esseri umani in cerca di un avvenire migliore. Ad un tratto, nel vivo dello sproloquio inscenato dai due esponenti d’estrema destra a fini manifestamente propagandistici, un coraggioso ragazzo sulla ventina ha sollevato una sciarpa dal fondo bianco su cui aveva scritto il tenore dell’insegnamento che il Signore Gesù impartì ai Suoi discepoli: “ama il prossimo tuo!“. Sì, perché il signor Ministro basa le sue azioni pazzoidi sull’erronea convinzione di esser ispirato direttamente dalla Madonna e da Dio Stesso; ma, come la storia insegna, invocare Dio per sé stessi è fonte di pericoli piuttosto gravi, sovente latori di conflitti cruenti e dittature autoritarie.
L’esposizione del vessillo da parte del ragazzo ha suscitato l’ira funesta degli astanti, che non hanno esitato neanche un po’ a circondare il malcapitato ed a massacrarlo di botte: evidentemente…..era inviso al loro “Capitano”, disturbava il comizio di colui che crede di poter interpretare a proprio piacimento tanto la Costituzione quanto la Sacra Scrittura. 
A costituire maggiore gravità, però, è il fatto che il leader leghista s’è permesso di deridere il giovane sventurato dopo che questi ha subito l’aggressione: in qualità di Ministro dell’Interno, egregio signor Matteo, Lei avrebbe dovuto (per lo meno) spendere parole di disappunto verso ogni forma di violenza, specie nei riguardi di chi manifesta il proprio pensiero in assoluta libertà; tuttavia, Lei è fermamente convinto che a costituire maggior pericolo per il benessere del Paese siano i rifugiati, molti dei quali rischiano di annegare a causa del Suo (anticostituzionale) decreto “Sicurezza”.
La realtà dei fatti, caro Ministro, è totalmente diversa rispetto alla Sua visione, dal momento che la “feccia” (termine sovente pronunziato in modo improprio dai Suoi amici) è composta in maggioranza da Italiani, nel cui novero vanno sicuramente iscritti i Concittadini che sono cascati nella trappola da Lei tesa loro per divenire padrone dell’Italia.
Ma questa situazione, signor Salvini, non sarà duratura: per fortuna vige una Costituzione democratica, sancente una sfilza di diritti e libertà che Lei non può assolutamente permettersi di negare a mezzo di fonti subordinate tese all’esclusione del Prossimo.
Cari Lettori, del Fascismo si avverte – per ora – soltanto un olezzo; ma per evitare il peggio occorre mobilitarsi senza indugio contro le politiche discriminatorie e/o eccessivamente assistenzialisti del Governo in carica, altrimenti si rischia, escludendo il Prossimo, di scatenare l’inferno!
Adriano Spagnuolo Vigorita 
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